Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
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D.O.C.









domenica 22 novembre 2015

PIAZZA ELIO CALLISTIO


Publio Elio Callistio ( più esattamente Callisto che in greco significa di bello aspetto) fu liberto dell’Imperatore Adriano e della moglie di Lui: Sabina.
Badate non liberto ai tempi di …  ma precisamente di Adriano e Sabina. Uno schiavo affrancato non sappiamo se alla morte dell’Imperatore o prima … di sicuro dovette avere delle doti non comuni se riuscì a diventare ricco ed importante tanto da permettersi  una sontuosa tomba.
Non sappiamo nulla di Lui, di che cosa si occupasse precisamente di quali meriti avesse … in quale campo: artistico, militare, forse un medico? Sappiamo solo che come Trimalcione  nel Satyricom di Petronio era ossessionato dalla morte tanto da non badare a spese per le sue esequie costruendosi una costosa e sontuosa tomba , impiegando gran parte della sua ricchezza in un atto di egoismo, testimonianza amara, forse, di un’esistenza che si conclude in se stessa.

Col principato di Claudio, da 41 al 54 DC, cominciarono ad avere nella vita dell'impero  parte importantissima i liberti. Sotto gli altri imperatori (prima di Claudio) i liberti non erano stati impiegati che nella corte, riservando ai cavalieri e ai senatori l'amministrazione dello stato e l'ufficio di consiglieri e ministri del principe. I nemici più accaniti degli imperatori si trovano proprio tra i senatori e i cavalieri, per questo nel tempo si consolidò l'impiego dei liberti, rafforzando il regime monarchico, a patto che l'imperatore fosse uomo dotato di forte energia e volontà, altrimenti i liberti potevano diventare i veri padroni dell'impero , anziché essere docili e laboriosi strumenti del principe. Con i loro intrighi potevano servirsi dell'imperatore del tutto ignaro di quanto riuscivano a macchinare alle sue spalle.

Portava lo stesso cognome di Adriano, Aelius (Elio),  chissà, forse era un parente e non un liberto, di sicuro fu un suo stretto collaboratore e  magari avrà viaggiato molto in sua compagnia  … lo avrà consigliato (forse gli ispirò il concetto di difesa a costi sostenibili, come la costruzione del vallo adriano in Bretagna, di fortificazioni in Germania, di concessione di territori al controllo di Popoli considerati alleati privilegiati di Roma, di non ampliare l'Impero per non aumentare i problemi a causa dei costi di approvvigionamento di territori indifendibili).
Probabilmente portava la barba come il suo dominus, visto che dopo di lui  a Roma gli imperatori seguirono la moda di non radersi .
Se era in sintonia con Adriano doveva essere un tipo abituato alla dura vita dei legionari, odiare le comodità e vivere con poco, facendoselo bastare e avanzare.
A Roma il rispetto ed il prestigio lo si conquistava unicamente sui campi di battaglia, non si poteva accedere ad alcuna carica pubblica senza prima aver prestato con merito servizio militare.
Di certo non era ebreo perché Adriano non li poteva proprio vedere e a causa della loro natura indomita e ribelle, cercò di sterminarli e risolvere definitivamente le tensioni in Palestina tanto da meritarsi l’epitaffio “possano essere le sue ossa frantumate” espressione mai usata neppure nei confronti dell’Imperatore  Tito che aveva fatto distruggere il Tempio a Gerusalemme.
Forse Callisto seppe della sconveniente  storia omosessuale (c'è chi la smentisce e parla di affiliazione) tra Adriano e il giovinetto Antino, che lo seguii nei suoi viaggi e che morì annegato in circostanze misteriose nelle acque del Nilo. La relazione (se vera) in se non era contro la  "morale" dell'epoca, (pur ché nel rapporto carnale si era la parte attiva e non passiva),  quello che sorprese e fu considerato irresponsabile fu la scomposta reazione di Adriano alla morte di Antino: lo innalzò al di sopra della natura umana, glorificandolo pubblicamente come un dio.
 Come il suo imperatore si costruì la Mole Adriana (Castel Sant’Angelo) … Callisto costruì la sua tomba … oggi conosciuta come sedia del diavolo … per la sua strana forma, ormai ridotta a un rudere  che ricorda una grande sedia degna del principe dell’inferno … strana associazione , ma mai nulla capita per caso e se il tempo cancella le tracce delle esistenze degli esseri umani, qualcosa finisce per ricollegarsi ad esse, di generazione in generazione, in questo caso, tramandando forse un sentimento di tenebrose sensazioni, a ragione o a torto, questo nessuno potrà mai dirlo fino in fondo.

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