Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 6 febbraio 2016

QUI PRO QUO


Un fatto increscioso, generato da un malinteso di fondo , ma vale la pena di raccontarlo.
 Stamane nel mio gira e gira per consegne, arrivo spensierato e sereno nel bar di un mio cliente. Dopo aver consegnato la merce mi viene corrisposto il corrispettivo … sono tutte banconote da venti e non ho resto da dare (in portafoglio non ho banconote di taglio minore) … di solito lo dico chiaro e tondo, ma qualche volta uso la creanza di andare a cambiare i soldi personalmente.
Vicino c’è un’edicola e di solito le edicole non hanno problemi di moneta spicciola … va detto che al bar sono conosciuto, non altrettanto all’edicola e questo spiega anche la ragione del mezzo casino che a breve si scatenerà all’edicola.  Potevo andare dal fioraio poco più in là, anche lui è mio cliente, ma per una strana combinazioni di eventi  del tutto fortuiti mi dirigo all’edicola. Chiedo il cambio ed estraggo una banconota da venti euro il giovane  giornalaio mi da 5 euro in moneta, al che gli faccio notare di avergli dato un ventino … ma lui mi dice che gli ho dato solo una banconota da 5 euro e trova spalla anche da un tizio li presente, che conferma che ha ricevuto solo 5 euro … sono più che convinto che gli ho dato venti e ribatto pretendendo di essere creduto, ma li trovo determinati a contrastarmi e data la mia mole, in genere raramente questo accade (con questo non intendo dire che consapevole di questo, normalmente ci marcio … ma solo che ne resto sorpreso) in ogni caso è difficile  che mi sbaglio con i soldi, anche se è successo e potrebbe capitare, ma di certo non mi metterei a fare a pugni per una manciata di euro.
Decido di sorvolare e maledico in coscienza l’istante che gli ho dato i soldi, avrei dovuto prestare più attenzione ed aspettare la contropartita con il denaro in mano … comunque sono certo di avergli dato venti … torno al bar, per correttezza, gli ridò altri  venti dicendo che non ho resto, ma il mio cliente ed amico mi rende la stessa cifra in tagli minori, pensando che gli avessi chiesto di cambiarli, a quel punto gli dico se gli devo la differenza per la consegna, per essere più chiaro perché sono convinto che mi ha dato una cifra maggiore … mi risponde tranquillo e sicuro che non gli devo nulla, che mi ha dato 20+5 €! Ma 5 sono più piccole di 20, sono certo di aver ricevuto due pezzi da 20.  Il bar è pieno di clienti, sto per borbottare qualcosa, perché sono confuso … che mi sento agguantare di forza alla judoka dall’edicolante, il quale mi ha seguito e convinto che sia uno che ci marcia, mi spinge fuori dal bar urlandomi che squallida persona sia a truffare degli onesti lavoratori … che quello non è il modo di guadagnarsi il pane … che loro sono persone che si alzano alle cinque della mattina per mettere la pentola della minestra a casa, mi strattona è alterato, accenna a darmi una testata, ma mi sfiora appena … sento che non devo reagire e che devo mantenere i nervi saldi … il tizio è giovane e cerca la rissa, forse una delusione d’amore, forse qualcuno lo ha fregato con la storia dei resti … sta di fatto che non mi scompongo e non reagisco al torto subito … in particolare al fatto che mi senta dare del truffatore e poco di buono.  Il mio tono di voce è calmo riconosco, per non trascendere, che  forse mi sono sbagliato, convinto di avergli dato venti euro, ma sono uscito dall’edicola tranquillamente, senza battere ciglio e non riuscivo a capire quella reazione … poi ho ricollegato, successivamente al fatto che mi ha seguito al bar … pensando che mi volessi rifare lì … (quindi un gesto di solidale amicizia nei confronti del barista ... la cosa in se è apprezzabile).
Al bar assistono attoniti alla scena, mi conoscono e dicono qualcosa all'edicolante che sta prendendo una cantonata … si calma, anche quello che lo spalleggiava lo calma … mi allontano per non lasciarmi sopraffare dalla rabbia, mi calmo e per non lasciare strascichi dannosi mi dirigo di nuovo verso l’edicolante … gli do il mio biglietto da visita … un’etichetta su cui ho scritto nome, cognome e numero di telefono e la qualifica semplice  e chiara di bustaro, colui che vende buste di ogni tipo e formato, più chiaro di così:-) sottintendendo la buona fede (anche se continuo ad essere convinto di avergli dato venti euro), che anche io mi alzo alle 4 della mattina e pedalo tutto il giorno, per scaldare la minestra la sera … insomma non sono un truffatore … ma quello non vuole sentire ragioni … e fa pure l’offeso … dico all’amico che è meglio che gli faccia capire … che per molto meno c’è gente disposta a mettere mano al coltello, che non si litiga mai per delle sciocchezze e che si trascende solo quando non c’è altra scelta e si è in pericolo o lo è una persona a noi cara … non per fare lo stronzo inutilmente e scioccamente.
Ripenso al bar … o mi sono sbagliato, ma ci credo poco, o si è sbagliato il barista alla cassa che  effettivamente mi ha dato di più  e non se ne è accorto… oppure ultima ipotesi da non scartare ed è la più sorprendente di tutte … rapidamente si è reso conto dell’incresciosa situazione e per buttare acqua sul fuoco … mi ha detto con tono tranquillo e sicuro  che il resto era giusto e che non gli dovevo nulla … quest’ultima ipotesi  mi fa apprezzare l’intelligenza e la stima di un amico prima ancora che cliente … che  alla fine della fiera, se l’ipotesi è confermata, è l’unico che ci ha rimesso davvero, guadagnando paradossalmente molto di più.

