Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









venerdì 16 agosto 2013

IL GATTO SUL TETTO CHE SCOTTA


Giorno dopo ferragosto di una tranquilla mattina pigra e ovattata, non si ode una macchina, un rumore, ne una  voce. Sul balcone come al solito si affacciano Ginger e Fred, la coppia di piccioni ormai divenuti  habitué. Loro considerano il mio terrazzo  un bed an breakfast perché qualche volta gli allungo una bricioletta di pane,  o perché possono riposare indisturbati . Si ostinano a ripagarmi con cacatelle, forse pensano che il cambio sia per me vantaggioso, nonostante  le mie ripetute proteste e piroettanti alzate di scopa, ma tanto è che loro continuano diligentemente a rilasciare per così dire “fattura” ad ogni mia cessione di mollica.
Qualche volta si aggiungono altri tre piccioni Cesaretto, Gedeona e Carletto (il pigolante  figlio di Ginger e Fred), molto di rado si vede anche Gargamella  ma mi dicono che è schizzinoso perché abituato ai Parioli dove preferisce  passare il suo tempo e soggiornare. Voci pennute dicono che lì sia servito con maggior rispetto,  non rischia che lo inseguano con una scopa di paglia; in effetti tra noi non c’è molta simpatia perché troppo prepotente e dominante.
Sto sistemando un po’ per casa quando sento suonare alla porta.  E’ la vicina del piano di sopra,  una dinamica quarantenne della Serenissima trapiantata a Roma per ragioni di lavoro. Pare calma ma è sull’orlo di una crisi isterica. Non lo noto subito perché colpito dalla mise estiva che mostra forme insospettate durante l’inverno.
A quanto pare Gargamella, il solito bullo, è andato a fare il prepotente al piano di sopra sfidando il giovane gatto della mia vicina. Felix ha saltato oltre il parapetto appena lo ha visto. La caduta sulle tende del sottostante terrazzo ha ammorbidito l’impatto e poi con un salto acrobatico è riuscito a fermarsi lungo la stretta tettoia che lambisce il palazzo al semiattico, prima di un precipizio di almeno venticinque metri.
Cerchiamo di richiamare l’attenzione del micio che appare tutto sommato tranquillo e trova pure il tempo per marcare il territorio. Un vero affronto a Gargamella, evidentemente  il gatto non è aristocratico,  non ha  la puzza sotto il becco del pennuto pariolino e condivide con me la stessa antipatia per il pollastro.
Felix comincia a chiamare la sua padrona, ha un anno e mezzo ed è inesperto fuori casa, rischia di perdersi sulla tettoia non trovando la giusta direzione. Mi vede, non sa che lo voglio aiutare e quindi decide di allontanarsi.  Dopo essere stati al palazzo a fianco confinante nella speranza di recuperarlo senza fortuna, la Serenissima scoppia in una crisi isterica al pensiero che il suo gattino si sfracelli dal settimo piano  e che nulla possono fare: l’agilità felina, i cuscinetti sotto le zampine e neanche la tanto decantata nomea che i gatti possiedono sette vite.
Armato di pazienza e serafica virtù, depongo l’elmo da Ser Lancillotto, la spada e lo scudo e mi appresto a fare il possibile  per tranquillizzarla. In parte ci riesco se desiste dall'idea di chiamare i Pompieri, la Protezione Civile, la Guardia Forestale e i Carabinieri . Prima cosa non mi affaccio più dal balcone per evitare che micio scappi ancora, e soprattutto per non subire le ire della vicina. Tolto qualche vaso afferro la vicina per i fianchi, in posizione KamasutriKa  che per un attimo dimentico il gatto (penso  egoisticamente che il micietto può pure sfracellarsi di sotto …), ma poi una voce di angioletto ridesta la mia buona coscienza e pur continuando ad apprezzare i prosperosi e poderosi fianchi della padana,  mi concentro  sull’operazione di recupero del micio perduto e per evitare che la fiduciosa donzella che ho fra le braccia si sfracelli a sua volta ...
Finalmente con un’acrobatica presa degna di una coppia  circense affiatata da innumerevoli cadute … si recupera il gattaccio che ritrovata la padroncina comincia una commovente scena tra miao miao e prrr prr … ma a me non incanta! Sò che Gargamella ha corso il suo rischio e che deve solo ringraziare l’inesperienza di micio per aver salvato le penne.
La Serenissima ritrova subito il suo assetto emotivo e felice come una bimba lietamente si avvia verso la porta di casa ringraziando …

3 commenti:

  1. Un ironico e simpaticissimo post che mi ha fatto divertire soprattutto per i nomi che hai affibbiato ai piccioni e per il soprannome della veneziana.
    Un salutone e grazie per gli auguri,
    aldo.

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  2. ...e bravo anche oggi missione compiuta, Ser Lancillotto!!!

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  3. Anche io amo molto i gatti e ne posseggo uno, proprio
    come quello della tua figura.
    Sono incantevoli, meravigliosi con una spiccata personalita'
    per questo il mio cognome è GATTI.
    Ciao ti aspetto da me, il mio blog è
    poesieinsmalto

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