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martedì 23 ottobre 2012

100 STATISTICHE PER CAPIRE IL PAESE IN CUI VIVIAMO

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Con il 12 per cento degli oltre 500 milioni di abitanti dell’Unione europea, l’Italia è il quarto paese per dimensione demografica.
La vita media degli italiani è di oltre 84 anni per le donne e di poco più di 79 anni per gli uomini, ai primi posti nell’Unione europea.Con una densità media di circa 200 abitanti per km2 l’Italia è tra i paesi più densamente popolati dell’Unione.
I cittadini stranieri iscritti nelle anagrafi dei comuni italiani all’inizio del 2011 sono circa 4,6 milioni, il 7,5 per cento del totale dei residenti. Rispetto al 2001 sono più che triplicati.
 
In Italia l’incidenza della spesa in istruzione e formazione sul Pil è pari al 4,8 per cento.
Circa il 45 per cento della popolazione in età compresa tra i 25 e i 64 anni ha conseguito la licenza di scuola media inferiore come titolo di studio più elevato, tale valore è distante dalla media Ue27 (27,3 per cento nel 2010). 
I giovani non inseriti in un percorso scolastico/formativo e neppure impegnati in un’attività lavorativa sono più di due milioni, il 22,1 per cento tra i 15-29enni (2010), valore tra i più elevati a livello europeo.
 
La spesa sanitaria pubblica è di circa 115 miliardi di euro, pari al 7,4 per cento del Pil, e a oltre 1.900 euro annui per abitante (2010), in aumento rispetto all'anno precedente sia in valore assoluto che in percentuale del Pil. La spesa sanitaria pubblica italiana è molto inferiore a quella di altri importanti paesi europei.
 Le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari a poco più del 21 per cento. 
I tumori e le malattie del sistema circolatorio rappresentano le principali cause di ricovero sia in Italia sia nel resto dell’Europa.
In Italia, il tasso di mortalità infantile è di 3,3 decessi per mille nati vivi. Negli ultimi dieci anni, il valore di questo indicatore ha continuato a diminuire su tutto il territorio italiano raggiungendo valori tra i più bassi in Europa.
Le malattie del sistema circolatorio rappresentano la principale causa di morte in quasi tutti i paesi dell’Ue. In Italia, il tasso standardizzato di mortalità per queste cause è pari a 32,1 decessi ogni diecimila abitanti, quello relativo ai tumori è pari a 26,2 decessi ogni diecimila abitanti, con valori maggiori negli uomini (36,1) rispetto alle donne (19,4). I tumori rappresentano in Italia e in Europa la seconda causa di morte .
 
Le famiglie italiane destinano ai consumi culturali (spese per ricreazione e cultura) in media il 7,0 per cento della spesa complessiva per consumi finali (2010). 
Sono circa 372 mila le unità di lavoro (l’1,5 per cento del totale) impiegate in attività di produzione di beni e servizi per la ricreazione e la cultura, al netto del settore editoriale (2010). 
 Al primo posto tra le attività culturali svolte fuori casa dagli italiani c’è il cinema (53,7 per cento della popolazione di 6 anni e più). Tra le altre attività culturali quelle che coinvolgono almeno un quarto della popolazione sono le visite a musei e mostre (29,7 per cento) e la frequentazione di spettacoli sportivi (28,4 per cento). 
 
L’Italia, con circa 1,0 omicidi per centomila abitanti nel 2009, si colloca al di sotto della media dell’Unione (1,2 omicidi). Il fenomeno mostra un trend decrescente dal 1991. 
I condannati per delitto nell’anno 2009 sono stati 257.282, pari a 426,4 persone per 100 mila abitanti, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente (-1,5 per cento). I reati per cui si è avuto il maggior numero di condannati sono il furto (48,9 condannati per 100 mila abitanti – dato in netta diminuzione rispetto al 2008), la violazione delle leggi in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope (47,6), il riciclaggio e ricettazione (33,1) e la violazione delle norme in materia di immigrazione (30,4). 
Alla fine del 2010 si contano quasi 68 mila detenuti, circa 112 persone ogni centomila abitanti, in crescita rispetto all’anno precedente.
 
In Italia operano circa 64 imprese ogni mille abitanti, un valore nettamente superiore alla media europea.
Nel 2009 in Italia il tasso di imprenditorialità – calcolato come rapporto tra numero di lavoratori indipendenti e totale dei lavoratori delle imprese – è appena inferiore al 32 per cento. La propensione all’imprenditorialità risulta elevata in tutte le ripartizioni geografiche, con valori nettamente superiori alla media europea.
In termini di dimensione media delle imprese, l’Italia, con circa 4 addetti, si colloca insieme al Portogallo al penultimo posto nella graduatoria Ue27. In ambito nazionale, il Mezzogiorno si caratterizza per dimensioni medie più contenute e inferiori alla media italiana
 
Le aziende agricole sono oltre 1,6 milioni, con una superficie totale di 17,3 milioni di ettari (2010). Dal 2000 si è registrata una riduzione del 32,2 per cento nel numero delle aziende agricole (-775 mila unità), associata ad un notevole aumento della dimensione media (2,4 ha in più).
Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse dei consumatori europei per la qualità dei prodotti agroalimentari. In questo ambito l’Italia occupa una posizione di rilievo e registra il numero di certificazioni più elevato a livello comunitario. Al 31 dicembre 2010 le specialità agroalimentari italiane con marchi di qualità sono 219.
Nel 2010 le aziende agrituristiche risultano circa 20 mila, più di un terzo gestite da donne.
 
