Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









giovedì 30 agosto 2012

SINTONIE E SIMILITUDINI


Questa estate mi è capitata di fare un’esperienza incredibile, quasi per caso, che sono poi le esperienze che ti rimangono di più nel cuore. A ritorno dalla spesa, lungo la via, faccio  quattro chiacchiere con una Signora, intenta a dare da mangiare a dei gatti. Anna è un’insegnante in pensione, una persona che guarda il Mondo con i suoi occhi chiari e dolci, mantenendo un misto di orrore per la cattiveria  gratuita che solo gli umani sanno dispensare e la sconfinata gratitudine che solo gli animali sanno donare. Nonostante i suoi settanta anni, la vedo carica di cibarie ed intenta ad accudire le piccole bestiole, mantenendo pulito  per quanto possibile i siti di “ristoro”  per gatti, uccelli ed immancabilmente sorci di qualunque taglia … che se non invitati comunque ringraziano e si autoinvitano al banchetto o a ciò che resta.
Parlando del più e del meno mi viene proposto di andare a fare del volontariato presso un canile a 30 chilometri da Roma, sulla Salaria, appena dopo ponte del Grillo, verso Monte Libretti. Non me lo sono fatto ripetere più di due volte e così armato di entusiasmo mi sono presentato l’indomani al sito.
Mi accolgono delle donne, molto indaffarate, dai modi gentili, materni e piene di attenzioni per un seppur non tanto giovincello, ma pur sempre volenteroso operatore di bene. Le cose da fare sono molte, il canile è esteso e gli ospiti sono tanti e rumorosi, nonché diffidenti e ringhiosi verso chi non conoscono. Decine e decine di occhi di cani mi scrutano, mi annusano … occhi tristi, perplessi, pieni di stupore e di amarezza verso la vita che li ha traditi, abbandonati, feriti. E’ strano ritrovi gli stessi sguardi che ho incrociato in una clinica per anziani, di quelle che si prendono cura di chi non può più essere accudito dai propri famigliari, perché  assenti per mille ragioni,  così la vecchia Bezy, una cagnolina nera, intrattabile e diffidente non è diversa dalla Signora Rosa incontrata per caso visitando con un' amica, la sua zia appena arrivata in una struttura che di Paradiso ha solo il nome ma non la sostanza. Bezy ha le sue abitudini e riti che la legano al passato, come la Signora Rosa che ha fatto della sua stanzetta un angoletto di Mondo che le è appartenuto e le appartiene ancora, ricco di ricordi e di affetti, di persone che non ci sono più e che ancora le riempiono la vita o quello che ne resta.
Che dire di Imma, una cagnolina dal pelo lungo, muso volpino … inavvicinabile, a parere di una volontaria che la conosce da più di dieci anni … Gli occhi di Imma sembrano non abbandonarmi mai e pare che si commuova quando vede che rispondo alle richieste di affetto di Spago, uno spinone non più giovincello ma sempre con la voglia di giocare.  Pulisco le tane dagli escrementi, cambio l’acqua, aiuto a dare da mangiare,  le medicine e per combattere la calura , getto tanta acqua sulle tettoie dove si riparano le bestie. Tutte temono di essere bagnate, così mi accolgono ringhiando ed abbaiando, ma poi vedono che non c’è alcuna volontà di offesa e di dispetto e mi lasciano entrare, anche i maremmani  e i pitbull si acquietano e mi lasciano fare. Piccoli gesti … e rivedo inspiegabilmente in un flash mia Madre malata, nel suo ultimo anno di vita,  che mi accarezza e mi parla con gratitudine  confortandomi, e non so perchè ma Imma mi rievoca questa immagine, mentre la vedo avvicinarsi  per farsi accarezzare lasciando Simona, una volontaria, a bocca aperta per la sorpresa. 
Marte e la sua inseparabile Asky Nuvola
in mezzo la dolcissima Silvia
Marte un grande cane nero, atletico, forte, giovane amato da tutte le cagnoline, odiato dagli altri cani che ne vedono un rivale temibile e difendono le loro compagne come farebbe un siculo o un calabrese, mostrando denti e ringhiando al suo passaggio, ma lui sembra non avvedersene .Teme le cagnoline, soprattutto quelle di una sola razza, le Labrador … ma poi lo vedo vicino ad un’asky bianca, dagli occhi chiari e dolci, entrambi distesi, come due che si vogliono bene,  e pare che non chiedano altro dalla vita …  che tutto è perfetto e straordinariamente sublime, e questo mi conforta perchè sento Marte simile al mio essere.
Generale il vecchio PitBull, ringhioso e riottoso ad ogni avvicinamento … lui che se liberato nel piazzale, si sta attenti a chiudere bene le gabbie degli altri cani, perché non ci metterebbe niente a farne polpette … è qui davanti a me, con i suoi occhi che pare mi scrutino fino nell’anima e mi annusa mentre prende confidenza e  qualche biscotto dalla mia mano.
I cuccioli sono quelli che più mi commuovono e mi danno gioia, sempre entusiasti ad ogni mia visita, curiosi e timorosi al tempo stesso, uniti ad affrontarmi e desiderosi singolarmente di sconfinato affetto che non sembrano mai paghi di qualche carezza e parole gentili.
Lupone è un pastore tedesco terribile con i suoi lunghi canini sempre ben in vista e il suo stentoreo abbaiare che sovrasta tutto il canile …  lo chiamerei Spartacus e non sbaglierei, per il suo incedere guerriero e al tempo stesso da guappo. Un giorno l'ho visto trasformarsi in un cuccioletto gioioso e felice mentre lo inzuppavo ben ben con la pompa dell' acqua, ed è l’unico che pare gradire il trattamento e farne esplicita richiesta, producendo strani versi e abbaiando in modo anomalo.
Le signore del canile si danno da fare assai, per curare queste entità che definire animali è riduttivo. Nenche la neve le ha fermate o i problemi personali potrebbero, talmente sono legate ad ogni singolo ospite. Vorrei fare molto di più, ma altre necessità mi chiamano e devo trovare la forza per allontanarmi, pur dolendomene assai, ricordando sempre quegli occhi e quella fiducia che attraggono come calamita.


