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D.O.C.









venerdì 25 ottobre 2013

LA PROPRIOCEZIONE

A giudicare dalla forma sono strane davvero, le scarpe a suola convessa. 
Non sono di certo adatte alla corsa.
 Sono solo un fenomeno di moda? Ne esistono di varie marche e sono proposte in più modelli. Il prezzo varia in media da 80 a 200€ .

Quale è la loro utilità?  

Stando agli spot, aiutano a rinforzare il tono muscolare di glutei, cosce e polpacci, fanno bruciare più calorie e combattono la cellulite.

Ma sarà vero? 
 
In realtà, il tanto reclamizzato gluteo scolpito o il quadricipite ben definito non sono che aspetti meno rilevanti dal punto di vista della salute: per gli esperti, infatti, la funzione principale di queste
scarpe è quella di correggere la postura. 

Vediamo come.

Sui siti internet delle varie marche è spiegato che la particolare tecnologia con cui sono costruite le scarpe tonificanti costringe i muscoli delle gambe a lavorare circa il 20% in più e quelli del fondoschiena fino al 30% in più. La forma convessa delle suole e speciali cuscinetti applicati sotto il tallone e sulla punta, infatti, rendono più difficile mantenere l’equilibrio plantare. Questa situazione costringe i muscoli di glutei, femorali e polpacci a un lavoro extra. 
Dopo la solita camminata, la fatica si avverte più che se indossassimo scarpe a suola "normale".

Ma in che modo avviene questa sollecitazione?

"Nel corpo umano la parte sensitiva più importante è il piede – spiega Giandomenico Marrara, ortopedico dell’ospedale San Camillo di Roma - che manda al cervello impulsi nervosi attraverso sensori di pressione. 
Una delle percezioni più importanti, si chiama 'propriocezione', ed è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli.  
Queste scarpe si basano sulla stimolazione della propriocezione, modificando continuamente la posizione del baricentro".
La suola convessa e dondolante, infatti, fa sì che il piede non abbia un appoggio stabile, ma che oscilli avanti e indietro costringendoci a continui microaggiustamenti del baricentro. 
"In tal modo – continua Marrara – sia i muscoli degli arti inferiori che gli addominali sono sollecitati, la postura è continuamente modificata e il peso del corpo non grava sempre sugli stessi punti.  
Per questo motivo tali calzature possono essere d’aiuto per combattere il mal di schiena e le contratture muscolari dovute a una cattiva postura.  
Sono soprattutto indicate per chi passa molto tempo in piedi". 

La scienza medica, in altre parole, ci dice che se la postura è scorretta e se ci sono problemi in uno o più punti lungo il tratto che parte dal cranio fino al metatarso, si genera dolore. Il dolore è un segnale che il cervello utilizza per evidenziare la necessità di un’azione, spesso riguardo ad una mappa, ovvero ad un’area cerebrale cui corrisponde una precisa zona anatomica.  
Possiamo decidere di confondere le acque, inviando continui e confusi messaggi di disequilibrio che il cervello dovrà recepire e gestire .
La conseguenza di tutto ciò è un’attenuazione del dolore. 

Controindicazioni all’uso di questa tipologia di calzature non sono segnalate, ma in ogni caso prima di utilizzarle sarà bene consultare il parere di un medico specialista, tenuto conto della propria specifica situazione fisica.

(Fonte per quanto riguarda l'Intervista al Dott. Giandomenico Marrara è "la Repubblica on line" ) 

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