Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 1 dicembre 2012

IVA PER CASSA 2012


L'art.32 del DL 83/2012 convertito nella L. n.134/2012, ha abrogato le attuali disposizioni circa l'IVA per cassa contenute nell'art.7 del DL 185/2008.
DATA DI ENTRATA IN VIGORE: A partire dalle operazioni effettuate dal 1° dicembre 2012.
 
SOGGETTI AMMESSI: Imprese e professionisti  che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d'affari non superiore a 2 milioni di euro.

SOGGETTI ESCLUSI: Non possono applicare il regime dell'IVA per cassa i soggetti che si avvalgono di regimi IVA speciali e quelli che operano con il reverse charge.

OPZIONE: Il soggetto, per poter applicare il regime per cassa deve esercitare l'opzione secondo le modalità stabilite da un apposito provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate N. 165764/2012 L’opzione per la liquidazione dell’IVA per cassa´ si desume dal comportamento concludente del contribuente ed è comunicata, ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442, nella prima dichiarazione annuale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto da presentare successivamente alla scelta effettuata. A seguito della scelta operata dovrà essere riportata sulle fatture emesse l’annotazione e l’indicazione dell’articolo 32-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83.

L'opzione ha effetto:
-nel caso in cui sia esercitata al momento di inizio dell'attività, dalla data di inizio attività;
-nel caso di attività già avviata, dal 1° gennaio dell'anno in cui è esercitata l'opzione. Limitatamente all'anno 2012 l'opzione ha effetto per le operazioni effettuate a partire dal 1° dicembre 2012.
Le operazioni che hanno già partecipato alle liquidazioni periodiche fino alla data del 31/12 precedente l'esercizio dell'opzione non rientrano nella disciplina dell'IVA per cassa.
Il soggetto che applica il regime IVA per cassa deve indicare sulle fatture "operazione con IVA per cassa, di cui all'art.32-bis DL 83 del 22/06/2012". La mancata indicazione di tali dati in fattura non comporta l'uscita dal regime per cassa, ma semplicemente l'applicazione delle sanzioni come una violazione formale

CARATTERISTICHE DEL REGIME IVA per cassa
Il regime si applica nei casi in cui sia il cedente che il cessionario o committente sono imprese o professionisti. 
Il soggetto che opta per il regime IVA per cassa applica tale regime a tutte le operazioni poste in essere.
Il cedente o il professionista che opta per il regime per cassa applica le seguenti regole:
  • l'IVA sulle cessioni è esigibile al momento dell'incasso del corrispettivo. L'IVA diventa in ogni caso esigibile decorso un anno dall'effettuazione dell'operazione. Tale limite di un anno non si applica nel caso in cui il cessionario o committente è stato assoggettato a procedure concorsuali;
  • l'IVA sugli acquisti è detraibile al momento del pagamento del corrispettivo.

Il cessionario o committente detrae l'IVA sull'acquisto effettuato da un soggetto che applica il regime IVA per cassa, al momento dell'effettuazione dell'operazione a prescindere dal suo pagamento o meno.
Se il cessionario o committente applica anch'egli il regime dell'IVA per cassa detrarrà l'IVA al momento del pagamento del corrispettivo.

OPERAZIONI ATTIVE ESCLUSE DAL REGIME PER CASSA

Alcune operazioni attive sono espressamente escluse dall'applicazione dalla disciplina dell'IVA per cassa. Esse sono:

  • operazioni effettuate dai soggetti nell'ambito di regimi speciali di determinazione dell'IVA. In quest'ipotesi il regime dell'IVA per cassa può essere adottato per le operazioni effettuate da quei soggetti che previa separazione dell'attività (ai sensi dell'art.36 DPR 633/72) applicano sia regimi speciali IVA che il regime ordinario;
  • cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di soggetti che non agiscono nell'esercizio di imprese, arti o professioni (ad esempio nel caso cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuati nei confronti di privati);
  • operazioni effettuate nei confronti dei soggetti che assolvono l'IVA mediante il meccanismo dell'inversione contabile;
  • cessioni di prodotti farmaceutici effettuate dai farmacisti; cessioni di beni e prestazioni di servizi ai soci, associati o partecipanti; cessioni di beni e prestazioni di servizi allo Stato, agli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, agli enti pubblici territoriali e ai consorzi tra essi costituiti, alle camere di commercio industria artigianato e agricoltura, agli istituti universitari, alle unità sanitarie locali, agli enti ospedalieri, agli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, agli enti pubblici di assistenza e beneficenza e a quelli di previdenza (in altre parole si tratta delle ipotesi nelle quali si applica l'IVA ad esigibilità differita). 