3 commenti:

  1. la peggior ruota del carro è sempre quella che strilla...
    spero che non sia l'edicola nei pressi del post successivo...perchè io lavoro proprio in quei pressi. non vorrei diventarne cliente...

    RispondiElimina
  2. la gente comunque è esasperata. incredibilmente suscettibile ed aggressiva. in questa città è così. da sospettare una droga diffusa nell'aria a volte...

    RispondiElimina
  3. 5 centesimi su ogni quotidiano venduto ... questo è il margine di guadagno.
    Un buon edicolante deve fare molta attenzione ai resi... e alle consegne di prima mattina, se non si è accorti nell'uno o nell'altro caso si perdono soldi!
    Le case editrici non hanno rapporti diretti con gli edicolanti, ma con le aziende di distribuzione; solo queste ultime dettano le regole del gioco che devono essere solo accettate dagli edicolanti ... pagamenti settimanali, spesso determinano lo stress degli edicolanti, che tolte le spese di gestione sui magri margini di guadagno, tasse ed imposte ... finisce che si trasformino in lupi mannari che ululano alla luna piena e grondano bava dalla bocca.
    I call center delle aziende distributrici e delle case editrici sono in linea con la logica di tutti i call center, tenere lontani gli scocciatori ... se un edicolante dovesse richiedere un numero arretrato di una rivista o di un quotidiano, sa che arriverà ma non sa quando arriverà, magari il cliente nel frattempo ha cambiato idea e le spese restano da onorare in ogni caso ... Numerose edicole ogni mese vengono chiuse e sembra che nulla cerchi di attenuare questa moria ... in fine gli edicolanti non sembrano essere organizzati come categoria ... non ho mai sentito uno sciopero, ne una contestazione di edicolanti per ottenere un miglioramento del contratto nazionale (sempre che ci sia)... ne qualche incentivo particolare. Non va sottovalutato il fatto che le edicole in qualche modo esercitano un controllo sul territorio circostante ... non esagero se dopo il parroco ed il maresciallo dei carabinieri, l'edicolante è quello che meglio conosce fatti e persone del luogo circostante.
    Questo ed altro mi è stato riferito da una di loro ... una vita di sacrifici per un reddito sempre più incerto, da integrare con iniziative di vendita di altro genere: cartoleria, libreria, profumeria o servizi di vario genere.

    In effetti come ben dici, Nella, è facile trovare gente esasperata.

    RispondiElimina