Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









lunedì 9 aprile 2012

EL SIKU



Metropolitana stazione Barberini, salgono due amerindi dalla fisionomia inconfondibile dei popoli andini. Entrambi portano una chitarra, uno solo ha anche El Siku, il flauto originario del Perù. Con molta calma e discrezione, prendono posizione, accordano gli strumenti, uno  trascina un trolley, che poi si dimostra essere un sintetizzatore, in grado di riprodurre diversi strumenti musicali.  Incominciano a suonare e cantare, riempiendo il treno di sonorità da inti illimani, attirando l’attenzione di tutti. Quelle sonorità ti riportano alla mente le lotte di liberazione dei guerriglieri contro i soprusi e le ingiustizie dei potenti e dei corrotti … si crea una strana atmosfera di pathos, tra i tanti ragazzi, probabilmente precari o disoccupati, ma ci sono anche pensionati che fanno fatica ad arrivare a fine mese, poi tanti immigrati che per un tozzo di pane devono faticare assai, e padri e madri di famiglia che ritornano dal lavoro e che di certo non si trovano in situazioni migliori, viste l’espressioni serie dei loro visi e, visto che sono costretti ad economizzare prendendo la metro.
La musica e le parole in spagnolo, acquistano vivacità e ritmo, trascinano i presenti che si scrollano di dosso, almeno per qualche tempo, le preoccupazioni. Pare raddrizzino le schiene, distendano i visi , creino un leggero sorriso di labbra, pur rimanendo gli occhi vitrei e pensosi.
 I due musici, sembrano non risparmiarsi, procedono a suonare e cantare per più fermate e la gente ne è rapita … poi uno si muove per riscuotere l’offerta, mentre l’altro continua a suonare delicatamente.
Nessuno si sottrae, anche se con pochi centesimi, mostrando gratitudine, per aver ritrovato attimi di raccoglimento nella  fierezza del Bolivar, nella ribellione di Villa, nella forza del Che, nel coraggio di Salvator Allende, nella famigliare immagine di un fiero Garibaldi con il suo poncho, o nei ribelli del Chiapas … e tutti pare ricordarci : che la dignità non ha prezzo.
Le disuguaglianze sociali, il liberismo più sfrontato, la perdita delle garanzie sociali, la stretta creditizia, lo Stato sempre più cattivo pagatore, la chiusura delle medio piccole imprese, gli imprenditori e i lavoratori accomunati dall’incertezza del domani … non sono il New Deal.
Chissà … basterebbe seguire  l’esempio dei due musici: fare bene ciò che va fatto, nell’interesse di tutti, nessuno escluso... che alla fine si percepisce in modo evidente, l'autenticità dell'impegno ,e, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Non so perchè ma mi sono rivenute in mente le parole  dell'ultima lettera di Nicola Sacco al figlio Dante, scritta nel 1927:

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