Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









lunedì 22 agosto 2011

IL MITO DELLA NASCITA DI AMORE

"... Amore è figlio della mortale Penìa (= Povertà), che un giorno, recatasi come mendicante ad un banchetto degli dèi, approfittando dell'ubriachezza del dio Pòros (= Espediente), riuscì a rimanerne incinta. Così, per parte di madre, Amore è povero, squallido, miserabile, ed ecco perché desidera continuamente ciò che non ha; ma per parte di padre è audace, coraggioso, astuto, stregone e ciarlatano, disposto a tutto pur di ottenere ciò che desidera. Non è né mortale né immortale, ed infatti di continuo muore e rinasce. Non è né povero né ricco, poiché ciò che acquista non gli basta mai e gli sfugge dalle mani. E, non essendo né dio né uomo, non è né sapiente né ignorante, ma una via di mezzo: infatti chi è del tutto sapiente non desidera la sapienza, appunto perché già la possiede; chi è completamente ignorante, in compenso, non sa neppure di esserlo, e quindi non aspira alla sapienza, ed appunto per questo l'ignoranza è terribile. Dunque aspirano alla sapienza solo coloro che si trovano in una condizione intermedia fra la sapienza e l'ignoranza, cioè i filosofi...."
(dal Simposio di Platone )

2 commenti:

  1. Un testo molto molto interessante. Una descrizione delle caratteristiche dell'amore che corrisponde appieno alla realtà.

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