Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









venerdì 31 maggio 2013

SIMBOLI E RAPPRESENTAZIONI DEL CONCETTO DI REDENZIONE


Le strade, l’architettura, le opere idrauliche, i gladiatori non sono unicamente dei romani, come comunemente si crede, ma sono etrusche.
Le testimonianze del popolo etrusco non ci deriva da documenti scritti ma dalle sorprendenti necropoli. A ben guardare le raffigurazioni in esse riprodotte si percepisce una rappresentazione rassicurante dell’aldilà e della morte.  
Spesso ci sono raffigurazioni di balli, vita quotidiana, sontuosi banchetti e le persone sono vestite con  abiti eleganti… la musica ed effusioni amorose tra giovani coppie … tutto lascia pensare ad una soglia da varcare in serenità.

I defunti venivano accompagnati da tutto ciò che era servito loro in vita, anche il cibo e per combattere i topi non mancavano perfino le raffigurazioni di gatti, tanto erano scrupolosi gli artisti dell’epoca.

I romani erano una minaccia e gli etruschi sapevano che dovevano opporvisi con ogni mezzo, mai disposti ad arrendersi o a venire a patti.
 In alcune tombe per la prima volta sono raffigurate immagini tenebrose, una chiamata alle armi contro demoni verdi azzurro, rappresentati con simboli terrificanti di morte e sottomissione … chiara allusione ai romani, poco più in là rappresentati sullo sfondo in assetto di battaglia mentre giovani etruschi brandivano spade per affrontarli, e rappresentazioni delle loro uccisioni in forma cruda senza alcuna pietà … dall’altro lato si vedevano gli stessi giovani rinascere in un aldilà paradisiaco che premiava il loro sacrificio, l’essersi immolati per il bene altrui: è la prima rappresentazione artistica del concetto che noi chiamiamo Redenzione. Concetto che rende desiderabile ciò che più temiamo in vita, la morte.
Un simbolo potentissimo dei nostri tempi, posteriore all’arte etrusca di secoli, riesce a rappresentare la orrida morte con la stessa forza, lasciandoci sgomenti e al tempo stesso,  suscitando, anche ai non credenti,  un senso di Speranza e di Redenzione, che dona Conforto  al senso ineluttabile della propria fine e della  morte delle persone a noi care: il Crocifisso. 


Tratto da Rai 5
COME L'ARTE HA CREATO IL MONDO: LA MORTE
In onda: il 30 maggio 22:15 - 23:10Durata: 55 minuti
Un emozionante viaggio nel tempo verso il cuore della creatività artistica dei cinque continenti. Un excursus attraverso la storia, la religione, la natura, la scienza, i comportamenti, la realtà quotidiana per capire cosa - da sempre - spinge l’uomo alla creazione artistica e quanto l'’arte sia fondamentale per l'’intera umanità.



 

1 commento:

  1. L'uomo cerca da sempre il riscatto dal suo destino di Morte. Molte culture del passato lo hanno fatto rappresentandola come un evento, anche dolce, che apriva la porta ad una nuova vita, come tutte le religioni del resto, nelle forme più diverse. Nella nostra società la Morte viene negata creando un falso concetto di eternità dell'esistenza mutuato attraverso immagini di perenne giovinezza e bellezza. Due forme diverse che servono entrambe a tentare di esorcizzare l'ansia della Morte?
    In ogni modo se non si crede nell'aldilà, difficilmente si riesce ad elaborare la presenza della Morte in noi dal momento stesso della nascita e ad accettarla.

    RispondiElimina