Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
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D.O.C.









mercoledì 14 novembre 2012

VOYAGER GOLDEN RECORD

Una storia rimaneggiata e qualche licenza di fantasia alla Voyager ( il programma televisivo:-)

Non è una casa discografica, ne un premio particolare riconosciuto a chi vende molti dischi, anche se in fondo rappresenta un riconoscimento, il massimo riconoscimento possibile che si possa attribuire  ad un’opera dell’ingegno umano, se in qualche modo è stata scelta per rappresentare con suoni ed immagini il Pianeta Terra, nel caso, non improbabile, che un Alieno fosse in grado di leggerne il contenuto.
Il Voyager 1 è una sonda spaziale che ha lasciato la Terra il 5/9/1977 per studiare il nostro sistema solare e non solo, fino a quando non smetterà di funzionare e trasmettere dati alla Terra. Il 5/10/2012 la sonda si trovava a 18,260 miliardi di Km dal Sole e si sta allontanando oltre il sistema solare.
Scherzi del destino  o strane combinazioni intrecciano questa storia ad un’altra lontana e apparentemente estranea a viaggi intergalattici e spazi siderali.   A cavallo tra gli anni venti e trenta, in pieno proibizionismo, viveva negli USA un tale  Nehemiah Curtis James che si guadagnava da vivere con il contrabbando di alcolici, e poiché non poteva stare troppo a lungo in un posto a rischio della galera, fu soprannominato Skip  e per tutti era Skip James.
Un giorno partecipò ad una specie di concorso canoro promosso per ragioni pubblicitarie da un famoso negozio di una delle tante città visitate da Skippy. Sapeva cantare e suonare, e il suo stile si rivelò da subito qualcosa di unico, qualcosa di geniale che non si era mai sentito prima. Raccontava la sua vita, le sue sensazioni; usando la voce come nessun altro e accompagnandosi a sapienti accordi di chitarra, rappresentava il dolore, la malinconia, la gioia e le emozioni come se sgorgassero direttamente dall’anima . Vinse il premio che consisteva in un contratto con una piccola e sconosciuta casa discografica per l’incisione di un disco. Febbraio 1931 … Skip James sta realizzando il sogno di una vita, ed è strafelice. Ha 29 anni, è un giovane nero che ha dovuto lottare non poco per sopravvivere, ma ha un talento musicale unico e  forse non sa nemmeno di possederlo, nonostante sappia suonare la chitarra ed il piano meglio della maggior parte delle persone che sanno suonare solo uno di questi strumenti.  La casa discografica è allocata in una fabbrica dismessa, sono anni che seguono il crack di wall street  e di certo non è un caso eccezionale, ma Skippy è talmente contento che avrebbe suonato ed inciso anche in cima ad un Ice Berg. Sentiva che quell’opportunità sarebbe stata  la svolta della sua travagliata  vita, il sogno che si stava realizzando. Gli diedero una chitarra classica di marca “stella”, una vera chitarra che di certo non gli diminuì la voglia di cantare, e quella notte incise fino quasi all’Alba 18 pezzi musicali. L’indomani tornò ed incise altri 8 pezzi,  accompagnandosi questa volta con un pianoforte.
Ottenne 40 dollari come rimborso spese e la promessa di una percentuale che non incassò mai, perché la depressione aveva fatto calare paurosamente le vendite dei dischi, e poi la gente preferiva ascoltare la musica alla  radio, che non costava nulla, ma i suoi pezzi raramente venivano fatti sentire. Per Skippy fu un duro colpo e conobbe un periodo di disincanto e di risveglio dai suoi sogni, non facile, che decise di metterci una pietra sopra e pur essendo molto apprezzato e ricercato dai cultori del Blues, Lui che non ne seppe mai nulla,  sparì, letteralmente, senza più dedicarsi  pubblicamente alla musica. Non si seppe più nulla di Lui.
Il Newport Folk Festival  è una  ribalta importante che dal 1959 ad oggi ha lanciato molti artisti di valore, uno fra tutti Bob Dilan. Nel 1964 davanti a 18.000/20.000 persone, sul palco si sedette un uomo di colore doveva avere più di sessantanni, sconosciuto ai più, con al petto un passy per gli ospiti … non si conosceva nemmeno il suo nome. La folla distratta sembrava non dar credito a quella ombra smunta, sottile, gracile che probabilmente doveva coprire un buco tra l’esibizione di un artista e l’altro. Gli accordi della sua chitarra e i suoi virtuosismi  tacitarono la folla, non si era mai sentito nulla del genere fino ad allora e nulla sembrava somigliargli … cominciò a cantare e la musica passò su per le teste degli spettatori come frecce per poi colpirli nel loro profondo, perché ognuno si ritrovò  come davanti ad uno specchio riflesso in quelle  sensazioni, raccontate da quello strano  sconosciuto.
 Era Skip James che dopo trentatre anni era riapparso in maniera del tutto fortuita a suonare, e forse fino ad allora non lo aveva fatto più, davanti ad un pubblico così numeroso. Era stato strappato letteralmente da un ospedale di Tusla, gravemente malato di cancro e bisognoso di denaro per potersi sottoporre ad un’operazione che, se non lo avesse salvato, gli avrebbe regalato ancora del tempo su questa Terra. Il festival lo aveva riscoperto e fatto conoscere ai più. Non ebbe altri contratti discografici e non aggiunse molto a quanto aveva inciso in quel lontano 1931, salvo due o tre composizioni. Visse  per altri cinque anni e senza rendersi conto veramente,  era diventato  Leggenda!
Oggi le sue composizioni sono classici del Blues e sono riproposte da grandi interpreti del genere; molti hanno trovato ispirazione in quelle note, e perfino  sul Voyager Golden Record è ricordata la sua musica.

 

In verità nessuna musica di Skip James è sul Voyager, salvo una canzone Blues di Blind Willie Johnson "Dark Was the Night" ... diciamo che attraverso un'invenzione ho ricordato la storia di Skip James legandola alla sonda e drammatizzandola un po' di più di quella che non sia stata ... in effetti Skip James fu riscoperto negli anni sessanta ebbe fortuna e riconoscimenti nella fase finale della sua vita ... alle soglie dei settanta anni, ebbe gran seguito e molti estimatori.

Della serie non è mai troppo tardi:-))

Mi piaceva l'idea di accostare la storia di Skip con il Voyager, come ho visto in un film "Soul of a man", passato qualche giorno fa in Tv ... e che mi ha colpito non poco.

2 commenti:

  1. Sembrerebbe una leggenda questa storia colma di emozione. E' un po' triste pernsare alla vita di questo artista che avrebbe potuto essere riconosciuto e invece ha finito la sua vita nel silenzio. Questo era il suo destino.

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    1. Ciao Ambra
      Skip James è stato un personaggio, una pietra miliare del Blues, un riferimento soprattutto per molti chitarristi blues. Negli anni sessanta conobbe una seconda stagione di successo, molto del suo materiale fu recuperato e pubblicato ufficialmente. Colpisce la semplicità apparente dei suoi testi,nel Blues in origine testi erano scritti in codice, veri rompicapi oltre alla difficile comprensione dello slang (dialetto) del luogo di origine.
      La Musica di Skip, prevalentemente voce e chitarra, è costruita con arpeggi ed armonie strazianti e dolcissime, ma anche leggere e spensierate ... inconfondibile ed irriproducibile la sua voce in falsetto ... un marchio di fabbrica di Skip James

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