Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









domenica 10 agosto 2014

ASSIOMA


Io sono più importante dei miei errori.

 L’errore è movimento, è slancio generoso,  è disperata resistenza, è lotta alla rassegnazione … è assalto oltre la trincea e corsa allo sbaraglio con il cuore in gola … è azione prima della riflessione … è voglia di scrollare i dubbi e le esitazioni, è affrontare ciò che verrà come verrà … l’errore spesso è sottovalutato,  o non visto … non intuito ne prevenuto … l’errore è vita, perché la vita è imprevedibile e va vissuta con coraggio sia quel che sia … senza caricarsi di troppe responsabilità e colpe! Si va all’avventura … nessuno può garantire che le cose capitino come vorremmo che capitassero, ci si muove e si intraprende un’iniziativa … possiamo al più valutare le probabilità di riuscita, ma mai rilevare dettagliatamente  ciò che poi realmente accadrà e le conseguenze del nostro agire … è umanamente impossibile leggere il futuro … anticipare gli eventi … troppe variabili da considerare e l’imprevedibile, il miracoloso, l’imponderabile c’è ma non si vede, non lo si mette in conto eppure anima la Speranza e da forza ad ogni a nostra azione … salto nel buio!
Siamo troppo vulnerabili e limitati per godere delle nostre certezze effimere … su successi e azioni gloriose, vane e simili a neve al sole … ciò che è, non è detto che si ripeterà … ciò che è stato non sempre è garanzia di ciò che sarà necessariamente.   A volte vedo esseri tronfi , sprizzanti superbia in ogni loro azione, parola, gesto ...  penso poveracci: non sanno che cosa gli riserva il domani e sono nella condizione peggiore per affrontarlo, chiusi dalle loro presunzione e certezze effimere!
Rassegnato all’idea di essere un imperfetto guardo con pietà e dolcezza al Mondo che mi circonda … umiliato e vinto dall’idea di essere umano e debole, affronto il Mondo con rinnovato coraggio e rigenerata forza:  libero da complessi d’inferiorità,  dalle paure ataviche  o dettate dall’insicurezza, dall'incertezza e dalla precaria condizione di ogni essere vivente; vivo  come posso e come sono, senza voler essere altro .... questo basta e avanza!
Rende leggero il fardello e risolleva l'animo del viandante.

Nessun commento:

Posta un commento