Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
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D.O.C.









domenica 11 gennaio 2015

EFFETTI DELLA RITMICA SUL SISTEMA NEUROVEGETATIVO

Ritmi veloci, concitati, prolungati, possono scatenare un AUMENTO di catecolamine nel sangue, ovvero di adrenalina e noradrenalina.
Si tratta dello stesso fenomeno psicofisico che si verifica in determinati soggetti mentre ascoltano la musica rock o quando vengono ballate determinate danze sciamaniche scandite dal ritmo ripetitivo e ossessivo dei tamburi. 
Il risultato di queste pratiche ripetitive e ritmiche è uno stato euforico ed iperattivo. Ciò è dovuto al livello di adrenalina nel sangue. Non si tratta di nulla di mistico!  
Varie religioni hanno intuitivamente "scoperto" tali fenomeni, che non riguardano solo le catecolamine ma anche le endorfine, gli ormoni,  ecc. e lo hanno ritualizzato con preghiere, litanie e canti.  
A volte queste pratiche inducono stimolazione, altre volte rilassamento, addirittura stati di trance semi-ipnotica. Si pensi al rosario, ai canti gregoriani, al mantra hare krishna hare rama, allo Shmà Israel, al Kyrie Eleison, ma anche alle innumerevoli recitazioni delle religioni animiste, della Kabbala, delle devozioni popolari, delle devozioni primitive. 
                  


L'abitudine ad aumentare il proprio livello di adrenalina può effettivamente dare un aiuto psicologico in alcune circostanze, tipo dare un po' di sollievo ai depressi, ma non è sempre e comunque una pratica salutare, specialmente per gli ipertesi, che possono aggravare la propria sintomatologia. 
Va anche detto che se la pratica viene ripetuta spesso, ciò può creare uno stato di dipendenza psicologica dalla pratica stessa, così come avviene con le droghe.

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