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D.O.C.









venerdì 26 dicembre 2014

MONTE CENGIO


Molto frequentemente passano in tv storie del primo conflitto mondiale, dopo cento anni dal loro accadimento.
Una storia che non conoscevo e che mi ha colpito particolarmente per le considerazioni che se ne possono trarre è la strenua difesa del Monte Cengio da parte dei nostri Granatieri di Sardegna, nel maggio del 1916, ultimo baluardo  alpino prima della pianura Vicentina e subito dopo di Venezia.
Conrad il supremo generale austriaco aveva pianificato al meglio la sua spedizione punitiva contro l’Italia attaccando la prima armata al confine del Trentino alto Adige … truppe di riservisti e richiamati ,scarsamente armati senza artiglieria di appoggio e pochissime mitragliatrici a difesa.
 Sbaragliare l’Altopiano del Pasubio  e penetrare nella pianura vicentina significava chiudere in una sacca il grosso delle armate italiane impiegate sull’Isonzo. Il Generale Conrad aveva pianificato più volte un attacco preventivo all’Italia … durante il terremoto di Messina, e quando l’Italia era impegnata contro l’impero Turco nella conquista della Libia … ma a Cecco Beppe  ripugnava colpire un alleato … all’epoca l’Italia era schierata con gli imperi centrali: Austria e Germania.
Comunque già dai primi anni del secolo XX, come denunciarono gli irredentisti di Trento, tra cui anche  Cesare Battisti, l’Austria potenziò i suoi confini con l’Italia di fortificazioni e linee di comunicazioni in vista di un conflitto prossimo e ritenuto inevitabile, anche se l’Italia continuava a dichiararsi alleata.
Dopo il "radioso" maggio del 15’ che portò la scelta di campo dell’Italia a fianco dell’Intesa, Francia, Russia e Gran Bretagna … Conrad fu considerato un oracolo e proclamato supremo comandante dell’esercito austro ungarico. La spallata decisa e violenta dell’Italia sull’Isonzo per arrivare a Lubiana e brindare a Natale del 1915 a Vienna si infranse in un bagno di sangue … a novembre del 1915 si contavano, dopo pochi mesi di guerra, più di 200.000 soldati morti ( si consideri che tutto il secondo conflitto mondiale costò all’Italia 300.000 soldati). Gli austriaci dopo l’urto progettarono la controffensiva  che doveva passare dal trentino e chiudere in una sacca le armate italiane … per nostra fortuna la Germania bocciò il progetto … e poi l’Italia aveva dichiarato guerra solo all’Austria … formalmente i due Paesi non erano belligeranti ancora. L’Austria desiderava non essere coinvolta su due fronti e non potendo debellare quello russo … decise di regolare lo stesso da sola i conti con l’Italia … distogliendo uomini ed armi dal fronte russo e costituendo una possente armata.
Cadorna considerò l’inizio delle ostilità austriache in trentino come un diversivo … e non volle sguarnire i fronti orientali … la prima armata italiana si immolò in atti di eroismo, quantunque annientata dalle possenti bocche da fuoco nemiche … le perdite italiane furono ingenti, spesso si contrattaccava all’arma bianca senza alcun appoggio di mitraglie e cannoni … non si avevano molte bombe a mano e per i nostri soldati ogni assalto era un suicidio … tanto che cominciarono le ribellioni e la triste pratica delle decimazioni, quando si riteneva che un reparto si era macchiato di codardia.

Tre ondate austriache avanzarono sull’altipiano di Asiago e giunsero giubilanti all’estremo baluardo del Cengio, che si affaccia sulla piana vicentina e da cui si può vedere Venezia … un pugno di uomini  se consideriamo la forza di attacco di gran lunga superiore difesero strenuamente le posizioni … e superstiti  raccontarono di commilitoni che senza più munizioni,  decisi a non arrendersi o indietreggiare si scaraventarono contro gli assalitori abbracciandoli e precipitando insieme nel vuoto!
Questo mi ha commosso pensando a che cosa quei semplici uomini, per lo più contadini, analfabeti … gente umile, avvezza ai sacrifici e alla fatica, gente concreta; forse più che dall’ideale della Patria … fu il sentimento che affratella i commilitoni lungamente accasermati in una località, che li spinse spontaneamente a immolare la propria vita per il bene di chi restava … per dare un’opportunità minima di salvezza a chi poteva ancora combattere, perché possedeva qualche caricatore, e ritardare l’avanzata nemica contando che i rinforzi sarebbero giunti quanto prima.
In tempi attuali dove l’egoismo è imperante … questo episodio fa riflettere e accapponare la pelle.
Un velo pietoso fu steso per anni sulla dimostrazione di incapacità dei vertici militari italiani … e solo l’estremo sacrificio di quei poveri fanti evitò forse il peggio … il Cengio cadde comunque perché gli austriaci accumularono tonnellate di tritolo per farlo saltare. Le terre perse durante l’avanzata austriaca dovettero attendere la fine del conflitto per ritornare italiane.
L’inizio dell’offensiva russa costrinse gli austriaci a cessare l’avanzata sul fronte italiano e dirottare quanto prima, uomini ed armi al confine con la Russia … fummo molto fortunati non solo audaci!

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