OPERAZIONI PASSIVE ESCLUSE DAL REGIME PER CASSA

Alcune operazioni passive sono espressamente escluse dall'applicazione dalla disciplina dell'IVA per cassa. Esse sono:
  • acquisti di beni e servizi assoggettati all'IVA con il meccanismo dell'inversione contabile;
  • acquisti intracomunitari di beni;
  • importazioni di beni;
  • estrazioni di beni dai depositi IVA.

 

USCITA DAL REGIME

Il soggetto che supera, nel corso dell'anno, il volume d'affari di 2 milioni di euro applica le regole ordinarie di liquidazione dell'IVA a partire dal mese successivo a quello in cui la tale limite è stato superato.
Scritture contabili relative alle operazioni di VENDITA
Caratteristica fondamentale del regime IVA per cassa è che l'IVA sulle vendite effettuate dal soggetto diviene esigibile al momento dell'incasso del corrispettivo.

Ad esempio:

Consideriamo il caso dell’impresa Delta che liquida l’IVA mensilmente e ha optato per il regime dell'IVA per cassa.

Essa, nel mese di Dicembre 2012 emette fattura nei confronti del cliente Zeno & figli snc  per la vendita di merce dell’importo di 5.000 euro + IVA 21%.

Le parti hanno concordato che la fattura sarà pagata nel mese di gennaio 2013.

L’IVA relativa a tale fattura non entra nel calcolo della liquidazione dell’imposta del mese di dicembre, bensì in quello di gennaio.  

Vediamo come occorre procedere dal punto di vista contabile.  

Al momento della emissione della fattura si procede con la normale registrazione del documento, ma l’IVA deve essere fatta confluire in un conto del tipo “IVA a debito ad esigibilità differita” o “IVA su vendite ad esigibilità differita”. 

 

EMISSIONE DELLA FATTURA:



Cliente Zeno & figli  snc

a

Diversi

 

6.050

 

a

Merci c/vendite

5.000

 

 

a

IVA su vendite ad esigibilità differita

1.050

 

   

Nel mese di gennaio, quando viene effettuato il pagamento della fattura occorrerà procedere ad effettuare due registrazioni:

  • la prima relativa all’incasso della fattura;
  • la seconda relativa al giroconto dell’IVA ad esigibilità differita al conto “IVA a debito” o “IVA su vendite” essendo divenuta l’IVA esigibile.  

Ecco come procedere.
 

INCASSO DELLA FATTURA:

 



Banca c/c

a

Cliente Zeno & figli  snc

 

6.050

 

 

 

 

 

  

IVA su vendite ad esigibilità differita

a

IVA su vendite

 

1.050

 

 

 

 

 
  

Se l’incasso della fattura viene effettuato decorso un anno dal momento dell’effettuazione dell’operazione, l’IVA diventa comunque esigibile dopo tale data e, dunque, occorrerà procedere in ogni caso al giroconto dell’IVA anche se la fattura non è stata ancora incassata.
 

INCASSO DELLA FATTURA DECORSO UN ANNO DAL MOMENTO DELL'EFFETTUAZIONE DELL'OPERAZIONE: 

Dopo un anno dal momento dell’effettuazione dell’operazione dobbiamo effettuare il giroconto dell’IVA.
 



IVA su vendite ad esigibilità differita

a

IVA su vendite

 

1.050

 

 

 

 

 

 

Successivamente al momento dell’incasso della fattura si registrerà:

 



Banca c/c

a

Cliente Zeno & figli  snc

 

6.050

 

Acquisti effettuati da fornitori che applicano l'IVA per cassa

Il cessionario o committente detrae l'IVA sull'acquisto effettuato da un soggetto che applica il regime IVA per cassa, al momento dell'effettuazione dell'operazione a prescindere dal suo pagamento o meno.

Se il cessionario o committente applica anch'egli il regime dell'IVA per cassa detrarrà l'IVA al momento del pagamento del corrispettivo.
Esempio:

L’impresa Alfa Srl, che ha scelto l’Iva per cassa, ha acquistato merce dalla ditta Rossi Giovanni per 5.000 euro + IVA 21%.

L’impresa acquirente deve sapere che l’IVA relativa alle fatture con esigibilità differita non va a formare l’IVA a credito nel mese di registrazione della fattura, ma solamente al momento del pagamento della stessa. 

Vediamo come va registrata la fattura in esame.  



Diversi

a

Fornitori Rossi G.

 

6.050

Merci c/acquisti

 

 

5.000

 

IVA a credito a   esigibilità differita

 

 

1.050

 

 

Gli importi che confluiscono nel conto “IVA a credito a esigibilità differita” non intervengono nel calcolo della liquidazione dell’IVA del periodo.  

