Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









lunedì 15 agosto 2016

LE STATISTICHE TELEVISIVE: MA CHE FINE HANNO FATTO?


Rivedendo le cronache giornalistiche televisive degli anni sessanta e settanta , non si può fare a meno  di notare la costante presenza delle statistiche.  E’ un continuo sciorinare dati, cifre e confronti con quelli di qualche decennio prima , per far toccare con mano la crescita del benessere, il tempo  trascorso ed i progressi materiali ed economici conquistati dagli italiani. Così se un operaio nel 1902 aveva diritto a due giorni non retribuiti di ferie a Ferragosto, si è saliti a ben 24 gg retribuiti nel 1970!
Negli anni settanta non c’è più distinzione tra operai ed impiegati, riguardo al numero di gg di ferie …  Poi seguono le statistiche riguardo al mezzo di trasporto più utilizzato nei giorni di ferie, ovviamente l’automobile la fa da padrona.
Le località preferite, in genere si resta nel territorio Nazionale, ma ci sono sempre maggiori italiani che vanno all’Estero per vacanze … ovviamente da non confondere con chi si reca all’Estero per rimanerci dopo aver trovato una decente sistemazione, su questo magari si stende un velo pietoso … perché l’Italia del Boom economico risalta maggiormente i numeri degli italiani del Sud che si sono spostati a Nord, piuttosto di quelli che sono andati in Germania, Svizzera etc …
Allora la questione immigrazione, l'approdo dei nuovi troiani, il problema inverso dell'esodo italico verso l'Estero, non era neppure immaginabile, ma del resto anche le questioni sociali del Terzo Mondo erano appena delineate, stilizzate o rappresentate dai soliti stereotipi dell’immaginario occidentale... troppo dediti a far statistiche, che la guerra, la miseria e la fame non era ancora un ricordo lontano, ma vissuto appena qualche decennio prima sulla propria pelle.
Rivedere quei filmati con la consapevolezza di oggi noti un’esasperata ed ostentata corsa al consumismo, un comando reiterato e sibillino a modelli di comportamenti dettati dalla tv, con leggera disinvoltura, tra una risatina e l'altra … perfino chi va in direzione ostinata e contraria trova la sua non esaltante rappresentazione nel Rag. Fantozzi, che non è affatto un personaggio comico … ma tremendamente tragico … un borden line, come si direbbe oggi, suo malgrado, in fondo ha un titolo e un posto fisso, anche quando disperatamente cerca di adeguarsi ai suoi tempi o a quello che è la parola d’ordine imperante … non più Vincere e Vinceremo, ma  Consumiamo e Consumeremo!

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