Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









venerdì 19 ottobre 2012

DI NECESSITA' VIRTU'

Non occorre la Tv o la Radio per rendersi conto che effettivamente si fa fatica ad arrivare a fine mese, così come non occorre guardare il meteo in Tv, per sapere che tempo fa fuori dalla finestra.
Le spese corrono, il lavoro è il problema prioritario per tantissima gente e non solo giovani, come ricorda il brutto e triste caso dell’uomo disperato che si è dato fuoco ieri a Roma.
Sono scesi i consumi, si fa attenzione un po’ a tutto e si fanno le pulci a tutte quelle occasioni di spesa, un tempo elargite con maggior leggerezza ed incuranza.
Altro indizio evidente sono le lettere degli amministratori di condominio, sempre più perentorie. Non di rado le richieste di pagamento sono  assistite da lettere redatte da legali, per incutere paura e spingere i ritrosi a pagare, a non rinviare ulteriormente la corresponsione delle quote dovute.
 Per certe persone è scritto da qualche parte nel loro DNA che le spese condominiali non si pagano e se si pagano lo si fa con estrema comodità e ritardo, diventando uccel di bosco in assemblea, sordi  ed indifferenti ad ogni appello alla contribuzione di servizi che gli sono normalmente erogati e di cui beneficiano. Si avvertono cotal Signori e Signore,  che la sentenza della Corte di Cassazione,  n 9148/2008 ha fatto venir meno il principio della Responsabilità Solidale, chi non paga rischia di suo, come è giusto che sia.
 Ci sono anche persone, come il qui presente, che talvolta, dovendo far quadrare i conti, fanno i salti mortali per riuscirci e qualche volta capita che dovendo scegliere tra il premio dell’assicurazione dell’auto e la corresponsione della rata di condominio e di riscaldamento, si privilegi la prima posticipando le seconde.
Se guardiamo le cose dal punto di vista degli amministratori di condominio, è ovvio che siano allarmati, temendo di non riuscire a far fronte perfino al pagamento delle utenze: luce, gas ed acqua.
Credo che mai come in questi tempi sia necessario collaborare, trovare punti d’incontro, tra condomini e chi ha il non sempre facile compito di amministrare le spese per i servizi  e la manutenzione delle aree comuni di un condominio.
A mio modesto parere l’amministratore non deve arroccarsi, giustificarsi e decidere di assumere atteggiamenti forti, arroganti, di esclusiva autotutela, per le responsabilità a cui deve necessariamente ottemperare. In questo momento particolarmente difficile per tutti, occorre che sia disposto ad ascoltare di più, a comprendere e distinguere, da situazione a situazione … coinvolgere la gente affinché si arrivi ad ottimizzare i consumi,  e alla fine della fiera, a ridurre  le spese e rendere le rate meno onerose. Collaborare insieme, superando le inevitabili antipatie, le solite posizioni supponenti ed inspiegabilmente rigide, quando si tratta di fare l’interesse generale, prima che quello particolare ed esclusivo.

Nel nostro condominio di 16+1 famiglie, l’ultimo piano chiude con 16, il primo interno è A:-) … dove la scaramanzia ha tanto peso, ci vorrebbe anche un pò di zucchero per tutti, che la medicina la si rende meno amara: mi spiego e, spero che questo post accenda qualche metaforica "lampadina", o crei qualche  legittimo dubbio, anche ad altre persone … di altri condomini e di altre città, perchè di condominio si parla.
Prendiamo il contratto dell’acqua. Noi abbiamo una vecchia fornitura dell' acqua a bocca tarata, significa che il gestore ci fornisce una quantità fissa di acqua in un certo periodo di tempo, che paghiamo in ogni caso, che la si consumi o no. 

Seguono delle considerazioni personali, ma non prendetele per oro colato ... perché ammetto di avere le idee confuse e questo post ha il compito di mettere un segno, per dire "va bene fin qui ho capito, o credo di aver capito" e se scriverò sciocchezze, sappiate che non c'è alcuna presunzione da parte mia, ma solo la voglia di capirci qualcosa, tra le cose che mi sono state dette e quelle che ho letto su internet.
 Credo che per le ragioni appena spiegate, sono tempi difficili, proporre un cambio di contratto passando dalla fornitura a bocca tarata a quella a contatore,  sia improponibile per le spese dei lavori necessari... e non credo che il D.P.C.M. 4 marzo 1996  imponga tale onere (per fare un esempio analogo è come se una norma imponesse il passaggio dal riscaldamento centralizzato a quello autonomo, che in realtà non esiste... spetta sempre alla valutazione dei condomini se fare o non fare la spesa).