Nel momento in cui la fattura viene pagata l’IVA diventa detraibile. Quindi, contabilmente si dovrà rilevare il pagamento ed effettuare un giroconto tra il conto “IVA a credito a esigibilità differita” e il conto “IVA a credito” in modo da tenere conto di tale IVA nella liquidazione dell’imposta del periodo in corso.


Le scritture da effettuare, supponendo che la fattura sia pagata con bonifico, saranno:

 



Fornitore Rossi G.

a

Banca c/

 

6.050

 

 

 

 

 

 



IVA a credito

a

IVA a credito a   esigibilità differita

 

1.050

 

 

 

 

 

 
Anche in assenza del pagamento, decorsi 12 mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, l’Iva diventa comunque detraibile. 

In questa ipotesi dovremo effettuare comunque il giroconto tra il conto “IVA a credito a esigibilità differita” e il conto “IVA a credito” senza registrare il pagamento.  

Quindi si avrà:
 



IVA a credito

a

IVA a credito a   esigibilità differita

 

1.050

 
IVA per cassa e note di variazione - l'emissione di note di variazione nel caso di operazioni per le quali si applica l'IVA per cassa

Nel caso di applicazione, per una certa operazione, del regime dell’IVA per cassa, il contribuente considera l’IVA ad essa relativa esigibile al momento del pagamento del corrispettivo da parte del cessionario o del committente.

Tuttavia, se l’incasso della fattura viene effettuato decorso un anno dal momento dell’effettuazione dell’operazione, l’IVA diventa esigibile dopo tale data
Può accadere che, tra il momento di effettuazione dell’operazione e il momento dell’incasso vengano emesse delle note di variazione

Nel caso in cui venga emessa una nota di variazione in aumento  il termine di un anno si calcola sempre a decorrere dalla data di effettuazione dell’operazione originaria anche per il nuovo ammontare dell’imponibile e dell’imposta. 

Esempio: 



Spedizione della merce da parta della ditta X alla ditta Y

03 dicembre 2012

Termine di un anno

03 dicembre 2013

Emissione di nota di variazione in aumento

03 gennaio 2013

Termine di un anno per l’importo risultante dalla nota di variazione

03 dicembre 2013

   Per quanto riguarda l’emissione di una nota di variazione in diminuzione occorre distinguere due ipotesi: 

  • emissione di nota di variazione in diminuzione in seguito a nullità del contratto, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione, abbuoni o sconti previsti contrattualmente, procedure esecutive rimaste infruttuose – la decorrenza del termine di un anno non rileva in quanto queste rettifiche possono essere effettuate senza limiti di tempo; 

  • emissione di una nota di variazione in diminuzione per sopravvenuto accordo tra le parti, sconti e abbuoni non previsti contrattualmente, errata fatturazione – per espressa previsione di legge devono essere effettuate entro un anno dall’effettuazione dell’operazione originaria.      

IVA per cassa e procedure concorsuali  

I soggetti che applicano ad una operazione il regime dell’IVA per cassa, considerano esigibile la relativa IVA al momento dell’incasso della fattura o, in ogni caso, decorso un anno dal momento dell’effettuazione dell’operazione

Tuttavia il limite di un anno non si applica nel caso di cessionari o committenti che, prima del decorso di un anno, siano stati assoggettati a procedure concorsuali o esecutive

Il limite di un anno, dunque, non si applica nell’ipotesi in cui, prima della sua scadenza, sia avviata una procedura concorsuale o esecutiva 

Nel caso di procedura concorsuale, essa si considera avviata nel momento in cui l’organo competente emette il provvedimento di apertura della procedura

L’esecuzione forzata si considera avviata nel momento in cui inizia l’atto di pignoramento 

Esempio: 



La ditta Rossi Aldo spedisce della merce al cliente Alfa Srl

03 dicembre 2012

Termine di un anno

03 dicembre 2013

Sentenza dichiarativa di fallimento cliente Alfa Srl

10 gennaio 2013

 

L’esigibilità dell’imposta è sospesa

  Nel caso in cui il cessionario o il committente venga assoggettato a procedura concorsuale l’esigibilità dell’imposta viene sospesa a beneficio di tutti i cedenti o prestatori di servizi che abbiano emesso fatture con IVA ad esigibilità differita, fino al momento dell’effettivo incasso del corrispettivo e limitatamente alla parte effettivamente incassata. 

