Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
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D.O.C.









mercoledì 7 marzo 2012

CHE BELLO CHE QUESTO TEMPO di Claudio Damiani


Che bello che questo tempo

è come tutti gli altri tempi,

che io scrivo poesie

come sempre sono state scritte,

che questa gatta davanti a me si sta lavando

e scorre il suo tempo,

nonostante sia sola, quasi sempre sola nella casa,

pure fa tutte le cose e non dimentica niente

- ora si è sdraiata ad esempio e si guarda intorno -

e scorre il suo tempo.

Che bello che questo tempo, come ogni tempo, finirà,

che bello che non siamo eterni,

che non siamo diversi

da nessun altro che è vissuto e che è morto,

che è entrato nella morte calmo

come su un sentiero che prima sembrava difficile, erto

e poi, invece, era piano.

Che strana poesia è questa, così quieta, ma non priva di stupore per il tempo calmo, apparentemente perso, e la fine di ogni tempo …  per contrasto ,e, meglio afferarne  la sua particolarità, ecco un   brano tratto dall’ Ebreo errante  di Jean d’Ormesson:
[…]Per combattere la Morte nulla vale quanto l’Amore. Ma, in mancanza d’amore, tutte le altre passioni andranno benissimo. L’essenziale è distrarci, farci pensare ad altro, tenerci occupata la mente prima che finisca la giornata e si spengano le luci […]  Non c’è vita che non sia dominata dall’ombra della morte. E tutto lo sforzo della vita sta nel respingere l’idea della morte con l’esplosione, con l’abbondanza con l’accumulo di vita. E’ per questa ragione che ci sono delle strade, dei ponti, dei complotti, dei viaggi, delle Borse, dei Teatri D’Opera, delle battaglie, dei concorsi di eleganza e delle corride, degli amori felici e degli amori infelici, dei deliri e delle sfilate, delle  ambizioni e dei sogni. E delle persone che li raccontano perché ci sia della creazione in seno alla creazione e un po’ più di vita nella vita. E’ quello che fa con voi che avete paura di morire, il povero Simon Fussganger, che muore ogni giorno di non morire. Storie! Storie! Ci servono delle storie per dimenticare ciò che ci attende.  

3 commenti:

  1. A volte si rimprovera alla società moderna di aver cancellato la morte, come se non esistesse. Ma chi mai, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali che gli accendono la voglia di vivere, chi mai può pensare alla morte con serenità?
    E allora è vero, la si cancella e si cerca di vivere in modo che ci sia "più di vita nella vita".

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  2. Ciao Ambra,
    Naturalmente chi gestisce un'impresa di pompe funebri ... comunque è ammirevole lo sguardo sereno e lo stupore del poeta; per il resto concordo con Te.

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  3. A Raffaele,
    un saluto ... grazie per il tuo simpatico commento, anche se non appare:
    blogspot misterioso ed imperscrutabile ...

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