Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









venerdì 14 giugno 2013

RITRATTO DI UNA CITTA'


Fermata d’autobus, via Viterbo, attendo l’arrivo dell’ottanta. Sono circa le 15,30 di un pomeriggio assolato di Roma di qualche giorno fa. L’occhio spazia tutto intorno, belle ragazze variopinte in vestiti leggeri e occhiali scuri, sfarfallano festose da una vetrina all’altra. Poi capita di fare quattro chiacchiere con un signore dall’accento pugliese e la voce  che vagamente ricorda quella di Michele Placido. Ben vestito garbato, viso largo e tondo, pochi capelli, occhi chiari e di intelligenza svelta che squadra e a cui poche cose sfuggono. Mi chiede se l’ottanta passa vicino a piazza colonna e se passa di frequente … poi inizia a parlarmi di Roma, che Lui è un Sindaco di un paese della Puglia che è venuto per onorare un impegno importante, ma non capisco che cosa intenda dire di preciso. Lo ascolto volentieri, è diretto e dice le cose in modo semplice senza dar sfoggio di cultura o pose da persona importante.  Ascolto quello che dice come un amico sotto al Bar, e mi confronto con Lui sui temi che oggi fanno tanto parlare: il lavoro, la moralità dei politici, le misure anticrisi e i sacrifici imposti e mal tollerati, la vittoria della sinistra ed il sollievo generale della gente del popolo. Mi parla e mi fa capire che comprende la gente del popolo in quanto sindaco, più di molti politici e poi aggiunge in quanto Deputato della Camera nell’area di Sinistra di aver votato o di avere intenzione di partecipare attivamente a molte riforme di cui il nostro Paese ha assoluto bisogno. Cerco di mantenere un salutare distacco dopo aver appreso che mi trovo a che fare con una persona non comune,  non vorrei cadere nel servilismo o nel patetico. Continuo a parlare come se mi rivolgessi ad una persona come tutte le altre … ma anche questo alla fine stona, mi fa sentire un arrogante, una persona che non sa muoversi con il giusto tatto, non è un  mio pari, mi rappresenta,  ricopre un ruolo di tutto rispetto. Sentendolo parlare mi ricordo le battute del mio bisnonno: sono sempre gli stracci ad andare all’aria. Infatti pur essendo dichiaratamente di sinistra ammette che qualunque cosa sia fatta per risollevare le sorti del Paese e le classi meno abbienti, gioco forza finisce sempre per agevolare i più ricchi … mi fa una casistica ed effettivamente non posso dargli torto …  Lui non derideva i meno abbienti, ma semplicemente ed onestamente mi stava dicendo, di non illudersi perchè le cose non cambieranno,  e chi è ricco sarà sempre più ricco, mentre tutti gli altri saranno sempre più poveri, anche se contenti perché il “bau bau” è stato sconfitto … e la Speranza torna a risplendere su monti dorati dalla luce dell’onestà e della chiarezza: solo che tutta quella luce, il più delle volte, è solo polvere sparsa sugli occhi degli sprovveduti e creduloni.
Simpatica canaglia,  come dargli torto? ma nel profondo spero, non da credulone, che si possa fare molto per abbassare le diseguaglianze, semplificare la burocrazia, far pagare le tasse a chi le evade, incentivare il lavoro, colpire  e ridurre la corruzione.
Una mattina passeggio di buon’ ora , senza una meta e giro angolo dopo angolo fino ad ammirare il Quartiere Coppedè … villette stile liberty, inizio novecento, finemente decorate da perderci l’occhio in mille particolari che pare ogni volta esserti sfuggiti dalla volta precedente. 
Arrivo in una via dove si trova una scuola originale se non unica, la Rufa “Rome University of Fine Art”. E' un’Accademia di Belle Arti non statale legalmente riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).
RUFA conferisce un Diploma Accademico equipollente alle lauree Universitarie. Miscela studi a pratica del fare, s’impara lavorando e non solo assimilando teorie, nozioni. A parlarmene è un eccentrico signore incontrato per caso, a cui sempre per caso ho rivolto parola per chiedere notizia di quel palazzo con stendardi alla finestra che richiamano le bandiere senesi del palio, per taglio e forma. L’uomo si presenta ed è niente meno che il Presidente della scuola, il Prof Alfio Mongelli, nonchè stimato e rinomato al Mondo come artista. E’ persona assai gentile e premurosa verso il prossimo, non si atteggia a grande icona, pur essendo  molto considerato. Rimango ad ascoltarlo nel suo parlare semplice, che  si rivolge a me con molta affabilità, mentre sono consapevole di essere solo un comune mortale , protagonista di una passeggiata senza meta … mi rivolgo a Lui  con soggezione e rispetto, evidentemente l’incontro precedente mi ha in qualche modo influenzato, richiedendo al mio modo di relazionarmi  più cautela ed umiltà …
Ho inteso creare, mi dice il Professore guardandomi dritto negli occhi e posando la sua borsa in terra, un’Accademia  che ha significato per me “costruire” un ambiente dove, nell’apprendimento quotidiano, lo studente possa esprimere le proprie idee, verificarle con professori e colleghi, rendere in ultima analisi il meglio di sé. I principali fattori di questo esercizio sono l’invenzione, l’intuizione, l’impegno, la tenacia e le idee, fattori che ho sempre ritenuto fondamentali nella vita e, conseguentemente, importanti per una efficace educazione artistica.  
Parla con entusiasmo, come novello Socrate e gli studenti che varcano la soglia sono pieni di rispetto e di orgoglio di appartenenza, più che ad una scuola blasonata ad un ideale in cui si ritrovano coerentemente nel loro fare di tutti i giorni. Mi trovo al cospetto sicuramente ad un uomo dalle idee che possono scardinare ed aprire nuovi orizzonti, un equivalente Adriano Olivetti imprenditore … il Prof Alfio Mongelli è un Artista con una visione del Mondo proiettata al futuro, disposta a scommettere sul talento di molti giovani che maltrattati da una politica troppo superficiale non sa o non vuole valorizzare le risorse di cui il nostro Paese abbonda: Un Patrimonio artistico eccezionale se non unico al Mondo. Sentirsi consapevoli di tanta bellezza vedere le cose con una mente pronta a mettersi in gioco, a provare nuove strade e risolvere concretamente i problemi  della gente, non è solo compito della Politica, ma anche dell’Artista che getta una luce verso scorci della realtà altrimenti ignorati.
Non posso fare a meno di ripensare alle parole del Prof. Mongelli, sull’importanza della formazione e dell’applicazione in pratica di quanto occorre fare, quando mi trovo qualche giorno dopo, a varcare la soglia di un centro eccezionale, unico nel suo genere nel Lazio e forse in Italia, se non a livello Mondiale. Si tratta del nuovo centro inaugurato il 2 aprile 2012 a Roma in via Giovambattista Soria  13, a Primavalle,  per il trattamento precoce della sindrome autistica, rivolto a bambini da 6 a 12 anni, nell’ambito del progetto “Facciamo Breccia”
nato dalla collaborazione di Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Associazione di volontariato “Una breccia nel muro” e Opera don Calabria.
Dedicato ai bambini per garantire a chi è affetto da autismo una diagnosi quanto più precoce possibile e un trattamento intensivo che, in accordo con le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, assicuri altissime percentuali di efficacia portando i bambini trattati a un tangibile miglioramento della capacità di comunicare e di socializzare, di articolare il linguaggio e di reagire agli stimoli esterni.
Il programma terapeutico intensivo dura 18 mesi, coinvolge 40 bambini, prevede la gestione dell’inserimento scolastico e dell’integrazione sociale dei piccoli a vari livelli e in diversi contesti, nonché la formazione dei genitori alla costante applicazione del metodo per poter interagire nella maniera più idonea con i propri figli anche a casa.
Per ciascun bambino viene definito un programma personalizzato, modulando il percorso sulla base della gravità del disturbo, del sistema familiare e scolastico di riferimento. L’obiettivo è il miglioramento della comunicazione funzionale e adattiva, la riduzione dei comportamenti problematici negli ambienti naturali, l’accrescimento del grado di autonomia nella vita quotidiana (vestirsi, lavarsi, mangiare), delle competenze sociali e l’aumento del livello di apprendimento a scuola, sollecitando le aree funzionali nelle quali mostrano di emergere (attività motorie, pittura, musica, uso della tecnologia).

