Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
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D.O.C.









domenica 28 agosto 2011

SASSI PER FIORI

A Prima Porta, Cimitero Flaminio di Roma, verso l’uscita di via Tiberina si passa vicino a delle sepolture Ebraiche.  Mi ha sempre colpito la loro usanza di mettere dei sassi e sassolini sulla tomba ed ho notato che usano mettere i loro defunti sotto terra, non usano statue o monumenti particolari e soprattutto non ci sono fotografie, ne sono usi a cremare . Le tombe "sembrano" non essere più curate. Si lasciano crescere volutamente erbacce e piante varie, si lascia la tomba all’azione della natura. Gli effetti sono evidenti nelle tombe più antiche, la natura si riappropria dei suoi spazi, non essendo consentita la riesumazione.
Diverse sono le interpretazioni riguardo i sassi, ma la più accreditata è quella che si rifà al periodo dell’Esodo Biblico  dall’Egitto. Durante la traversata del deserto, chi per varie ragioni moriva, la sua salma veniva preservata, il più possibile,   coprendola con pietre e pietrisco, deposte da familiari, amici e conoscenti. Una consuetudine atavica tipica dei popoli nomadi, che oggi ha per lo più un valore simbolico. La tomba era lasciata inevitabilmente all’azione del tempo e della natura.
La stessa consuetudine è praticata anche dai popoli di origine Araba.

2 commenti:

  1. In fondo sembra più naturale, più pulito questo tipo di sepoltura, ma soprattutto questo lasciare che la natura si riprenda il suo spazio inglobando in sé chi ha vissuto appoggiando i piedi sulla sua terra.

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  2. Ciao Ambra

    Mi ha colpito soprattutto la sobrietà, la semplicità delle sepolture, dove non c'è alcun distinguo tra chi è povero e chi è ricco, dimostrando grande saggezza e decoro.

    Non ho potuto far a meno di pensare a Totò e alla sua bella poesia "La Livella", in particolare il finale:
    ........
    'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.

    'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,
    trasenno stu canciello ha fatt'o punto
    c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme:
    tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?

    Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
    suppuorteme vicino-che te 'mporta?
    Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
    nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"

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