Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









giovedì 9 giugno 2011

QUESTIONE DI TALENTO

Sotto casa da qualche tempo hanno aperto una birreria. La sera diventa occasione di ritrovo per molti ragazzi e ragazze, che tra un sorso e l’altro scambiano quattro chiacchiere e due risate. L’atmosfera è gradevole e non ci sono eccessi particolari. Il Titolare, Alessandro, è un bravo ragazzo dall’aspetto rassicurante. Si distingue a prima vista per la sua bonomia e gentilezza, ed è riuscito perfino a farsi scusare dai condomini della zona per le immancabili intemperanze, di qualche tamarro stordito dai fumi dell’alcool … così non di rado, è lui stesso che si preoccupa di andare a raccogliere le bottiglie, i bicchieri di plastica; distrattamente dimenticati, o lasciati,dall’allegra brigata, sui cofani delle auto in sosta .
 Tempo fa sono entrato  in birreria ed ho scambiato quattro chiacchiere.  Non sospettavo minimamente  di quanta cultura e conoscenza ci potesse essere dietro un semplice bicchiere di birra: potrebbe fare il sommelier della birra, se mai esiste questo mestiere.  Si nota che Alessandro ci mette impegno nel suo lavoro; ha saputo far fruttare una sua curiosità giovanile o una sua passione coltivata viaggiando, in un’attività tutto sommato discretamente lucrosa, ma soprattutto piena di soddisfazioni personali , nella semplicità più assoluta, senza gigioneria (senza strafare).
La consapevolezza del proprio talento si nota e direi che non passa inosservata anche all’occhio più distratto.   Due sere fa, affacciandomi dal terrazzo, per controllare la macchina parcheggiata sotto casa, ho notato la serranda di fronte, quella dei meccanici, semi socchiusa, nonostante l’orario, erano circa le 19,30. Davanti c’era una clio senza il parabrezza, vicino, una moto di grossa cilindrata, una bella ragazza, di quelle che sanno il fatto loro, che programmano la vita come i binari del treno, stabilendo già da ora le stazioni da oltrepassare lungo il percorso, e prefigurando la meta. Più in là il suo ragazzo, intento ad usare una colla speciale, e  di tanto in tanto a tirare fuori o rimettere dentro altri attrezzi, da un borsone come la tasca di eta beta … poco meno, o poco più che trentenne,  ogni gesto era calibrato, senza un minimo di esitazione … vicino il meccanico e il parabrezza su un carrello con delle ventose … era chiaro che il montaggio del cristallo aveva richiesto l’intervento di uno specialista. Un lavoro pulito, svolto in meno di un quarto d’ora, con precisione certosina e maestria indubbia. A parte vedere come si colloca un parabrezza, ciò che mi ha colpito da subito è l’atteggiamento della persona: si diverte a fare quello che sta facendo e, si bea  della stima del meccanico, e, dell’interesse della "propria" ragazza. Non lo nego, ma  mi sono commosso … mi sembrava la scena di Schindler’s list … avete presente la bambina vestita di rosso, su immagini in bianco e nero … che risalta su tutto il resto,  con evidenza assoluta … solo che in questo caso lo sfondo era un pullulare di tamarri brindanti e sghignazzanti, un vociare,  qua e la, battute in romanesco triviale … un tempo di ozio dopo una giornata di lavoro alienante, o forse di far niente … un tempo senza tempo, che non si aspetta niente … per questo risaltavano ancor di più quelle due immagini, come piovute da Marte o da un’altra Galassia.

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