Se dopo un anno dall’effettuazione dell’operazione di differimento, interviene la revoca della procedura concorsuale, l’IVA diventa esigibile e deve essere computata nella prima liquidazione successiva alla data di revoca. 

Esempio: 



La ditta Rossi Aldo spedisce della merce al cliente Alfa Srl

03 dicembre 2012

Termine di un anno

03 dicembre 2013

Sentenza dichiarativa di fallimento cliente Alfa Srl

10 gennaio 2013

Revoca sentenza dichiarativa di fallimento cliente Alfa Srl

20 marzo 2014

 

L’IVA diventa esigibile nella liquidazione di aprile 2014 (supponendo che la ditta Rossi Aldo effettui la liquidazione mensile dell’IVA).


L’acconto IVA del 27 dicembre viene influenzato dalla nuova IVA per cassa
Tutte le imprese, come pure i professionisti, devono effettuare, nel mese di dicembre di ciascun anno, il versamento dell'acconto dell'IVA relativa all'ultimo periodo.

Com'è noto le imprese possono procedere alla liquidazione e al versamento dell'IVA mensilmente o trimestralmente a seconda del loro volume d'affari.

Di conseguenza l'acconto si riferisce all'ultimo mese o trimestre dell'anno.

Il versamento dell'acconto IVA va effettuato entro il 27 dicembre di ciascun anno.

L'acconto da versare è pari all'88% dell'imposta relativa all'ultimo periodo, salvo le eccezioni che vedremo in seguito.

Il calcolo dell'acconto può essere fatto principalmente:

1. Metodo storico. L'impresa versa, nel mese di dicembre, l'88% di quanto dovuto nell'ultimo mese o trimestre dell'anno precedente.

2. Metodo delle operazioni effettuate. L'impresa versa il 100% (e non l'88%) dell'IVA effettivamente dovuta per il periodo 1° dicembre - 20 dicembre (nel caso di contribuenti mensili) oppure per il periodo 1° ottobre - 20 dicembre per i contribuenti trimestrali.

Il nuovo regime di IVA per cassa influenza il calcolo dell’acconto, perché potrebbe ridurre o anche non far versare l’eventuale debito. Ipotizzando un contribuente che liquida l’IVA mensilmente, e che abbia aderito al regime IVA per cassa dal 1° dicembre 2012, invece di versare l'acconto commisurandolo al debito di dicembre dello scorso anno (metodo storico), può utilizzare il metodo delle operazioni effettuate, commisurando solo l’imposta a debito riferita alle operazioni effettuate fino al 20 dicembre. Venendo a mancare parte dell’IVA a debito relativa alle fatture in sospensione può trovarsi nella condizione di ridurre la misura del debito di acconto o addirittura azzerarlo.

Va ricordato che esistono dei casi di esonero dall'obbligo di versamento dell'acconto IVA. Tra le imprese che sono esonerate dall'obbligo di versamento dell'acconto IVA ci sono quelle che hanno iniziato l'attività nel corso dell'anno.

Infine, come è noto le imprese che versano l'IVA trimestralmente sono tenute a corrispondere all'erario, oltre all'imposta dovuta, una maggiorazione a titolo d'interesse. Di essa non si deve tenere conto nel calcolare l'acconto IVA.


 


Quale è il vantaggio per le piccole imprese?

E’ buon senso, niente di più, niente di meno.

 Si calcolerà l’IVA solo quando la fattura emessa sarà incassata e non quando viene emessa ( il versamento periodico segue sempre le solite regole).
Prima, si anticipava all’Erario il versamento dell’IVA della fattura emessa, che magari veniva incassata dopo vari mesi, e in periodi di crisi si sa che i tempi si dilatano.  Dover anticipare somme non ancora disponibili, costringe soprattutto le piccole imprese a chiedere anticipi alle banche, poco propense attualmente ad allentare i cordoni della borsa, o nella peggiore delle  ipotesi a ricorrere agli usurai, vera piaga sociale.
Relativamente all'acconto di dicembre, la nuova Iva per cassa può determinare una riduzione del debito di acconto o azzerarlo.

Dunque un poco di liquidità a favore dei soggetti più piccoli e vulnerabili, con un costo per l’Erario tutto sommato non eccessivo quantificabile a poche centinaia di milioni, ma la spesa ha un effetto benefico  difficilmente quantificabile per tutta una serie di ricadute positive e non solo in campo finanziario.

 Un provvedimento che aiuta le PMI, particolarmente sofferenti in questo periodo non solo per la crisi, ma ricordiamolo, anche per il ritardo nei rimborsi dei crediti IVA (ciò che in Germania, Francia e Belgio si ottiene in 60 gg da noi siamo prossimi ai 2 anni), e per le difficoltà finanziarie causate dai ritardati pagamenti della PA, si parla di 5 miliardi di euro,tanto che si sta concretizzando una CLASS ATION RISARCIMENTO DANNI, anche se interesserà solo una parte dell'intero monte crediti.

