Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
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D.O.C.









lunedì 17 giugno 2013

IL PONTE DELL’OSTIENSE




Opera ingegneristica all’avanguardia, ma a pochi metri da questo c’è un ponte ideale che lega la terra della guerra, l’Afghanistan, con il quartiere Ostiense, in particolare la comunità di Dom Giovanni Franzoni,  ex Abate della basilica romana di San Paolo fuori le mura, che per le sue omelie di fuoco a favore della Chiesa dei poveri e contro il capitalismo, per la Chiesa cattolica è un fantasma di cui si dimentica volentieri il nome.

Nato nel 1928 a Varna, in Bulgaria, studia teologia al Pontificio Ateneo Sant'Anselmo. Nel 1955, ordinato sacerdote comincia anche a insegnare storia e filosofia nel collegio dell'abbazia benedettina di Farfa. Nel 1965 è eletto abate dell'abbazia di San Paolo fuori le mura e così partecipa alle sessioni del Concilio Vaticano II.

La condanna della guerra in Vietnam,  la solidarietà con le lotte operaie dell'autunno caldo gli procurano il soprannome di “Abate rosso” e la contrarietà della Santa Sede. Nel 1973 è invitato a dimettersi dalla carica di abate. L'anno successivo prende posizione per la libertà di voto dei cattolici nel referendum sul divorzio. Nel 1976, in occasione delle elezioni politiche, avendo dichiarato il suo appoggio al PCI, viene dimesso dallo stato clericale.
 Ha scritto La terra è di Dio (1973), una delle lettere pastorali più profetiche degli ultimi decenni, un affresco impietoso sul principale proprietario “privato” di beni immobili a Roma, la Santa Sede, e sulle compromissioni dell'establishment ecclesiastico con la speculazione edilizia nella Capitale.

La buca dell’Ostiense è divenuta un punto di ritrovo di poche centinai di afghani di etnie diverse, con rancori non ancora risolti e qualche problema di coabitazione fra di  loro .
Tutto sommato persone miti, di natura tutt’altro che bellicosa, anche se a volte sembrano che stiano litigando e a noi sembra un fare minaccioso, scopri che un loro modo di comunicare stima ed affetto  che per noi sembra eccessivo o fuori luogo  … di buon livello culturale, tra loro ci sono giudici, avvocati, medici, professori … pur vivendo in condizioni miserrime si sono fatti ben volere  e stimare dai cittadini  dell’Ostiense, a parte i soffritti di cipolla che consumano in quantità industriale, si distinguono per essere onesti e laboriosi lavoratori.
Ogni anno in questi giorni un gruppo della comunità di Dom Franzoni ed un gruppo di afghani si riunisce in via Ostiense 156b, per fare festa, ballare, giocare e mangiare insieme piatti afghani.

Ho partecipato ed ho conosciuto persone dell’uno e dell’altro gruppo, imparato cose nuove e abbassata la soglia dei miei pregiudizi e della mia diffidenza. Sono rimasto sorpreso dalla squisitezza della cucina afghana, assaggiando una salsa agro dolce a base di cipolla melanzane accompagnate con  carote riso e pollo ed  una salsa di aglio,  prezzemolo …  
Le danze ricordano gli usi sardi anche il pane a dire il vero … e non è un caso che in Afghanistan ha operato la Brigata Sassari:-) La musica è particolarmente piacevole ed i ritmi invogliano alla danza e quella che abbiamo assistito e tentato di emulare rivela destrezza ma anche una sorta di rispetto verso i commensali e gli ospiti in genere.
L’evento è stato appellato la Sosta … un momento di pausa, di riposo, è fermarsi un po’ per riprendere il cammino … per raccontarci delle storie, conoscere reciprocamente qualcosa degli uni e degli altri, imparare che si può viaggiare nel Mondo pur stando fermi in un luogo, basta saper ascoltare senza  ergere muri d’incomprensione con il prossimo, solo perché di altra lingua, cultura, usanze, religione.

2 commenti:

  1. paolo ma tu sai proprio un sacco di cose ehh?! mi complimento.
    anche per l'abbassamento della soglia.
    immagino che fosse soprattutto per via della cipolla eh?...io invece adoro la cipolla soffritta ahimè...;-)))

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  2. Non c'è niente di peggio che ascoltare i pregiudizi, senza verificare di persona la loro fondatezza.

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