Tornando al nostro condominio, abbiamo per ogni famiglia un contatore a sottrazione, che rileva i consumi per unità famigliare, la cui somma dovrebbe, salvo guasti, dare la stessa  quantità fissa somministrata dal gestore (non alzate il sopracciglio e non dite no con la testa ... perché , presumo, che noi non abbiamo un contatore centrale e questo è ovvio, non essendo un'utenza a contatore, ma non abbiamo neanche i cassoni, e questo è meno ovvio ... perché credo che un contratto a bocca tarata richieda l'uso indispensabile dei cassoni ... comincio ad avere le vertigini perché non so più che razza di fornitura abbiamo: un ibrido? ... una specie di trans- contrattuale?
Boh! L'unica cosa è guardare la bolletta e capire che cosa in effetti è, perché se c'è un contatore centrale ci sarà sicuramente il numero di matricola riportato in bolletta, e necessariamente specificato anche il tipo di fornitura .

Seguono delle semplici deduzioni, senza pretese di assurgere a verità assolute e se qualcuno le reputa per dei vaneggiamenti demenziali, posso anche comprenderlo e sappiate che non mi risentirò per questo, anzi me ne scuso: data la mia scarsa chiarezza in materia. 
      Il calo demografico è una realtà palpabile con mano, così anche l’invecchiamento della popolazione ( e sia ben chiaro non affermo che gli anziani si lavino di meno …), nel condominio dove abito ci sono soltanto 1/4 delle persone che un tempo vi abitavano e quelli che sono rimasti sono anziani, mentre i nuovi ingressi sono costituite per lo più da coppie senza figli o da single. Il punto è che la fornitura ad acqua tarata, ossia la quantità di acqua fornita per contratto è, molto probabilmente,  la stessa da cinquant’anni, non tenendo conto che i consumi a famiglia sono  fortemente ridimensionati al ribasso, mentre le tariffe sono aumentate vertiginosamente rendendo la bolletta molto alta. Supponendo che da qualche parte ci sia un contatore centrale (giuro chiederò all'Amministratore, che per nostra fortuna è una simpatica Signora e non un arcigno rompiscatole, indisponente, brontolone) ... azzardo pensare che la lettura avvenga una volta ogni morte di Papa ... e che le letture siano tutte stimate, con aggravio sull'importo della fattura!
 Nell’epoca di internet e con po’ di buona volontà si può fare molto davvero, per rendere le bollette meno salate. Mi sono offerto, ad esempio, di provvedere alla lettura dell'ipotetico o futuro contatore centrale dell’acqua e di dirla trimestralmente per telefono al gestore, se l’amministratore mi rende nota per tempo la data entro cui fare la comunicazione, che potrebbe rigirarmi per e mail, senza problemi, in un lampo di secondo, quando gli è richiesta. 
Si può chiedere un intervento da parte del gestore per verificare periodicamente il regolare funzionamento dei contatori attribuiti ad ogni singola famiglia ed aggiungerne di nuovi per particolari situazioni: ad esempio da noi opera una parrucchiera, al piano terra, che sarebbe ben felice di pagare l’effettivo consumo, non importa se di più o di meno, ma che sia regolarmente certificato da un contatore tutto suo, e non calcolato a tavolino per differenza. Probabilmente anche il tipografo, la fisioterapista e l’installatore di impianti , sarebbero ben felici di altrettanta esattezza di computo (per altro è anche obbligatorio in base al D.P.C.M. 4 marzo 1996 - Disposizioni in materia di risorse idriche (In GU 14 marzo 1996, n. 62, S.O.).... e signori, per piacere, le tabelle millesimali non centrano proprio un bel niente, a meno che vogliamo fondare anche noi il ministero per la complicazione degli affari semplici ... che temo non sia senza portafoglio, avendone a disposizione 16+1, per l'appunto:-)
(Errata Corrige -le spese relative alla cosiddetta eccedenza dell'acqua , compresi i conguagli, salvo regolamento contrattuale o accordo unanime, si paga "in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno"
Del resto come fai a verificare se l'eccedenza condominiale è dovuta ad una bolla d'aria piuttosto che un subcontatore starato, acqua per pulizia scale, perdita sulla conduttura generale...?

