Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









giovedì 20 febbraio 2014

LA INCREDIBILE STORIA (PARTE III)







 
Mio Padre prima della partenza per il fronte












Nel 1943 aveva 19 anni. Scelse, dopo l'8 settembre, di appartenere alla Divione Garibaldi in Yugoslavia, quella dei Dimenticati, così denominata perché nonostante combatterono per la Libertà e riscattare l'Onore della Patria, oggi sono solo ricordati  in Monte Negro dove c'è un monumento dedicato a TUTTI  loro! i ragazzi della Venezia - Taurinense - Ferrara - Emilia - artiglieria Aosta - le guardie di confine - l'Ospedale da Campo della Divisione:
22.000 uomini!
al termine della guerra ne rientrarono 7.000


Raccontava poco di quanto aveva vissuto, voleva dimenticare e guardare avanti alla vita, con positività, e non deve esser stato facile come non lo fu per tutti quelli che furono reduci di guerra, superare le angosce che si portarono dietro.
Nei miei ricordi mio Padre è sempre stato e sarà un uomo mite, gentile, scherzoso, dalla grande umanità, sempre pronto ad aiutare chi glielo chiedesse.

Capodanno 1980, quella volta rimasi sorpreso, ma non potei capire pienamente, anche se osservai ammutolito mio Padre  e solo a distanza di anni, rivivendo con la memoria quei momenti, riesco ad intuire il suo stato d'animo. Quell'anno venne a cena un suo commilitone, Gino Marconi, classe 1915, nel 1943 era un veterano della guerra, un miracolato ...  Vidi mio Padre piangere di Gioia ed abbracciare Gino come se fosse il Fratello o il Padre, più che un Amico, un Commilitone. Gino me lo ricordo alto, sguardo deciso e una mente vivace,  ancora forte nonostante l'età e i capelli grigi. Parlarono ... come rapiti dal tempo che annulla le distanze tra ieri ed oggi  ... e  quella tavola di quattro persone, considerando me e mia Madre, divenne affollata di gente che tornava a rivivere per mezzo dei loro ricordi ... qualche volta tacevano e facevano fatica a non commuoversi.
 
Un ringraziamento a Eric Gobetti per il suo lavoro da ricercatore.

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