Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









domenica 17 febbraio 2013

RAPPORTO INSCINDIBILE


La morte della propria Madre non lascia mai indifferenti, salvo rarissimi casi, e l’azione lenitiva del tempo sembra non produrre effetti. E’ un dolore costante nel tempo che segna un individuo normale e che lo  accompagna per il resto della propria vita,  da cui non potrà mai allontanarsene. Sono le stigmate sanguinanti  che ci ricordano un rapporto mai completamente reciso con chi è parte fondante della propria vita, che più di ogni altro ci ha caratterizzati, plasmati, guidati, esortati …  Ne il tempo, ne la lontananza fisica possono cancellare, dissolvere o semplicemente far dimenticare talmente è parte di noi, della  propria carne e della propria anima, da percepirne continuamente la presenza e le sensazioni, come se si fosse subita l’amputazione di un arto e se ne percepisca ancora la sua consistenza fisica .
A volte capita, con un  temporaneo sollievo, di sognare e di rinnovare quel rapporto interrotto, di cui sentiamo una struggente nostalgia, rivivere situazioni di normale quotidianità, momenti di un tempo considerato di attesa di altro, a volte  insofferente, scalpitante, non eccezionale che ... ora ricordiamo come  giorni di una luminosità e di un calore unici, che non hanno eguali ad altri … e proviamo quella strana sensazione di voler o solo poter dire qualcosa che non siamo riusciti ad esprimere completamente a quel tempo e,  che solo ora riusciamo a comprenderne la portata; ma irrimediabilmente in quei momenti ci capita di risvegliarci, continuando  a percepire quella sensazione di disaggio, l’ombra da cui non possiamo separarci e che ci accompagnerà per il resto dei nostri giorni futuri.

 Nella frattura del seme germoglia nuova pianta, la consapevolezza che ci fa vivere e capire molto di più nelle situazioni e con le persone che ci circondano, si diventa meno spigolosi, meno assoluti, più accomodanti … più  tolleranti, più inclini  a comprendere che a odiare. Forse è solo l’effetto dell’invecchiare, del perdere smalto e forza virile, ma forse è anche l’azione di quella presenza assenza, di quell’ombra che ci illumina di nuove consapevolezze.

 

3 commenti:

  1. Capisci ora, caro Paolo, perché ti avevo chiesto come stessi?
    Chi ci è passato dice che per superare la morte di un familiare ci vogliano almeno due anni.
    Poi, comunque, il ricordo rimane dentro, insieme alla nostalgia struggente.
    Quando sei triste e ti manca tanto tanto parla con lei. Sono sicura che ti ascolta e ti verrà anche in aiuto, a suo modo.
    Un forte abbraccio

    P.S. hai sentito il terremoto?

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  2. Concordo concordo.
    Da 10 anni mia madre non c'è più e per tanto tempo,dopo cena, prendevo il telefono per chiamarla, come tante sere avevo fatto.
    A volte mi vengono in mente tante cose...
    Parole che magari l'avevano ferita e che non dovevo dire...
    Parole che avrei dovuto dirle, sentimenti da esprimere, che invece ho taciuto...
    E il grande rammarico di non essere stata con lei, nel momento in cui magari ha avuto un attimo di paura, lasciando questa terra...
    A volte vado nel suo paese di nascita, e passeggio, mi guardo in giro, come avrebbe fatto lei...
    Cose stupide...
    Come quando a dicembre certe volte mi prende l'impulso di andare a camminare in campagna dove andavamo insieme, e so che troverò, e le trovo, 2 o 3 violette fuori stagione...
    E sono convinta che me le mandi lei, a testimonianza che mi vede, mi ama...

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  3. non bastano 2 anni.
    spesso nemmeno 26...

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