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D.O.C.









domenica 24 novembre 2013

CUORE E BATTICUORE

Il batticuore, cioè l’aumento della frequenza dei battiti, è un fenomeno potenzialmente molto diffuso, che può rappresentare un campanello d’allarme così come segnalare aritmie del tutto normali, legate ad esempio ad uno stato d’ansia o all’assunzione di troppi caffè.
«Purtroppo in molte persone – soffrono di questa forma più del 10 per cento di quanti hanno superato i 75 anni – questo sintomo indica la presenza di una fibrillazione atriale che spesso decorre anche senza alcun segno – spiega Bellotti, direttore della Cardiologia dell’Ospedale San Paolo di Savona.
  In pratica l’atrio (cioè la camera superiore del cuore, da cui il sangue scende al ventricolo) arriva a battere anche 300 volte al minuto in modo sganciato dal ventricolo». Per questo possono comparire sintomi vari da semplici palpitazioni fino ad una stanchezza inspiegabile, ma soprattutto si mette a rischio il cervello.
 All’interno del cuore si formano coaguli di sangue che possono giungere fino alle arterie che irrorano il cervello, ostruendole e provocando un ictus cerebrale.
«Per questo riconoscere e curare adeguatamente la fibrillazione atriale che oggi colpisce circa 800 mila persone in Italia, è fondamentale – continua l’esperto.
 
Terapia con farmaci anticoagulanti, previo esame del tempo di protrombina o tempo di Quick, noto anche come PT (dall'acronimo dell'inglese prothrombin time) e le sue misure derivate (protrombina ratio o PR e rapporto internazionale normalizzato o INR) sono misure della via estrinseca della coagulazione. Il test viene anche chiamato "ProTime INR" e "PT INR", viene utilizzato per determinare la tendenza alla coagulazione del sangue, per adeguare il dosaggio dei farmaci Warfarin-Coumadin, Sintrom ...  
In casi selezionati si possono anche effettuare trattamenti mirati come l’ablazione (cioè l’eliminazione attraverso il calore del pugno di cellule impazzite che alterano il ritmo cardiaco) oppure la chiusura dell’auricola. Attraverso una sonda inserita nei vasi sotto la pelle e spinta fino al cuore si arriva a chiudere una particolare struttura, l’auricola, che è la parte dell’atrio in cui si formano il 90 per cento dei coaguli».
 
A rischio di malattia sono soprattutto gli anziani, ma non solo loro. Per tutti l’obbligo è quello di mantenere il sangue fluido, per ridurre il rischio di ictus legato ai coaguli in grado di spostarsi fino al cervello. Particolare attenzione nei periodi freddi dell'anno, al possibile effetto emostatico per la vasocostrizione dovuta alle temperature gelide che potrebbe facilitare l'insorgere di coaguli e quindi di ictus... in genere le terapie anticoagulanti tengono conto anche di questa variabile nel dosaggio del farmaco.



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Oh il mio cuore sta battendo a ritmo come un tamburo
Con le parole "Ti amo" che rotolano via dalla mia lingua
No mai io vagabonderò perché so che dove sono è casa mia
Là dove l'oceano incontra il cielo
Io starò navigando

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