Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
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D.O.C.









giovedì 13 febbraio 2014

ETICHETTATURA DEI PRODOTTI ALIMENTARI

L’Unione europea (UE) apporta miglioramenti alle norme sull’etichettatura dei prodotti alimentari affinché il consumatore riceva informazioni essenziali, leggibili e comprensibili per effettuare acquisti consapevoli. Per ragioni di salute pubblica le nuove norme rafforzano la protezione contro gli allergeni.
 
Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione.
 
Il presente regolamento opera una fusione della direttiva 2000/13/CE relativa all’etichettatura dei prodotti alimentari e della direttiva 90/496/CEE relativa all’etichettatura nutrizionale, al fine di migliorare il livello di informazione e di protezione dei consumatori europei.
 
Campo d’applicazione
Il presente regolamento si applica agli operatori del settore alimentare in tutte le fasi della catena alimentare. Si applica a tutti gli alimenti destinati al consumatore finale, compresi quelli forniti dalle collettività, e a quelli destinati alla fornitura delle collettività.
Il presente regolamento si applica fatti salvi i requisiti di etichettatura stabiliti da specifiche disposizioni dell’Unione europea (UE) per particolari alimenti.
 
Requisiti generali                            
Né l’etichettatura, né la presentazione dei prodotti alimentari, né la pubblicità di tali prodotti deve:
Le informazioni sugli alimenti sono precise, chiare e facilmente comprensibili per il consumatore.
 
Responsabilità dell’operatore
L’operatore responsabile delle informazioni sugli alimenti è l’operatore con il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto o, se tale operatore non è stabilito nell’UE, l’importatore. Egli assicura la presenza e l’esattezza delle informazioni sugli alimenti, conformemente alla normativa europea applicabile in materia di alimenti e ai requisiti delle pertinenti disposizioni nazionali.
Quando gli alimenti sono preimballati, le informazioni obbligatorie devono comparire sul preimballaggio o su un’etichetta a esso apposta.
Quando gli alimenti non sono preimballati, le informazioni sugli alimenti devono essere trasmesse all’operatore che riceve tali alimenti affinché quest’ultimo possa fornirle al consumatore finale, se necessario.
 
Indicazioni obbligatorie
Le indicazioni obbligatorie devono essere facilmente comprensibili e visibili, chiaramente leggibili ed eventualmente indelebili. L’altezza «x» dei caratteri deve essere di almeno 1,2 mm (salvo per imballaggi o contenitori di piccole dimensioni).
Le indicazioni obbligatorie riguardano:
  • la denominazione;
  • l’elenco degli ingredienti;
  • le sostanze che provocano allergie o intolleranze (arachidi, latte, senape, pesce, cereali contenenti glutine, ecc.);
  • la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti;
  • la quantità netta dell’alimento;
  • il termine minimo di conservazione o la data di scadenza;
  • le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego;
  • il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore o dell’importatore;
  • il paese d’origine o il luogo di provenienza per taluni tipi di carne, il latte o quando la sua omissione potrebbe indurre il consumatore in errore;
  • le istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento;
  • per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo;
  • una dichiarazione nutrizionale.
Le indicazioni obbligatorie riguardanti la denominazione, la quantità netta e il titolo alcolometrico volumico effettivo appaiono nello stesso campo visivo.
Le informazioni obbligatorie appaiono in una lingua facilmente comprensibile da parte dei consumatori ed eventualmente in più lingue.


Omissione di alcune indicazioni obbligatorie
Sono previste disposizioni particolari per:
 
le bottiglie di vetro destinate a essere riutilizzate;

gli imballaggi di piccole dimensioni;

l’etichettatura nutrizionale degli alimenti di cui all’allegato V;

le bevande con contenuto alcolico superiore all’1,2 % in volume;



 

Informazioni facoltative
Le informazioni fornite su base volontaria devono soddisfare i seguenti requisiti:
  • non inducono in errore il consumatore;
  • non sono ambigue né confuse;
  • si basano, se del caso, su dati scientifici pertinenti.
Inoltre, le informazioni volontarie non possono, per quanto riguarda la loro presentazione, occupare lo spazio disponibile per le informazioni obbligatorie.
La Commissione dovrà adottare misure per assicurarsi che le informazioni facoltative volte a indicare a) la presenza eventuale e non intenzionale negli alimenti di sostanze che provocano allergie o intolleranze, b) l’idoneità di un alimento per vegetariani o vegani c) le assunzioni di riferimento per gruppi specifici di popolazione, ecc. soddisfino i requisiti summenzionati.
 
Data di applicazione
Il presente regolamento si applica a partire dal 13 dicembre 2014, salvo le disposizioni riguardanti l’obbligo di fare una dichiarazione nutrizionale, che saranno applicabili dal 13 dicembre 2016.
 
La data di applicazione dell’allegato VI riguardante la denominazione degli alimenti e le indicazioni specifiche che l’accompagnano, è fissata al 1o gennaio 2014.
 
Messaggio Promozionale
Consulenza per:
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3 commenti:

  1. La battaglia da vincere, molto dura, è indicare l' origine ogni ingrediente che compone l' alimento.

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  2. Ciao Paolo. Interessantissimo il tuo post. D'abitudine io dò sempre almeno un'occhiata all'etichetta, ora la leggerò con più attenzione. Vorrei aggiungere una cosa, anche se è un po' fuori tema. Ci vorrebbe un'etichettatura obbligatoria anche sull'imballaggio che indichi in quale cassonetto debba essere gettato. Soprattutto per la plastica ci sono sempre pareri contrastanti tra i consumatori. La signora che fa le pulizie da me tende a gettare nella plastica anche i flaconi dei detersivi, per esempio, mentre a me pare debbano essere gettati nell'indifferenziata. Lo stesso vale per molte confezioni alimentari che hanno il cartone all'esterno e non è chiaro cosa all'interno.

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  3. Le vostre notazioni sottolineano quanto ancora sia possibile fare sulla tracciabilità fino allo smaltimento dei prodotti di scarto quali gli imballaggi . Il tema sta a cuore della gente perché la riguarda direttamente, in termini di salute, ambiente, risparmio sulle tariffe e perché no ... di posti di lavoro che la green economy, vista come opportunità, può offrire.
    Occorre un cambio di visione da parte delle imprese che si limitano a ragionare fortemente in termini di costi e di taglio dei costi ... con la deleteria conseguenza che soggetti poco limpidi prosperano su tale visione dell'economia.
    I costi generano opportunità e solo in questa ottica bisogna avere il coraggio di muoversi, con una visione più ampia ...
    Adriano Olivetti ragionava con la sua testa in questi termini nel secondo dopoguerra ed ha creato una realtà come Olivetti di Ivrea.
    L'informazione che venga dall'alto esempio la televisione o dal basso i comitati spontanei dei cittadini che comunicano con le istituzioni e le imprese dovrebbero colmare i vuoti normativi o la disinformazione ... la tecnologia può fare molto per aiutare la gente ad essere correttamente informata su tutto quanto desideri
    immaginiamoci carrelli compiuterizzati o telefonini che accostati al prodotto forniscano tutte le informazioni che desideriamo:-)
    non è impossibile
    Nulla è difficile per colui che vuole ...

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