Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









lunedì 3 dicembre 2012

E SE TI VA CHIAMALA PURE FEDE


Machiavelli diceva che nell’arte di governare bisogna saper intuire quale è il problema ed imporre gli interventi necessari, prima ancora che si manifesti in tutti i suoi effetti. Perché quando il problema è chiaramente sotto gli occhi di tutti, si potrà far poco, se non nulla, soprattutto se si supera il punto di non ritorno. Tuttavia quantunque sia ancora possibile intervenire, i sacrifici e i costi sarebbero molto elevati e di dubbio esito.
Come può capitare che si degradi a poco a poco senza accorgersene?
Appunto sono cambiamenti impercettibili nell’immediato, ma inesorabile è la direzione  imposta da quei sintomi appena percepiti. Piccole crepe, nulla di preoccupante in apparenza, ma a lungo andare  l’evoluzione irreversibile di quei cambiamenti, porteranno a far collassare l’intera struttura, senza che si possa fare più nulla per rimediare.
Non occorre essere al vertice di un’organizzazione complessa, ne potenti signori  che hanno il controllo nella stanza dei bottoni … chiunque, nella propria esperienza  personale, può sperimentare la  validità di questa considerazione.
La difficoltà principale è essere consapevoli, avere capacità in qualche modo preveggenti , ma non è facile. Qualche volta si prova uno strano malessere, qualcosa ci avverte che quella non è la direzione giusta, proviamo una strana sensazione di fronte ad un fatto apparentemente insignificante, ma non riusciamo a capire che cosa sia.
 La Speranza, l’illusione che qualcosa possa cambiare ci fa andare avanti, mentre il tempo passa inutilmente, le cose non migliorano e le possibilità di scelta diminuiscono.
A posteriori è tutto chiaro, certo, la nostra esperienza ha imparato qualcosa che prima non immaginavamo potesse essere possibile, potesse capitare proprio a noi.
E' vero! è capitato ad altri, ma a noi non poteva succedere … invece, siamo stati smentiti dai fatti. Se si potesse tornare indietro, con quell’input che fa la differenza … le cose sarebbero andate differentemente, di certo … ma la vita non ammette repliche, per nostra fortuna o sfortuna, chi può dirlo? Qualche volta ci illudiamo che l’esperienza sia utile, in verità le situazioni presentano infinite varianti, che ammesso si sia in grado di governarle tutte, non sarebbe mai la stessa cosa e dunque …  il nostro agire, consolidato dall'esperienza, non è certo che sia  del tutto adeguato alla nuova situazione. 
Siamo come barchette in un ruscello, in balia dei gorghi e del bizzarro andamento del moto ondoso. Facciamo del nostro meglio per andare avanti e non affogare, ed è veramente difficile procedere se non si crede che una mano amorevole, ci assista dall’alto, ci dia soccorso quando si è in pericolo, ci avverta per tempo e ci sostenga.
Chiamala pure Provvidenza o Fede, chiamalo Dio in mille differenti nomi, perché la sostanza è che per quanto si possa essere avveduti e accorti, lungimiranti e assennati, lesti e pronti a tutto … non siamo mai abbastanza preparati  a ciò che ci potrebbe accadere o quanto, ineluttabilmente ci accadrà. Aggiungiamo tutta la nostra irrazionalità, capacità di ingannarci e di credere fino all’inverosimile, per renderci conto di quanto siamo inconsistenti  e vani.
L’unica cosa che ci rimane e che ammiro profondamente, quando ne scorgo tutta la sua evidenza nell’ agire di chicchessia, è il coraggio, qualunque sia la fonte di tale coraggio, di andare avanti nelle situazioni più difficili e il saper accettare le conseguenze, con dignità e risoluta calma, senza chiedere null’altro al proprio destino.

