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D.O.C.









giovedì 24 aprile 2014

LA CUCINA AD INDUZIONE


Esteticamente colpisce per l’assenza dei classici fornelli.
Si presenta con una superficie totalmente piatta, liscia, lucida e generalmente nera.
 Questo perché non funziona a gas ma a corrente, non ha bisogno di fornelli dove far fuoriuscire gas né di piastre in ghisa per appoggiarci sopra le pentole.
Non si tratta però di una cucina elettrica. Il calore, infatti, viene generato da un campo elettromagnetico.
Quando si posa un recipiente metallico ferroso sopra alla piastra, un induttore elettrico che è presente sotto alla piastra genera un campo magnetico.
Questo campo crea all’interno della pentola delle correnti chiamate di “Focault” dal nome dell’inventore. Queste correnti trasformano l’energia magnetica in calore, provocando il riscaldamento della pentola che così scalda le pietanze al suo interno.
Il campo magnetico, e di conseguenza il calore, si sprigiona solo a contatto con la pentola e solo all’interno del diametro della pentola.
Molto diffuse all’estero, soprattutto in Germania, queste cucine hanno da qualche anno iniziato ad essere vendute anche nel mercato italiano.

I costi elevati della corrente elettrica, la difficoltà di gestire tutti gli apparecchi elettrici di un’abitazione con i classici contatori da 3 kW e infine la tradizione culinaria italiana che per la cottura predilige la fiamma sono solo alcune delle argomentazioni che si sono levate a sfavore della tecnologia a induzione, a discapito dei suoi enormi vantaggi: sicurezza, velocità, risparmio energetico ed una grandissima funzionalità.

 Per funzionare sul piano a induzione, le pentole devono avere un fondo ferroso. Per questo l’80% delle pentole in acciaio, anche quelle anti-aderenti, e tutte le pentole e griglie in ghisa sono adatte ai piani a induzione. Molte pentole, sul fondo, riportano dei simboli che indicano su quali tipi di piani cottura possono essere utilizzate. Diversamente, basta prendere una calamita e appoggiarla sul fondo della pentola. Se aderisce, è adatta.
 La classica moka per il caffè è in alluminio. In questo caso, quindi, occorre sostituirla con una in acciaio inox.
Se si utilizza una pentola non adatta, non viene semplicemente emesso calore. L’indicatore di potenza sul piano continuerà a lampeggiare e dopo qualche secondo la zona cottura si spegnerà. Non vi saranno danni per la pentola e neppure per il piano.

 La superficie rimane sempre fredda ed essendo perfettamente liscia, la pulizia del piano è decisamente più agevole. Bastano una spugna umida e una goccia di detersivo per piatti per far tornare il piano sempre bello, lucido e perfetto. Inoltre l’assenza di griglie e bruciatori rende la pulizia molto più veloce rispetto a quella di un normale piano a gas.
 Il tema della sicurezza è una delle aree di maggior forza dei piani a induzione. Anche in caso di accensione accidentale, nel momento in cui il rilevatore non percepisce la pentola sul piano, la cottura non viene attivata. Di conseguenza non viene prodotto calore e dopo alcuni secondi il piano si spegne da solo.

 Il rendimento è senza dubbio uno dei tanti vantaggi della cottura a induzione. I piani a induzione sfruttano al meglio la potenza dell’energia elettrica ottenendo il calore più velocemente rispetto ai piani a gas o elettrici.
Cucinando a induzione si sfrutta il 90% dell’energia assorbita, mentre con un piano a gas se ne sfrutta solo il 55%.

2 commenti:

  1. In effetti ho sempre pensato siano migliori ma ovviamente coi costi dell' energia elettrica
    non so se al momento convengano.
    E sono migliori anche in termini di sicurezza!

    Ciao Paolo!

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  2. Ciao Daniele
    Sicuramente è un sistema efficiente oltre che essere molto pratico

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