Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 15 febbraio 2014

TRE CALZONI FORTUNATI

Ho avuto il piacere di assistere in  tv alla rappresentazione di “3 calzoni fortunati”, spassosa commedia in tre atti scritta da Eduardo Scarpetta nel 1894, ed interpretata magistralmente dal grande Eduardo, dalla straordinaria  Pupella Maggio,   recitano anche un giovanissimo Enzo Cannavale , Nina De Padova e Pietro De Vico. 
Ci caliamo nella realtà della Napoli povera, dove la gente vive di lavori giornalieri, e di piccoli espedienti, ma sempre con allegria e con un innato ottimismo.
Il personaggio principale è Don Felice Sciosciammocca, letteralmente "colui che respira a bocca aperta", un uomo povero e semplice, che campa alla giornata, con la speranza che arrivi, prima o poi, l’occasione giusta che possa cambiargli la vita.
Nella casa di Don Felice si rifugia Rachele, una giovane ragazza figlia della signora dove sua moglie prestava servizio, che è fuggita di casa per coronare la sua storia d’amore con un giovane mal visto dall’aristocratica famiglia di lei. Don Felice e la moglie la ospitano con grande affetto, nonostante le loro povere condizioni e i “contrattempi” che da questa ospitalità deriveranno.
Un bel giorno a Don Felice viene recapitato un pacco da parte di un caro cugino, che contiene… tre paia di vecchi calzoni. Apparentemente solo oggetti di valore comune, che però celeranno grandi sorprese. 
Intorno all' evento ruotano personaggi ricchi di grande carica umana e generosità. 
Protagonista assoluta è la misera condizione sociale del popolo napoletano dell’epoca, fine '800, anche se Edoardo la rende attuale ai duri anni del secondo dopoguerra, gente che affrontano i guai della vita col sorriso e con la battuta di spirito, credendo fortemente che prima o poi la buona sorte, o la Provvidenza, aggiusterà le cose per il verso giusto, senza mai perdere la Speranza. Soprattutto, le difficoltà non inaspriscono queste persone, che sanno invece stringersi tra loro con genuina solidarietà.
Alla fine ci sarà un riscatto per tutti:  l’invito per il pubblico è quello di ridere, perché soltanto col sorriso e con la battuta la vita assumerà un altro colore.

2 commenti:

  1. Non ci posso credere! Come mai mi è sfuggita la proiezione di questo film in TV dato che sono ammiratore del teatro scarpettiano e del grande Eduardo De Filippo? Non solo, ho perduto l'occasione di vedere Pietro De Vico (uno dei tre fratelli De Vico) con il quale ho partecipato nei primi anni 50 ad alcuni spettacoli d'arte varia nelle sagre paesane vicino Roma ed io facevo il presentatore. C'era anche il fratello Antonio che faceva la spalla al comico Pietro.
    Un vero peccato.
    Un salutone,
    aldo.

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  2. Grazie Aldo
    Leggerti è un piacere anche quando scrivi i commenti ...

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