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D.O.C.









sabato 6 luglio 2013

COME GLI ANTICHI: MANGIAVANO LE BUCCE E BUTTANVANO I FICHI

Fra le tante cose che ricordiamo del grande Cesare, oltre al De Bello Gallico e alle Idi di marzo con funesto presagio incluso, non ricordiamo il calendario che porta il suo nome: Giuliano. Ora bisognerebbe capire perché un eccellente generale, politico e uomo d'affari si dovesse prendere la bega di modificare il calendario preesistente con uno più accurato ed esatto, dopo il viaggetto in Egitto, la storia con Cleopatra e via cantando.  
Dobbiamo fare un passo in dietro nel tempo, quando gli Etruschi si stanziarono in Toscana e nell'alto Lazio . Secondo Erodoto gli Etruschi provenivano dalla attuale Turchia, allora conosciuta come Lidia, a causa di una carestia, poco dopo la guerra di Troia, guidati da un condottiero: Tirreno.  Dato che Erodoto raccontava anche tante "fregnacce", non fu preso sul serio. C'è chi afferma tutt'altro, ma c'è una prova inoppugnabile che da qualche credito alla teoria del povero Erodoto: Il Calendario.
Gli Etruschi adottarono insieme alla lingua (ci sono prove di assonanze e similitudini), il calendario lunare  mesopotamico, già collaudato da più di mille anni, convinti di avere un valido strumento per i raccolti e le semine, ma si accorsero che qualcosa non andava.
In Lidia quel calendario funziona, ma in Toscana e nell'alto Lazio, No: le stagioni non erano le stesse. 
 Si accorsero che un arcaico calendario del luogo funzionava meglio e decisero di migliorare il loro con successivi ritocchi, saltando mesi, ma dopo pochi anni erano punto e a capo ... e le stagioni non tornavano mai, come loro si aspettavano. 
 La ragione oggi la sappiamo, c'erano due - tre gradi di latitudine di differenza, 4-6 gradi di temperatura inferiore, quindi anche la durata del giorno era diversa. Per gli etruschi fu un vero rompicapo ... e non si capacitarono mai del perché una cosa che andasse bene in Mesopotamia non dovesse andare bene anche in Toscana ... stessa terra da zappare e seminare, e loro erano gli stessi uomini di un tempo con le stesse nozioni tramandate da generazioni e generazioni.  
Il bello è che anche i romani, con il calendario di Numa, intesero scopiazzare quello etrusco, tutto sommato avevano copiato anche altre cosette e visto che in genere gli etruschi ci prendevano ... sicuramente la sapevano lunga anche sul misurare le stagioni e i tempi dell'agricoltura.  
Ci vollero ben 700 anni per rendersi conto che si era in errore. 
Fu grazie a Giulio Cesare di ritorno dall'Egitto, con la scoperta dell'anno solare che le cose cominciarono ad andare meglio. Dopo 13 mesi lunari non ritorna la primavera, mentre dopo 12 mesi solari la durata del giorno è esattamente uguale a quello dell'anno precedente. Occorsero altri 200 anni per mettere appunto l'anno Giuliano, che è quello che sostanzialmente adottiamo ancora oggi, perfezionato nel 1582 da Papa Gregorio, e che conosciamo come Calendario Gregoriano. 

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