Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 18 agosto 2012

L'ESIGENTE CIVILTA'


In questi giorni, leggendo le notizie che ci provengono  da Taranto, abbiamo avuto l’ennesima conferma: L’Italia non è più la Repubblica Fondata sul Lavoro, in quanto prevalgono altre esigenze , ci sono altre priorità, nonostante la recessione, la crisi e la fame di lavoro.
Una di queste esigenze è quella di preservare la salute. E’ naturale che tutti prima o poi, si debba morire, ma secondo il buon senso comune, è preferibile ed auspicabile morire in buona salute.
Lodevole, niente da ridire, ma se a una persona gli togli il lavoro, questo non incide sulla sua salute? Alla lunga non provoca danni e non incide sull’incremento di varie e gravi patologie? 
Non arrivare a fine mese, perdere la dignità, arrabattarsi con lavoretti ed iniziative  sporadiche per racimolare qualche “obolo” è sicuramente meglio che morire di cancro a causa dell’inquinamento da polveri e prodotti industriali ?
Quanto sono lontani i bei tempi delle autostrade, delle industrie private che contribuivano alle spese pubbliche perché in qualche modo ne erano le beneficiarie … certo si moriva a causa dell’espansione economica, ma forse in quegli anni, del dopo guerra, non ci si faceva caso, l’importante  era la dignità ritrovata con il lavoro, il benessere e le possibilità che questo comportava per se e per le generazioni future … ne sono il frutto, uno dei tanti  baby boom .
Oggi sembra che lo Stato non sappia più investire in opere che ridiano fiato all’economia tutta. I temi non mancano, basterebbe impegnarsi in opere di Bonifica del territorio, messa in sicurezza  e salvaguardia di  intere aree a rischio frane, smottamenti, terremoti, alluvioni.
 Prevenire sarebbe cosa buona e giusta, facile solo a dirsi che a farsi, visto che ogni Comune ha le sue beghe e magagnucce da nascondere.
Qualche vecchio ricorda che solo il lavoro è fonte di benessere economico e progresso sociale … l’emigrazione è stata una pagina dolorosa per il nostro Paese che ha visto già all’indomani dell’Unità d’Italia grossi flussi verso  gli Eldoradi prospettati da figure tanto in voga in quei tempi, come oggi sono gli agenti immobiliari, allora erano gli  agenti per l’espatrio.
Le rimesse dei nostri Emigranti hanno costituito,  all’inizio del secolo '900, linfa vitale, per le esangui casse dello Stato … già da allora pedissequamente  impegnato in austere politiche di pareggio del  bilancio, ignare delle necessità della povera gente , che esasperata, scendeva allora  in piazza a causa dell’aumento del prezzo del pane e che per tutta risposta ricevette libbre di piombo in forma di palle di cannone, che di sicuro  non erano  contrappesi alla pesatura del pane …
 Questo è avvenuto, nella "civile Milano", all’inizio del XX secolo.... c'è da domandarsi che cosa accadesse nelle altre parti d'Italia.
Che nostalgia di quando la Lira contava qualcosa e frutto di questo fu essenzialmente una politica sociale, volta a creare lavoro, a dare possibilità a chi avesse voglia davvero di lavorare. Opere di Bonifica costruzioni di città in luoghi paludosi e malsani, dopo la loro sistemazione, ovviamente.
Terre tolte a ricchi possidenti e cedute a poveri braccianti.
Stalle, bestie, attrezzi agricoli, sementi …. Lo Stato si prendeva cura dei propri cittadini e fu l’apoteosi. Un dittatore di destra che toglieva ai ricchi per dare ai poveri … su questo Mussolini fu una vera eccezione … che non si è più ripetuta,  a memoria di uomo, neanche in piena Democrazia Cristiana … e neanche con le recenti privatizzazioni e  vendite dei beni patrimoniali dello Stato, essendo sempre  i soliti noti a beneficiarne.
Nessuna nostalgia, anche perché con il senno del poi  … si è resi critici ed immuni ad un periodo troppo spesso ricordato, con ingenuità, come massimo riferimento all’ordine e all’onestà , ad opera di chi ci governò con la diligenza del buon padre di famiglia, salvo poi rovinarci e rovinarsi con la guerra, per un vero azzardo da giocatore di poker.

Taranto, alla fine degli anni trenta, conobbe un periodo di grande espansione economica e demografica, a causa del riarmo e della cantieristica militare, divenne per certi versi la Milano del Sud ...  Poi nel 1965 divenne il  più grande centro mettallurgico d'Europa, di quegli anni, e che fece ritornare la città ai suoi splendori di prima della guerra, con un sorprendente sviluppo demografico ed aumento del reddito pro capite. Fu tra le poche  città del meridione d'Italia se non l'unica che non conobbe l'esodo verso il Nord.
Oggi è rimasto solo un ricordo struggente dei tempi che promettevano l'inizio di grandi speranze da realizzare, per una terra del Sud troppo spesso dimenticata  e relegata ad un ruolo di semplice comparsa.

Ritornando ai tempi nostri e al dissonante dilemma:
 Lavoro o Salute?
Salute o Lavoro? …
quale preferire e quale escludere …
C'è da chiedarsi:
ma sono davvero così incompatibili ed inconciliabili?

1 commento:

  1. E perché non avere tutte e due?
    Perché chi sta sopra di noi non vuole che le cose funzionino e, infatti, non le fa funzionare!!
    Sempre la solita storia, accidenti alla politica e agli interessi economici!!!!
    Ci rimette sempre la povera gente, con i suoi molteplici sacrifici quotidiani, e ci rimette anche l'Italia, visto che è la povera gente a mandarla avanti e non chi sappiamo!
    VERGOGNA! VERGOGNA!! VERGOGNA!!!!
    E ALLA GOGNA!!

    Come hai capito hai toccato un tasto mooolto dolente (io ho dovuto emigrare, con tutto quello che comporta, per avere il mio primo contratto a tempo indeterminato).

    Basi e struchi

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