Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









lunedì 16 maggio 2011

LIBERTY 200 SOPRANNOMINATO "IL MULO"

Questo amico del web di cui non conosco il nome non ha nulla da invidiare a Dominic Bonucelli, famoso fotoreporter appassionato di viaggi e di avventura. Cercando informazioni tecniche su uno scooter, il Liberty 200 della Piaggio, mi sono imbattuto con questo simpatico escursionista solitario, dallo stile alla Hemingway, asciutto ma capace di calamitare l’attenzione di chi lo legge. Basta poco che ce vo … chi l’ha detto che bisogna attraversare il Sahara, o scalare le Montagne Imalayane o inoltrarsi nella Giungla Amazzonica; per essere dei veri Adventurman … anche una gita non stop andata e ritorno in solitaria, partendo da Roma con un piccolo Liberty … può rappresentare un'avventura di tutto rispetto :-)

Gita al lago di Bolsena: Km 280. Alle 7:30 ero già in garage: una controllatina all'olio che ormai da 3.000 km non accenna a scendere di livello e via: destinazione Lago di Bolsena. Il display di una banca segna 8°. Stessa temperatura leggerò sul pannello di una farmacia incontrata 29 km dopo, ancora dentro Roma. Da casa la giornata sembrava eccellente ma appena alle porte di Roma mi infilero' in un muro di nebbia. Nebbia diversa da quella di Milano, costituita da goccioline grosse che bagnano il parabrezza facendolo sembrare come tirato fuori da un frigorifero. Siccome il percorso presenta continue variazioni altimetriche, entrerò e uscirò dalla nebbia diverse volte, come un subacqueo che sale in superficie per respirare... Il traffico non è elevato ma la cosa fastidiosa è che molti automobilisti lasciano accesi i due retronebbia e così non si capisce mai quando frenano. Vedere cartelli con la scritta "Siena" mi fa una strana sensazione: debbo essermi allontanato più del solito! Tra i centri incontrati lungo il percorso, l'unico degno di nota è Montefiascone. Spegnerò il motore alle 10.30 in una spiaggetta di Bolsena e mi gusterò il silenzio e la pace che emana il lago. Il panorama comunque non è molto dissimile dagli altri laghi vulcanici. Mezzo lago è invisibile perché nascosto dalla foschia per cui non c'è neanche il gusto di fare foto. Sosto il tempo di sgranchirmi le gambe, di fare colazione, benzina e poi riparto per Roma. Voglio essere a casa per l'ora di pranzo. Mi concedo solo una brevissima sosta a Monterosi per vedere l'omonimo lago che è poco più di una pozza rotonda. Quando la Cassia diventa superstrada spingo al massimo e in un tratto in discesa il Liberty toccherà il suo record di velocità: 122 km/h. Ci arriverà quasi di sua iniziativa col gas neanche tutto aperto. Appena me ne accorgo, apro tutto ma non cambia nulla. Credo di essere arrivato proprio al massimo ;-). Alle 12.30 sarò sotto casa dopo aver percorso 265 km neanche troppo stanco. Ah, dimenticavo. Anche stavolta l'imprevisto era in agguato...

A ritorno, lungo la Cassia, mentre sto "tirando", sento un solletichino insistente sul mento. A causa del sottocasco e dei guanti non ho sensibilità però premendo leggermente la goletta vedo salire sul mio zigomo sinistro un grosso insetto marrone. Terrore! Non è entrato dalla visiera, ma dal bavero del giaccone infilandosi sotto il collare del casco. Il tempo mi si dilata mentre penso cosa posso fare. Con la coda dell'occhio vedo l'insetto camminare tra l'imbottitura del casco e la mia pelle. Anche se la strada è stretta e vanno tutti forte decido di fermarmi. Sono già preparato a ricevere una dolorosa puntura. Non so ancora cosa fare di preciso. Per evitare di essere travolto accosto il più possibile al muro che in quel tratto delimita la carreggiata priva di corsia di emergenza. Lo spostamento d'aria prodotto dai camion che mi sfrecciano a pochi centimetri mi sbilancia. Apro completamente la visiera e attraverso il retrovisore cerco di vedere dove sia finito l'insetto. Sembra scomparso, sarà l'impressione ma mi prude tutto il viso. Decido di ripartire senza togliermi il casco e non lo togliero' fino a casa. Durante il resto del viaggio mi sembrerà di sentirmi camminare pure sulle gambe... Quando mi toglierò il casco in garage sarà una liberazione. Dell'insetto nessuna traccia, deve essere volato via non appena è venuta meno la pressione dell'aria nel momento in cui mi sono fermato con la visiera aperta. In definitiva è stata una mattinata intensa!

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