10 commenti:

  1. Bellissimo post, questo tuo, caro Paolo.
    Lo condivido in pieno e ti ringrazio di averlo reso pubblico.
    Ciao:)
    Lara

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    1. Grazie Lara
      dopo il tuo commento mi sono sentito
      della serie "... tornando a casa, date una carezza ai vostri bambini" :-D
      mentre con la Saggezza mi capita di giocarci a briscola e spesso di litigarci, strizzando l'occhio alla stoltezza, che conosce bene i miei segni ma finiamo sempre per perdere insieme:-)
      Ciao

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  2. Tu, caro Paolo, ammiri il coraggio altrui, io ammiro il tuo.
    Mi riferisco al tuo coraggio di fare delle scelte lavorative e di portarle avanti non importa a quale prezzo, di essere stato accanto a tua madre anche nei momenti più difficili e duri, di aver reagito con equilibrio alla sua dolorosa perdita, di far fronte alla solitudine con determinazione, di continuare la tua vita, nonostante tutto, ancora in "direzione ostinata e contraria".
    Sii fiero di te!
    Con tutta la mia sincera stima,
    un abbraccio

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  3. Grazie O_B
    per l'Affetto che mi dimostri
    per il tuo Esserci
    e per saper cogliere l'essenza delle cose

    Un Abbraccio

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  4. C'è una frase famosa di non so più chi, che dice "Alcuni sono passati da corraggiosi perchè hanno avuto paura di scappare"
    Ci vuole coraggio.
    A vivere ogni giorno.
    A favore di vento quando va bene, controvento quando si è più coraggiosi.
    Io credo di appartenere ai coraggiosi sopracitati: quando riuscirò a scappare, diventerò una pavida.

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  5. Ciao Keiko
    a parte l'immagine che hai scelto, ma da quello che scrivi e come lo scrivi, non avevo alcun dubbio, sulla Tua Indole Coraggiosa, e sulla tua sensibilità che non è affatto indizio di debolezza ...

    Scappare! dipende dalle situazioni:-)
    Come ben sai la tigre affronta una minaccia solo se non ha altre possibilità e se è proprio necessario, altrimenti, pur essendo molto forte, rispetta la Vita sua e altrui:-)

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  6. Mi ha colpito il tuo post. E' vero "spes ultima dea" e questo ci inganna, ci trascina per altre strade. La consapevolezza dell'immediato è difficile, è faticosa da raggiungere, richiede un tempo per riflettere, per elaborare il vissuto. Un tempo che non abbiamo più, spinti come siamo dalle corse frenetiche verso il domani che ci sfugge dalle dita.
    Col passare degli anni trovo sempre più strano il nostro modo di vivere, il nostro fingere che la vita sia per sempre. Forse, a proposito di coraggio, questo ci manca nel momento in cui dobbiamo accettare la fine.

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  7. Il coraggio di perdonare, di lasciarsi gli errori alle spalle e di guardare se stessi e il prossimo con un occhio benevolo, più propenso a comprendere che a giudicare.
    Il rinnovato impegno a fare qualcosa che ci faccia sentire bene ed in armonia con il mondo circostante: anche una piccolissima cosa che sia dono di se.
    A volte basta una parola gentile, un sorriso o il semplice stare accanto senza proferir parola che possiamo aiutare, aiutandoci, a ritrovare un senso concreto del nostro esserci, ora ed adesso ... scoprire che non ci sono obiettivi da raggiungere, asticelle da alzare, cose da accumulare, che tutto è scioccamente vano se siamo chiusi, sordi, ciechi ed insensibili all'altro che è come me, che mi è Fratello o Sorella, Figlio o Figlia, Padre o Madre senza legami di sangue, ma con cui condivido il vivere, le incertezze, le paure, lo smarrimento, la ricerca di senso, il bisogno di essere amati.
    Di fronte alla consapevolezza della fine, ci è data anche la possibilità di Risorgere.

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  8. C'è molta saggezza e molta luce in questo tuo scritto.
    Lo condivido. Abbiamo bisogno di un faro, nel nostro andar per mare.E sì, di tanto coraggio,e di altrettanto amore.
    Buona serata e grazie per la riflessione

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  9. Solare Patty
    la fascia nei capelli ti dona molto e risalta il tuo splendido viso
    illuminato da un sorriso spontaneo,
    pensa che anche questa luce è un bel faro per chi Ti ha voluto e Ti vuole bene:-)
    Da semplice passante per caso, ne ho solo colto la luminosità ed il calore.

    Ciao Buona Domenica

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