Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









mercoledì 19 febbraio 2014

AGRICOLTURA – ASTRONOMIA – RELIGIONE


Nella Bibbia è scritto
…..
Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.
Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.
Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l'occhio di guardare
né mai l'orecchio è sazio di udire.
Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c'è niente di nuovo sotto il sole.
C'è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Guarda, questa è una novità»?
Proprio questa è già stata nei secoli
che ci hanno preceduto.
….
dal prologo del Libro di Qoelet figlio di Davide, re di Gerusalemme
In questi versi  c’è una verità assoluta:
principio della sapienza dell’uomo è la capacità di osservare e comprendere la ciclicità degli eventi naturali.
L’uomo da cacciatore diventa agricoltore nel  neolitico, 12.500 anni a.C. perché a quel periodo risalgono i primi utensili agricoli ed i primi villaggi. Non gli è bastato scoprire che alcuni semi piuttosto che altri possono essere piantati per rigenerare il frutto … questo lo aveva capito già da molto tempo prima, cosi ché imparò a ricordare i luoghi dove si trovavano determinate piante, ne raccoglieva i frutti per poi ritornarvi a distanza di tempo, e rinnovare la raccolta. I più capaci seppero calcolare quella distanza di tempo, ma per arrivare a sviluppare l'agricoltura fu necessario capire quando seminare e quando raccogliere.
Per tale ragione  incominciò ad osservare il  cielo, a studiare l’astronomia, per  arrivare a determinare le stagioni dalle fasi Lunari e dal  movimento del Sole,  che altro non è il movimento della Terra intorno al suo asse terrestre 
I primi calendari erano il frutto di quell’estenuante lavoro.
Mano a mano che si sviluppò l’ Astronomia, si sviluppò l’agricoltura,  crebbero gli insediamenti urbani e furono necessari i primi codici che ne regolassero il vivere comune.
Le popolazioni delle città erano politeistiche, in quanto credevano in numerosi dei che rappresentavano le forze della natura. Credere negli stessi dei cementava il senso della comunità e permetteva di esercitare un controllo su  di essa attraverso i riti e le credenze
 Il sovrano non era considerato un dio, ma faceva da tramite tra le divinità ed i suoi sudditi, quindi era una sorta di sovrano-sacerdote.Nella città vi era una grande differenziazione tra i cittadini: vi erano artigiani, artisti, sacerdoti e guerrieri, oltre ovviamente agli agricoltori.  Al vertice della società vi erano i sacerdoti, i quali erano i depositari del sapere, in particolare quello astronomico, di cui erano naturalmente gelosissimi, infatti da loro dipendevano i depositi di grano, la realizzazione delle opere pubbliche, la distribuzione dei viveri, e tutto questo perché i sacerdoti-astronomi erano gli unici in grado di stabilire i periodi fondamentali per i lavori agricoli, attraverso le loro cognizioni astronomiche che diventarono a questo punto strumenti di potere.
Qualunque civiltà del Pianeta può rispecchiarsi in questo percorso evolutivo.
I Fenici utilizzarono le conoscenze astronomiche per orientarsi mentre viaggiavano in terra o in mare, questo permise loro di arrivare dove volevano e ritornare al punto di partenza, che non è così scontato come sembra, quando ci si sposta su lunghe distanze, senza strade ed indicazioni.   Svilupparono traffici e rotte commerciali, prosperando attraverso queste.

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