http://www.nuovacuccia.org/




 

4 commenti:

  1. Hai ragione, non ci avevo mai pensato! Gli asili per cani vedono la stessa tristezza, lo stesso bisogno di affetto degli asili per anziani.
    Lo sguardo di quel cane della foto che tu hai postato è lo stesso (l'espressione intendo) di quello di un anziano che ho incontrato tempo fa per strada e che, fermi entrambi a un semaforo, mi si è rivolto dicendo "Signora, com'è triste diventare vecchi ed essere soli!"

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  2. Caro Paolo,

    mi ero lamentata che non ti facessi più vivo, privilegiando i giochi virtuali a noi, e poi passo da queste parti e cosa trovo? Post doppi per date singole. Great!

    Ti rispondo qui anche per gli altri tuoi post, tutti molto interessanti.

    Penso che, e non è il solito luogo comune, l'uomo debba imparare molto dagli animali e, soprattutto, dal cane la cui fedeltà e il cui amore sono a prescindere e per sempre.

    Ritengo che la scuola serva a dare un'infarinatura di cultura generale, ad insegnare l'approccio alla vita, a fornire gli strumenti per poi approfondire, riflettere, costruire, sognare da adulti.

    Anch'io, spesso, avrei il desiderio di andarmene in giro per il mondo come il 26enne al quale hai accennato, ma poi prevale la paura di viaggiare da sola (una donna è più a rischio di un uomo, soprattutto quando viaggia con pochi mezzi).

    E' da quando ero piccola che sogno di volare e prima o poi farò un lancio o due.
    L'altro giorno ho sentito al TG3 regionale la notizia di un ultranovantenne che vola, da alcuni anni, con il parapendio.
    Tutto questo per dire che non esiste un limite alla fantasia e ai nostri sogni. Il limite siamo noi a metterlo e a spostarlo di volta in volta.

    Basi e struchi

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  4. Ciao Carissimo Paolone...
    nulla avviene per caso, sono quelle sincronicità significative che in qualche modo ci rapportano con il nostro passato come nel nostro presente costruiamo le fondamenta del nostro nostro futuro cammino.

    Capisco il tuo assai amabile cuore che è legato a questi nostri cari amabili fratelli minori... Capisco che le vicissitudini spesso ci impongono di allontanarci.... Ma il cuore non mente mai di manifestarsi come un radioso sole.

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