Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









venerdì 27 maggio 2011

LA BALLATA DEL GIOVAN SIGNORE CHE GIOVANE NON E’ PIU’

C’era una volta un giovan signore che pensava di saperla lunga e credeva di aver fatto cose buone e giuste nella propria vita, tanto da andarne fiero e fare di se , vessillo da battaglia.
Come un fiore che si ostina a crescere solitario su un cornicione o una crepa del muro … si rallegrava, traendone consolazione, per tanta ostinazione e per un tale miracolo, da stupirsi in prima persona. A ben guardare, gli costò parecchio in termini di energie e fatiche, perché tutto pesava unicamente sulle sue spalle. Come un novello Atlante,  si fece carico di responsabilità, di impegni, di obiettivi  … di tutto e di più, senza pensare a vivere con un po’ di sano egoismo la propria Vita.
 Non era abituato a chiedere aiuto, anzi finiva per risultare sgradito proprio per questo ,e, non ci poteva fare niente se gli costava assai a dover chiedere, ad ammettere, che anche lui aveva bisogno di una mano. Preferiva  farsi credere importante ed autosufficiente più di quello che non era. Era fatto così … comunque a modo suo, riusciva a cavarsela sempre,  e questo finiva per  rallegrarlo, in fondo si sentiva padrone delle sue scelte e della sua vita.
 La fiamma si sa, quanto più è intensa, tanto più consuma la candela; ed un giorno il giovan signore si accorse di non essere poi così giovane. Sempre quel giorno, si accorse di aver perduto un universo di bene, quello incondizionato e raro, insostituibile, quello che ti accorgi solo dopo, che non potrai sperare di trovarne altro e di uguale intensità e che non potrai più incrociare il suo sguardo, udire la sua voce, sentire la sua benevolenza. Da quel giorno, ed il giorno successivo e l’altro ancora a seguire si ritrovò senza fiato, completamente svuotato ed inutile, praticamente perso. Scherzi del destino o forse no, dovette subire, in quei giorni, anche una dura lezione proprio da chi non te l’aspetti. A dire il vero, l’amara sorpresa dipese dall’ incauto ottimismo del giovan signore, dalla sua indole a fidarsi di rapporti che dovrebbero non tradire fiducia ed aspettative. Fu un grave errore e non lo vuole ammettere … in più si perse, come avvenne già in passato, in futili chiacchiere, in inutili discussioni senza costrutto, e confuso da ragionamenti impeccabili o da comportamenti  decisi ad ottenere più del dovuto, il giovan signore che più giovane non è, si ritrova come suol dirsi con “una scarpa e una ciavatta” e tanti grattacapi.
 Così il colpo fu assestato e peggio ancora premeditato, solo dopo il giovan signore comprese che essere vessilli di battaglia, non conviene perché si diventa troppo facile bersaglio. Un po’ per non sentirsi un fallito, a causa di quella maledetta precarietà che da sempre lo ha accompagnato,  un po’ per farsi forza si finisce per gonfiarsi come quel famoso rospo, fino a scoppiare,  mentre altri sanno raccogliere i frutti. A dire il vero era stato messo sull’avviso da tanti piccoli segnali, ma, fu ugualmente deciso ad andare avanti per la sua strada, ostinata e contraria, sperando nell’insperato, ossia nel buon senso e nella comprensione di chi da sempre o se ne è fregato o lo ha additato per un emerito deficiente. E’ destino degli incauti e degli inesperti farsi fregare ,e, doversi scusare quasi sentendosi in colpa loro stessi del proprio agire. Quel giovan signore aveva anche un ‘altra peculiarità il sorrisetto alla Belpietro, se preso di petto o di fronte ad affermazioni da far piangere, solo che Belpietro è pagato per fare il ghigno e stare sul piffero, non lo fa di certo per indole timida e bonaria.
 Alla fine della fiera un bel pezzo di vita è passata, e se guarda indietro a tutte le fatiche  di Sisifo, prova un gran voltastomaco, mentre dovrebbe, ora e senza indugio, rimboccarsi le maniche e tirar fuori le palle, senza piangersi a dosso o sentirsi con la coda fra le gambe. DovrebbeJ il giovan signore che  giovane non è più, guardare avanti senza voltarsi  indietro, dopo tutto ha fatto del bene anche non volendo e senza alcun riconoscimento, anche se una pulcetta nell’orecchio glie strilla “Cojò… ma non era meglio che andavi a zoccole, viaggiavi e te davi al bere e al canto, e te magnavi tutto quanto e de più … lasciando solo debiti e pidocchi?”

E' risaputo che le pulci campano con il sangue altrui, perciò il pensiero della bestiola trova assai poco credito nel giovan signore, sempre fiero della sua onorabilità, e, di servire una buona causa fino in fondo, anche se  giovane non è più. 

2 commenti:

  1. Bella 'sta storiella...mi ricorda qualcuno!

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  2. Ah beh ... mi dispiace,
    comunque non è detto che non possa aggiungere un giorno "il classico e vissero felici e contenti":-) mentre i cattivi, come in ogni storiella che si rispetti, fecero la fine che meritano, con magno gaudio dei giusti e puri di animo;-)

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