Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









domenica 29 novembre 2015

LA MISURA DELL'AMORE

Quello che mi hai insegnato Madre, non con sterili parole o ragionamenti ben costruiti  ...
 
 quello che mi hai donato con la tua pazienza, capacità di ascolto, con il tuo benevolo sguardo e rassicurante sorriso, con i tuoi silenzi e la tua forza nel sopportare le cose negative, senza trattenerle senza fissarle continuamente è la seguente riflessione:
 
Quanta infelicità deve appartenerci se desideriamo il male per un'altra persona ... se non consideriamo quanto male possiamo fare con il nostro agire, quando la nostra indifferenza è giustificata da false ragioni costruite ad arte per tacitare la nostra coscienza.
Contrariamente se siamo felici siamo disposti a perdonare a dimenticare, ad essere generosi.
 L’infelicità propria è riflessa nella persona a cui si vuole farla scontare, vederla piangere e contorcere … perché questo a nostro giudizio è il meritato castigo.
Tutto questo può davvero risollevare, farci stare meglio?
La felicità è qualcosa che ci appartiene e che non dipende dagli altri …
Sappiamo guardare a fondo, scindere fatti ed accadimenti, liberarci dai sensi di colpa e perdonare se mai abbiamo subito un torto?
Sappiamo chiederci quali sono state le nostre mancanze per aver subito quel torto?
Sappiamo guardare con realistico distacco ai fatti della vita e riconoscere che certe cose capitano a prescindere dalla responsabilità di qualcuno?
Vorrei che queste parole non risultassero vuote ed insignificanti … parole tanto per dire, il senso di esse è che la felicità è qualcosa che ci appartiene  e che nessuno potrà mai togliere o donare … è uno stato mentale che sa apprezzare e riconoscere quei pochi istanti, sa assapora il gusto e li vive intensamente
La via della santità è altra cosa davvero, qui si tratta di capire chi siamo e che cosa proviamo a prescindere dal mondo che ci circonda e dalle situazioni che ci capita di dover  vivere.
Da un'umiliazione o da una sconfitta, quanto abbiamo potuto apprendere per risollevarci, ma soprattutto abbiamo saputo continuare a vedere il bene o perseguire questo fine?

1 commento:

  1. E' molto difficile vedere il bene quando siamo stati bersagliati dal mare, essere cosi' significa essere
    santi.Le sconfitte lacerano anima e corpo, annullano la serenita', rendono tutto piu' grigio,ma quando siamo veramenti sereni e realizzati?
    Pensieri in tempo di dubbi e paure (poesieinsmalto)

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