Chiusa parentesi

La scelta dell'IVA per cassa, comporterà che  la detrazione dell’Iva sarà possibile solo dopo il pagamento della fattura al fornitore. Questo fatto potrebbe costituire un incentivo ad accelerare i pagamenti, soprattutto da parte di chi non ha problemi di liquidità, per detrarre di più e versare di meno all’Erario.
Controlli necessari dovranno essere effettuati contabilmente,  non solo sulla data di emissione della fattura ma anche del suo pagamento. L'On banking risulterà molto utile, perché consentirà in ogni momento di verificare quale fatture clienti siano state incassate e quale fatture fornitori siano state pagate, per poi procedere alla liquidazione Iva periodica.
Per quanto riguarda i professionisti e i lavoratori autonomi, sono in genere  tassati per cassa e quindi non ci sono particolari cambiamenti da evidenziare, altrimenti valgono le stesse regole viste sopra. Qualche ingiusta discriminazione è sempre possibile che si realizzi, ad esempio per gli avvocati: tra quelli che operano principalmente con aziende e quelli che hanno solo  privati come clienti, quest'ultimi non potranno optare per l'Iva per cassa.

Se un provvedimento comporta più benefici che sacrifici, è sicuramente un buon provvedimento, ci si augura una più estesa applicazione, ben oltre il livello dei 2 milioni di fatturato.

Segnalo un sito per ulteriori chiarimenti pratici ed operativi:

Il suo particolare pregio è di essere molto schematico ed essenziale, in cui sono riassunti i punti principali dell'IVA per Cassa,  soprattutto le soluzioni operative pratiche a seconda dei mezzi di pagamento (Assegno, Assegno protestato, Bancomat, Carte di Credito, Bonifico, Rid, Ri.Ba, Compensazioni).

Fonte autorevole:

 ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E
 DEGLI ESPERTI CONTABILI DI MILANO

SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE
LUIGI MARTINO

"Opportunità e Criticità operative nell'IVA per cassa" di Giancarlo Modolo


Grazie per l'Attenzione che mi avete dedicato

4 commenti:

  1. da ex insegnante di ragioneria mi congratulo per questa eccellente lezione. Dopo 4 anni di pensione ero un po' arrugginito e quasi ti seguivo stentatamente. Riguardo alla misura direi: c'è ne hanno messo di tempo. Ricordo che quando insegnavo, qualche ragazzo sveglio mi chiedeva: ma perché debbono pagare l'IVA se ancora non hanno incassato? Ed io ero costretto a rispondere: perché lo Stato è un Principe che fa quello che vuole. ciao

    RispondiElimina
  2. Grazie Francesco:-)
    Ora comprendo il tuo accorarti per il Lavoro, come insegnante ti immedesimi ancor di più ai problemi dei giovani e questo ci dice che sei sempre un grande insegnante:-)
    Se ti capita dai una sbirciata al blog di Giuseppe Casarrubea
    Ciao

    RispondiElimina
  3. VORREI chiedere un chiarimento sulla parte relativa all'IVA SU ACQUISTI.
    Nell'esempio del fornitore ROSSI, da quello che ho capito leggendo la circolare dell'Agenzia, credo che l'obbligo di detrarre l'iva al momento del pagamento sorga in capo all'acquirente che ha opzionato l'iva per cassa (che quindi vale sia per l'iva passiva che attiva)a prescindere se il fornitore indichi o meno l'opzione sulla sua di fattura. Cosa ne pensi?

    RispondiElimina
  4. GRAZIE:-)
    per avermi fatto notare la contraddizione e il malinteso che ho generato passando da un esempio all'altro, e che provvedo subito a correggere.

    La ditta Alfa, l'acquirente nell'esempio, ha scelto l'iva per cassa, quindi detrae l'Iva dal momento del pagamento della fattura, indipendentemente dal tipo di regime scelto dal proprio fornitore, nell’esempio Rossi, in altri termini, come hai ben evidenziato, indipendentemente se il fornitore indichi o meno l'opzione sulla sua di fattura.

    La scelta del regime "iva per cassa" comporta automaticamente per la ditta Alfa, che sul versante delle fatture emesse ai propri clienti, l'iva risulterà a debito non dal momento dell'emissione ma da quello del loro incasso.

    Mi scuso ancora per il malinteso generato.

    RispondiElimina