Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 15 ottobre 2011

A VOLTE SEMBRA CHE ...


... il destino cerchi di trovare un modo per avvertirti  di quanto ti sta per accadere, forse tenta  di  metterti sull’avviso per cambiare le cose, ma non sempre ci riesce.
Una volta iniziai un lavoro e rimasi quasi sconcertato nel notare la somiglianza di un volto, con un altro incontrato molti anni prima, in altro luogo e, per magia, mi vennero in mente le parole di quell’altro volto.
 Mi trovavo a Pomezia, nell’azienda dove girarono alcune scene di “Fantozzi  va in pensione”. Lavoravo proprio in quell’anno come magazziniere,  usavo il muletto per spostare pedane, scaricare o caricare camion, oltre che a provvedere alla confezione di colli in partenza. Il nostro capo era una celebrità, suo fratello aveva dato lustro alla squadra del Taranto negli anni 1976-78, quando militava in serie B, tanto che alla sua prematura morte a causa di un incidente stradale, gli dedicarono lo stadio.  Livio era di poche parole, si occupava di contabilità di magazzino e noi lo rispettavamo, dedicandoci al nostro lavoro con attenzione e solerzia. Quell’anno, 1988, oltre alle scene girate all’ingresso  e nel parcheggio dell’azienda,  da Paolo Villaggio, ci fu un’altra novità: in magazzino vennero a lavorare anche alcune ragazze. Il clima si fece più frizzante, si andava a lavorare di sicuro un po’ meno musoni e anche un tantino più profumati.  Un giorno però il capo ci disse “Ragazzi, sul lavoro, le donne o direttamente o indirettamente, portano guai, fate attenzione”.
Ora a distanza di anni, entravo in un’altra azienda, svolgevo altre mansioni. Ovviamente quel fatto mi rivenne in mente quando trovai un viso che mi ricordò la faccia di Livio. Non mi resi conto che quella non era solo una strana coincidenza, e così capitò che proprio in quell’azienda ebbi delle grane proprio a causa di una donna.


L' arrivo a quella che un tempo si chiamava "Sarin"

2 commenti:

  1. Curioso il tema del tuo post. Ma è vero che non a tutto quello che accade si possa dare una spiegazione razionale. Ci sono le improvvise sensazioni di aver già vissuto una determinata situazione - il déja vu - ci sono premonizioni e fenomeni di varia natura, dei quali a volte non riesci a capacitarti e il significato lo scopri magari a distanza di anni.

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  2. Ciao Ambra,
    a volte la vita regala momenti da far impallidire gli alchemici cò tutte le loro fregnacce ... è pure vera l'affermazione secondo la quale siamo portati a vedere solo quello che vogliamo vedere; ma come ben dici ... il tempo chiarisce poi, ciò che al momento sembra inesplicabile e misterioso:-)

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