Nel mondo sono 67 milioni le persone affette da autismo, una su 150, soprattutto maschi. Con vari livelli di gravità, hanno difficoltà di relazione e non riescono a comunicare, neanche con le persone a loro più vicine, come ad esempio i genitori.
A cospetto di giovani motivate e preparatissime operatrici ed operatori, in ambiente che nulla ricorda un ospedale, dove l’architettura, la disposizione dei manufatti ha un suo perché, i colori artificiali uniti a quelli che solo la natura sa donare finiscono per fare davvero breccia in un mondo condizionato dall’incomunicabilità. Ogni persona, dal più umile inserviente al medico specialista, è motivata a dare di più, e ti si apre il cuore perché non c’è solo malasanità e malessere diffuso che ogni giorno viene rappresentato in Tv, ma anche queste realtà mai troppo evidenziate, mai troppo risaltate … veri gioielli di quell’arte tutta italiana di saper coniare l’utile alla solidarietà disinteressata, protesa a raggiungere obiettivi concreti, cavalcando  nuove idee con la  capacità di sapersi mettere in gioco anche con un pizzico di fantasia oltre a tanto sapere.

1 commento:

  1. Una città il cui volto contrasta con tanti luoghi comuni disseminati ovunque. E' bello focalizzarsi, una volta tanto, su quanto c'è di buono nelle istituzioni - non importa quali - piuttosto che il perenne lamento sul malfunzionamento che, sì, c'è, ma non solo quello.

    RispondiElimina