Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
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D.O.C.









giovedì 20 marzo 2014

VENTILAZIONE CORRISPETTIVI

La determinazione dell’IVA da versare (o eventualmente di quella a credito) è determinata, di norma, come differenza tra l’IVA sulle vendite e sulle prestazioni di servizi e l’IVA sugli acquisti: 
IVA sulle vendite e sulle prestazioni di servizi
- IVA sugli acquisti
= IVA a debito o a credito 
Tuttavia esistono alcune categorie di contribuenti che calcolano l’IVA da versare all’erario attraverso un procedimento particolare che prende il nome di ventilazione dei corrispettivi
 
QUALI SONO I SOGGETTI CHE POSSONO ADOTTARE LA VENTILAZIONE DEI CORRISPETTIVI? 
I soggetti che esercitano il commercio al minuto dei seguenti articoli:
  • prodotti alimentari e dietetici;
  • articoli tessili, vestiario e calzature;
  • prodotti farmaceutici e per l’igiene della persona.
Nel caso di commercianti al minuto che, oltre al commercio dei prodotti sopra detti, trattino anche altri prodotti, la ventilazione può essere applicata se l’ammontare degli acquisti e delle importazioni relative a prodotti diversi non supera il 50% del totale degli acquisti.
Esempio:
un commerciante vende sia prodotti per l’igiene della persona (ammessi alla ventilazione) che prodotti per l’igiene della casa.
Il totale degli acquisti effettuati nel corso dell’anno ammonta a 700.000 euro. Di questi 380.000 sono acquisti per l’igiene della persona. Quindi, poiché gli acquisti di prodotti ammessi alla ventilazione supera il 50% del totale degli acquisti, essa è applicabile.
 
SE IL SOGGETTO EFFETTUA ANCHE VENDITA DI PRODOTTI CON EMISSIONE DI FATTURA?
Affinché la ventilazione possa essere utilizzata dal commerciante al minuto è necessario che le vendite con emissione di fattura non superino il 20% dei corrispettivi totali. Dal calcolo sono escluse le fatture emesse relative alla vendita di beni strumentali e di immobili.
Esempio:
 
I esempio - un commerciante, nel corso dell’anno ha effettuato vendite di beni per 100.000 euro di cui 30.000 con emissione di fattura. Egli non può applicare la ventilazione in quanto le vendite con emissione di fattura superano il 20% del totale dei corrispettivi. 
 
II esempio - un commerciante, nel corso dell’anno ha effettuato vendite di beni per 100.000 euro di cui 30.000 con emissione di fattura. Tra le fatture emesse vi è anche la fattura per la vendita di un cespite di  13.000 euro.  Egli  può applicare la ventilazione in quanto le vendite con emissione di fatture, diverse da quelle relative a beni strumentali, ammontano a 17.000, quindi non  superano il 20% del totale dei corrispettivi. 
 
Affinché si possa applicare la ventilazione, le due condizioni appena viste (acquisti di merci diverse da quelle cui si applica la ventilazione non superiore al 50% del totale e vendite con emissione di fatture non superiore al 20% del totale dei corrispettivi) devono ricorrere entrambe.
 
 
COSA ACCADE SE NON SUSSISTONO PIU’ LE CONDIZIONI PER APPLICARE LA VENTILAZIONE?
 
Il contribuente non può continuare ad applicare la ventilazione a partire dall’anno successivo a quello nel quale uno dei limiti appena visti viene superato.
 
 
IN COSA CONSISTE LA VENTILAZIONE DEI CORRISPETTIVI?
 
I soggetti che applicano la ventilazione dei corrispettivi effettuano il calcolo della liquidazione IVA con regole particolari.
 
Ecco come procedere:
  • si calcolano i corrispettivi lordi del periodo, mese o trimestre a seconda della periodicità con la quale viene liquidata l’IVA;
  • si calcola il totale degli acquisti destinati alla rivendita effettuati dall’inizio dell’anno (non soltanto quelli del mese o del trimestre al quale la liquidazione si riferisce);
  • si suddivide il totale degli acquisti calcolato in base alle relative aliquote IVA;
  • si ripartono i corrispettivi lordi del periodo in proporzione alle aliquote IVA relative agli acquisti;
  • si scorpora l’IVA sui corrispettivi lordi ripartiti tra le varie aliquote.
 
Esempio:
L’imprenditore ha effettuato, nel corso dell’anno, i seguenti acquisti di beni destinati alla rivendita:
  • 20.000 aliquota 4%
  • 50.000 aliquota 10%
  • 30.000 aliquota 20%
I corrispettivi del periodo comprensivi di IVA ammontano a 200.000 euro.
 
Ecco come procedere:

ACQUISTI
CORRISPETTIVI
Importo comprensivo di IVA
Ali-quota
% sul totale
Totali
Divisi per aliquota
Corrispettivo per aliquota
20.000
4%
20%
200.000
200.000 x 20%
40.000
50.000
10%
50%
200.000 x 50%
100.000
30.000
20%
30%
200.000 x 30%
60.000
100.000
 
 
 
200.000
 
 
Scorporo dell’IVA sulle vendite:
(40.000 x 100) / 104 = 38.462 Imponibile – IVA 1.538
(100.000 x 100) / 110 = 90.909 Imponibile – IVA 9.091
(60.000 x 100) / 120 = 50.000 Imponibile – IVA 10.000
TOTALE IVA SU VENDITE: 1.538 + 9.091 + 10.000 = 20.629
 
Scorporo dell’IVA sugli acquisti:
(20.000 x 100) / 104 = 19.231 Imponibile – IVA 769
(50.000 x 100) / 110 = 45.455 Imponibile – IVA 4.545
(30.000 x 100) / 120 = 25.000 Imponibile – IVA 5.000
TOTALE IVA SU ACQUISTI: 769 + 4.545 + 5.000 = 10.314
 
 
Liquidazione IVA:

IVA SU VENDITE
20.629
- IVA SU ACQUISTI
10.314
= IVA A DEBITO
10.315
 
 

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