Una vocetta mi sussurra all'orecchio: ma se la quantità del contratto a bocca tarata è fissa ... come caspita si determina sta eccedenza? Comincio a sentire le voci ... forse sto starando di cervello:-) E che ne sò! forse sono conguagli per differenze di prezzo, interessi di mora e penali per ritardato pagamento ... la vocetta tace, ergo ci ho preso! Ma poi mi dice: ma non è una tantum ... come una multa o la mora ... è ricorrente, istituzionalizzata ... azzardo, sto facendo l'avvocato del diavolo ... è schizofrenia conclamata e aggravata! si vede che è istituzionalizzato anche il mancato pagamento da parte di qualche condomino. Come mai non c'è il distacco? Perché sarebbe illegittimo secondo la sentenza del 8/8/2008 ( tris di otto, complimenti ... e sentenza  a una settimana da ferragosto, mappa!):
Vige il principio di parziarietà - l'Amministratore paga parzialmente la fattura, segnalando al fornitore le generalità dei morosi, affinché (il fornitore) possa effettuare il recupero.

 Torniamo a noi. Qualsiasi condòmino può far imporre, anche ai dissenzienti, (in genere non ce ne sono, perchè tutti sarebbero ben felici di pagare solo i propri consumi, salvo gli spreconi, quelli dal rubinetto facile ... e vedremo perchè), l’installazione di questi contatori (detti a sottrazione) che in realtà hanno un costo contenuto, e grava unicamente sul condòmino a cui viene installato.
 La lettura dei singoli contatori di solito è affidata a chi offra questo specifico  sevizio di rilevazioni e di conteggi, con l’emissione delle relative bollette dell'acqua... ferma restando la fattura unica del gestore (l'utenza è sempre e solo una, quella del condominio, essendo una fornitura a bocca tarata).
Lasciatemi dire, è un piccolo sfogo, in genere nel prospetto annuale a consuntivo le spese per l'acqua non corrispondono mai o non richiamano mai le fatture del gestore, nel nostro caso Acea,  a cui fanno (o dovrebbero fare) riferimento… e spesso capitano casi di evidente incongruenza, dove macroscopicamente  una sola persona consumi quanto, se non come, una   famiglia con più componenti,  che pur  si lavano ed usano la lavatrice, lo scaldabagno e quant’altro, necessariamente con più frequenza.

Il fatto che un solo condòmino (si intende famiglia o negozio) consumi acqua a tariffa alta porta un beneficio al condominio e non un danno perchè il minor consumo del resto dei condomini farà si che il contatore generale non vada in fascia alta. Nella realtà la somma delle quote incassate per il consumo dei singoli condòmini (eccedenza condominiale a parte) sarà superiore alla somma fatturata dal gestore per il consumo generale).
La vocetta protesta ... dice ma che capita stai a di! mò te pare che l'amministratore chiede più del gestore e a quale titolo? giuridicamente sarebbe improponibile... sicuramente impugnabile e rigettabile? Cara vocetta saputella invece ti sbagli: Credo di aver capito perché, sarebbe possibile ciò che ritieni impossibile. La famiglia che ha il maggior consumo, in effetti beneficia del minor consumo di qualche altra famiglia, perché il gestore fa una sorta di compensazione ... e se il consumo totale  non arriva in fascia eccedente è grazie ai virtuosi sparagnini. Infatti, se tutte le famiglie consumassero come la famiglia che consuma di più, questa pagherebbe una fattura più salata:-) di conseguenza, un amministratore che effettui un conteggio quanto più vicino al criterio stabilito dall'art.1123 del cc, ossia " paghi quanto consumi", applicherebbe le eccedenze alla famiglia che supera il minimo contrattuale previsto dal gestore e premierebbe, con una minor spesa, la famiglia che consuma di meno ( oltretutto sarebbe un  civile incentivo a risparmiare acqua).


L’esempio dell’acqua è solo un primo step da cui ripartire, insieme … collaborando un po’ di più, perché essenzialmente alla base c’è una convergenza d’interessi: l’amministratore di migliorare il proprio servizio e i rapporti con i propri utenti, badate bene non sudditi; i condòmini di vedere le rate condominiali meno pesanti, anche per merito di iniziative che li rendano più consapevoli, più coinvolti nella gestione,    con beneficio per Tutti, in primo luogo alla socialità, (a costo di   qualche dispiacere agli avvocati, per qualche causa in meno :- ) in un microcosmo, tassello di un mosaico più grande che è il nostro Bel Paese: L’Italia.

Ps La vocetta è d'accordo e canta "Fratelli d'Italia".

Appendice

Litri e metri cubi sono entrambe misure di volume, e possono essere commensurate: un litro equivale all'incirca ad 1 decimetro cubo. Perciò mille litri sono mille decimetri cubi, e quindi 1 metro cubo.

Scopri quanta acqua consumi Rispondendo al questionario puoi scoprire come risparmiare l'acqua in casa.

Tariffa unica in vigore dal 1/6/2012 di ATO 2

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