Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 30 luglio 2016

FIUME IN PIENA


La rabbia di una persona assomiglia ad un fiume in piena, se non adeguatamente arginata dall’autodisciplina  e dalla ragione, ma soprattutto da un occhio indulgente che riconosce i propri errori e limiti per non giudicare con troppa severità l’altrui agire.
Incontro un conoscente, chiamiamolo Gino, ma non è il suo vero nome, ne vi dirò il luogo per ovvi motivi che poi voi avrete modo di comprendere. Gino unico dipendente lavora per un commerciante, e si da molto da fare a vendere a sistemare la merce … il suo lavoro si esplica per lo più nelle ore notturne e a mezza mattinata ha praticamente terminato la giornata di fatica. Io lo paragono ad un instancabile segugio a caccia di tartufi … sempre operoso come una formica, corre e fa fronte ad ogni necessità che sia stipare la merce nello spazio dedito alla vendita, nell’accogliere e seguire i clienti e dato che di denaro ne maneggia è una persona di spiccato senso dell’onestà, dal momento che sono sedici anni che lavora in quel luogo ed ha la massima fiducia del suo capo e titolare dell’impresa: una piccola ma affermata impresa familiare, dove tutti si danno da fare giorno dopo giorno instancabilmente da più di tre generazioni.
Qualcosa deve aver ferito Gino nel profondo, se oggi al mio saluto e dopo qualche parola ha cominciato a parlare senza mai smettere e darmi modo di interloquire se non alla fine … era uno sfogo, umanissimo , di chi non riusciva a capire la cecità e l’irresponsabilità del figlio del commerciante, ragazzo poco più che ventenne, così mal disposto a darsi da fare … sempre con la testa altrove, sempre stanco e svogliato … che antepone il divertimento, lo svago al dovere … all’impegno. Ho 35 anni e da 16 mi faccio il mazzo … da quando ne avevo 19 mi sono sempre dato da fare … e se uscivo per divertirmi, ad una certa ora rincasavo … ma non sono mai mancato dal lavoro il giorno dopo, perché la sera prima avevo bevuto, fatto le ore piccole o la notte bianca in buona compagnia … se c’era da correre di più, non uscivo. Oggi i giovani sono demotivati, sembra che il loro unico pensiero sia di divertirsi, sballarsi, poco propensi a sacrificarsi, a rinunciare e soprattutto a lottare: una generazione di smidollati inutili per se che agli altri. Hanno la vita facile e vogliono tutto subito e se non lo hanno, non hanno le palle per impegnarsi.
Bè Gino ci vai pesante, sei caustico e poi generalizzi e semplifichi troppo … non tutti sono così. Vedi ,mi risponde alzando la voce … ed è proprio arrabbiato, prendi il figlio del proprietario lavora e non lavora … sembra che fa un piacere a qualcuno, che vorrebbe essere altrove , sempre così svogliato… non si rende conto che finché c’è il Padre le cose   gli vanno bene, ma dopo? …. Alle prime difficoltà che farà?  Chi può dirlo, gli dico? Per Gino non ci sono speranze perché al suo parametro di giudizio non è pronto ad affrontare la Vita e teme che non lo sarà nemmeno in futuro … ne è certo! Troppe vinte da parte dei Genitori … troppo indulgenti, lasciano fare e non correggono l’atteggiamento del ragazzo, che ha 23 anni e che dovrebbe essere già un uomo responsabile.
Penso che Gino come tutti coloro che non sono a loro volta Padri di famiglia, non riescono a vedere quanto sia difficile oggi educare e crescere dei figli … tutto si concede, si cerca di dare quanto più sia possibile e che negare qualcosa per educare è più facile a dirsi che a farsi … In ogni caso non è facile giudicare, non si dovrebbe mai … si finisce sempre per marchiare una persona a vita, magari ingiustamente. La consapevolezza è un dono, a volte c’è concesso prima del tempo, altre volte si deve faticare per raggiungerla a prezzo di laceranti sofferenze.  In ogni caso il figlio del commerciante a suo modo fa del suo meglio, per quanto gli è concesso di fare dalla situazione in cui è calato … la vita non gli ha messo il fuoco nel culo come a Gino … che per una qualche ragione ha dovuto darsi da fare ed essere indipendente prima del tempo (Anche se il suo risentimento mi sconcerta e non lo capisco) … Non so quali rapporti professionali intercorrano tra Gino ed il figlio del commerciante, anche se posso intuire che non devono essere proprio buoni e sintonici.
Fai qualcosa .. educalo instancabilmente al rispetto del lavoro e degli altri, diventa a tua volta un faro un mentore … dona qualcosa di Te, che resti per sempre, non limitarti a criticare, ad annegare nell’astio … lotta per cambiare il suo ed il Tuo destino in questa azienda.
Una guerra persa? non è di tua competenza è vero ...  ma se tieni al tuo lavoro, se hai della riconoscenza nei confronti dei tuoi datori di lavoro, che oltretutto dimostrano  di riporre fiducia e riconoscono i tuoi meriti, ricambia con un atteggiamento meno rancoroso, cerca di comprendere e se ti accorgi che qualcosa non va veramente ... parlane chiaramente senza remore e esprimendo il tuo dissenso quando vedi qualcosa di profondamente sbagliato.

Sii sincero, dopo 16 anni è il miglior modo di esprimere la tua lealtà e concreta collaborazione. Nel caso ti richiamino a restare nello stretto ambito delle tue competenze e a non immischiarti delle loro questioni familiari, non crucciartene e ritrova la tua serenità osservando con occhio maggiormente indulgente e distaccato lasciando correre e continuando a svolgere il tuo lavoro come sempre... continua ad educare, non a parole, ma con i fatti e con il buon esempio, come dovrebbe fare un buon Padre di famiglia... ti auguro che arrivi quanto prima il giorno che anche il figlio del commerciante apprezzi i tuoi meriti, onorandoti con il dovuto rispetto.

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