In Italia il consumo pro capite di energia elettrica risulta inferiore alla media europea e a quello degli altri paesi di grandi dimensioni. Nel 2010 i consumi elettrici sono circa 5.055 kWh per abitante. Rispetto al 2009 si registra un aumento dei consumi di elettricità in tutti i principali settori, con l’eccezione dell’agricoltura.
Nel 2010 la produzione lorda di energia elettrica registra un valore pari a 49,9 GWh per diecimila abitanti, in aumento rispetto al 2009
Continua ad aumentare la quota del consumo interno lordo di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili che raggiunge il 22,2 per cento, con un aumento di 1,7 punti percentuali rispetto al 2009.
 
La rete autostradale italiana si estende per 6.661 km e rappresenta circa il 10 per cento di quella europea.
Il tasso di motorizzazione nel 2010 è risultato di 606 autovetture ogni mille abitanti, in aumento rispetto al 2009. Nel confronto europeo, l’Italia si colloca al secondo posto dietro il Lussemburgo; per Germania, Francia, Spagna e Regno Unito l’indicatore presenta valori notevolmente inferiori.
In Italia si riduce il numero dei decessi per incidenti stradali: nel 2010 è sceso a 68 persone per milione di abitanti, circa il 4 per cento in meno rispetto al 2009.
L’Italia è il quinto paese europeo per traffico aereo di passeggeri, con una quota del 10 per cento circa sul totale.
Nel 2009 l’Italia diventa il primo paese europeo per trasporto di passeggeri via mare (con oltre 92 milioni di passeggeri) e si conferma al sesto posto per volume del traffico container (7,2 milioni di Teu).
L’Italia presenta una rete ferroviaria che si sviluppa per 5,5 km per cento km² di superficie territoriale.
 
 Nel nostro Paese la spesa per ricerca e sviluppo incide per l’1,26 per cento del Pil (anno 2009); tale valore è distante dai paesi europei più avanzati, ma non lontano dall’obiettivo fissato a livello nazionale per il 2020 (1,53 per cento).
Nel 2007 l’Italia ha presentato all’Epo (European patent office) oltre 4.800 richieste di brevetto. L’indice di intensità brevettuale, pur in crescita negli anni 2000, rimane tra i più bassi dell’Ue15.
 
In Italia è occupato il 61,1 per cento della popolazione nella fascia di età 20-64 anni. Le donne occupate sono il 49,5 per cento, gli uomini il 72,8. Il tasso di occupazione dei 20-64enni nel 2010 è diminuito di sei decimi di punto rispetto al 2009 confermando l’inversione di tendenza rispetto al periodo precedente.
Il tasso di inattività della popolazione tra i 15 e i 64 anni è pari a 37,8 per cento, valore tra i più elevati d’Europa. Particolarmente elevata l’inattività femminile (48,9 per cento).
 
Nel 2010, le famiglie in condizioni di povertà relativa sono l’11,0 per cento delle famiglie residenti; si tratta di 8,3 milioni di individui poveri, il 13,8 per cento della popolazione residente. La povertà assoluta coinvolge il 4,6 per cento delle famiglie, per un totale di 3,1 milioni di individui.
 
Nel 2010 in Italia l’incidenza della spesa per la protezione sociale rispetto al Pil è vicina al 30 per cento, con un ammontare pro capite pari a circa 7.700 euro. All’interno dei paesi Ue27, l’Italia presenta valori superiori alla media dell’Unione, sia in termini pro capite, sia di quota sul Pil.
Le pensioni erogate nel 2009 sono state 23,8 milioni, con una spesa complessiva di circa 253,5 miliardi di euro. L’incidenza rispetto al Pil è pari al 16,7 per cento; a livello territoriale il valore più contenuto si registra nel Nord-est (15,0 per cento).
 
L’Italia si conferma tra i paesi dell’Ue caratterizzati da un elevato rapporto debito/Pil. Nel 2010 questo rapporto si è attestato al 118,4 per cento, valore inferiore solamente a quello della Grecia. L’aumento rispetto al 2009 è di quasi tre punti percentuali, più contenuto in confronto con quanto sperimentato in media dai paesi europei.
 In Italia, la pressione fiscale complessiva, dopo la crescita della fine degli anni Novanta, ha registrato una diminuzione fino al 2005, risultando in linea con la media degli altri paesi europei. Successivamente ha ripreso ad aumentare, toccando nel 2009 il 42,8 per cento, il valore più elevato dal 1997; nel 2010 è scesa di mezzo punto percentuale, al 42,3 per cento.
Nel 2010, la pubblica amministrazione italiana spende poco meno di 13 mila euro per abitante, collocandosi al dodicesimo posto della graduatoria Ue27.

4 commenti:

  1. Arrivo via Aldo della polveriera.
    Interessante il tuo blog e sorprendente quello dei 'sassi'.
    Quelli dei cani mi hanno incantata.
    Ciao.
    Cristiana

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  2. A Paole' ma che hai fatto statistica? Ammazza quant'è preciso 'sto post.
    Quello che me dà più fastidio è er fatto che noi maschietti schiattamo verso i 79 anni mentre le femmine...le possino.
    Un caro saluto,
    aldo.


    ps. Trent'anni de meno e a sape' indove abbita c'annavo io a consola' la micia.

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  3. E che non l'ho capito:-)))
    Ciao Aldo
    sei sempre er Mejo

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  4. Benvenuta Cristiana
    GRAZIE:-) per i Tuoi caldi e gentili complimenti:-)
    ricambio aggiungendomi ai tuoi lettori fissi



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