Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









venerdì 1 marzo 2013

TOBIN TAX

Introduzione dal 1° marzo 2013 di una nuova tassa sulle transazioni finanziarie applicata alle azioni emesse da società italiane (Legge n° 228 del 24 Dicembre 2012), denominata "Tobin Tax".  
Strumenti finanziari soggetti alla tassazione Sono soggette alla tassa tutte le transazioni (a carico del solo acquirente) su azioni di Società italiane aventi capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro (al 30 Novembre 2012), a prescindere dal paese dal quale proviene l'ordine o del mercato in cui tali società sono quotate. 
Strumenti finanziari non soggetti alla tassazione Fondi, Sicav, Obbligazioni, titoli di stato, ETF. Aliquote e modalità di applicazione La tassa sarà applicata sul controvalore delle operazioni di acquisto di azioni, al netto delle vendite effettuate nello stesso giorno su mercati regolamentati o MTF (sistemi multilaterali di negoziazione). 
 La tassazione sarà applicata nella seguente misura:
  • 0,12% fino al 31/12/2013 (0,10% dal 01/01/2014) per le operazioni concluse sui mercati regolamentati
• 0,22% fino al 31/12/2013 per le operazioni concluse fuori dai mercati regolamentati (0,20% dal 01/01/2014).  
Il termine di versamento della Tobin tax scade il giorno 16 del mese successivo a quello in cui sorge il presupposto d'imposta. L'imposta sull'acquisto di azioni e quella sulle operazioni ad alta frequenza, effettuate tra il 1° marzo 2013 e il 30 giugno 2013, andrà dunque versata entro il 16 luglio. Invece, per le operazioni su strumenti derivati la prima scadenza è fissata al 20 agosto, in quanto l'imposta sarà applicabile esclusivamente alle operazioni poste in essere non dal 1° marzo 2013 ma dal 1° luglio 2013 (e ad agosto i versamenti sono rinviati al giorno 20).  
L’idea di fondo di questa imposta è colpire indistintamente le transazioni finanziarie: il padre di questa imposta è il premio Nobel per l’economia  James Tobin, che la propose nel 1972. 
 Cercando di vedere la cosa da un punto di vista più semplicistico potremmo dire che è un’imposta che ha un triplice vantaggio: colpire gli avidi, stabilizzare i mercati e aiutare i poveri. Ma le cose stanno davvero in questo modo?  
Secondo la teoria economica tradizionale, se introduciamo una tassa sulle transazioni  finanziarie, il volume delle transazioni si riduce; ma cosa succede a volatilità e speculazione? La riduzione della volatilità avviene perché a essere scoraggiati sono gli investitori che operano con informazione imprecisa. Si è capito però che l'effetto sugli speculatori veri, quelli informati, è l'opposto. La riduzione del volume delle transazioni rallenta il trasferimento dell'informazione sull'andamento dei prezzi, e gli speculatori hanno il tempo di fare comodamente i loro profitti. Si crea una situazione analoga al mese di agosto, o a quella dei giorni festivi a borsa aperta ... la riduzione delle transazioni consente ai grandi speculatori di incidere sui prezzi a loro piacimento.
 
La tassa colpisce gli acquisti overnight (che non si chiudono con una vendita nel giorno stesso)  indiscriminatamente, sia che generino in futuro un guadagno o che generino una perdita! 
I grandi investitori hanno maggiori chance di ridurre o eludere gli effetti della tassa, dirigendosi nei mercati dove non viene applicata o se applicata, avviene in misura più conveniente.
 Ovviamente i piccoli investitori hanno limitate possibilità operative in tutti i sensi, oltre a formare di solito il nutrito parco buoi ... i pinocchietti che affidandosi al campo dei miracoli vengono  gabbati regolarmente e con metodo dagli innumerevoli gatti e volpi del parterre virtuale ... grazie anche a bilanci gonfiati ed inattendibili, operazioni di insider trading e astuzie di ogni altro genere, inclusi rating di società diventate più che note (Standard and Poor's, Fitch, Moodys ... che essendo banche d'affari, non sono mai completamente neutrali e disinteressate  ... ), per non parlare di chi dovrebbe vigilare e non sempre dimostra tanta efficienza e solerzia nel farlo (Consob e Banca d'Italia).
Se questa è l'essenza della visione del Mondo:
frega il prossimo tuo, come più e meglio sia possibile
allora siamo freschi!
Riassumendo in parole povere: si ha la sensazione, non propriamente infondata, che la  tassa  populista, ingenera la falsa idea di colpire Paperon de Paperoni, ma  finisce per gravare inevitabilmente su Paperino!

In genere si procede anziché mediare (l'acquisto a prezzi decrescenti, investendo nuove somme di denaro) a vendere per riacquistare ad un prezzo più basso, i titoli in portafoglio, per generare flussi di denaro da spostare dal conto titoli al conto vero e proprio. Sono pratiche per contrastare l'andamento decrescente dei prezzi e per ridurre il valore medio di carico dell'investimento. Non mi riferisco alle operazioni short che sono  tutt'altra cosa (titoli venduti allo scoperto, senza averli in portafoglio, per poi riacquistarli ad un prezzo più basso e ricoprire la posizione allo scoperto lucrando un guadagno ).  Ovviamente i titoli non scendono sempre ma prima o poi risalgono, per effetto stesso dei riacquisti  ...  la Tobin Tax colpisce proprio queste operatività, che vanno valutate con  maggiore attenzione.

Per conoscere quali azioni sono soggette alla Tobin Tax e quali no, stimare un costo operativo annuo oltre il semplice calcolo dell'importo della tassa su un acquisto overnight,    si consiglia il seguente sito       http://www.tobin-tax.it/

2 commenti:

  1. C'è d'aver voglia di impiccarsi. Niente cambia. Avevo una qualche vaga nozione su questa tassa, ora mi è chiara. E non posso che condividere il tuo pensiero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è voglia di farcela con i propri mezzi e le proprie capacità, senza chiedere niente a nessuno ... nonostante le difficoltà e che l'impresa sia a parere di molti impossibile!
      c'è voglia di andare avanti sempre e comunque.

      Elimina