Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









giovedì 17 febbraio 2011

DONO DELLA CURA

Le donne non hanno bisogno di scendere in piazza per rivendicare la dignità che già hanno e che nessuno potrà loro togliere.
Nonostante tutto, nel nostro Paese, prevale la cultura della famiglia.
Le famiglie si fanno carico di assistere un familiare che ha bisogno di aiuto, perché non è più autosufficiente e/o disabile, rifuggendo, come nelle altre nazioni industrializzate, la strada della istituzionalizzazione. Ne è prova il basso numero di anziani in Istituto e il loro basso tasso di mortalità ospedaliera,( rispetto ai livelli raggiunti negli Usa, in Canada o in Francia ), legato al fatto che in prossimità della morte, i malati vengono portati a casa per trascorrere più serenamente gli ultimi istanti della loro vita. In questi ultimi anni si riscontra, con frequenza crescente, la figura del/della badante, rappresentato di solito da un immigrato/a che accudisce il malato, sotto la verifica di un familiare.

Le famiglie dei malati cronici e/o portatori di disabilità permanenti, assumono di fatto, una grandissima parte del carico assistenziale, affrontano un’esperienza assolutamente non facile da gestire con conseguenze che si possono sintetizzare (dati del Censis):

Impatto vita sociale e privata ...     60,4%
Vissuto di rinuncia ....                    58,0%
Senso di svuotamento emotivo....   38,9%
Prende farmaci ....                         72,2%
Sonno insufficiente ....                    51,9%
Stanchezza  ....                              62,3%
Minor accordo in famiglia ....         41,6%

La famiglia è il luogo ideale per la cura dei suoi componenti ed in particolare dell’anziano, che in famiglia potrebbe essere mentalmente più stimolato e, a livello affettivo, più protetto. La perdita dell’autosufficienza causa nella persona una fase di prostrazione psicologica e di emarginazione sociale, soprattutto in una società incentrata su criteri utilitaristici e produttivistici. L’ospedalizzazione accentua questi sentimenti, aumentando nell’anziano la depressione con conseguente aumento della mortalità, specie nei primi mesi del ricovero.

Il termine "caregiving" può essere genericamente definito come "dono della cura“, cioè il prendersi carico, da parte di una o più persone, di un’altra che necessita assistenza. Nel nostro Paese il caregiver è prevalentemente donna, con una percentuale che supera l’80% nella fase severa di malattia, confermando l’eterno ruolo femminile di dispensatrice di cure.

Ps del 23 feb 2011
Salvo le eccezioni, che malaugaratamente ci sono, come quella di Rosarno in Calabria, di una povera" vecchia" inferma, ridotta a vivere sulla sedia a rotelle, in condizioni igieniche miserrime, in un bugigattolo, senza vetri alle finestre, sporco di escrementi, in un degrado totale ... ritrovata in  uno  stato di forte deperimento e lasciata morire , dalla nipote, sebbene questa incassasse due pensioni a nome della poveraccia ... ma questa è un'altra storia che ha ben poco di dignitoso.

4 commenti:

  1. Ciao Paolo, oggi tocchi un argomento "tosto".
    Sono certa comunque anch'io che generalmente sono le donne ad assistere un familiare, anziano o malato che sia.
    Può darsi che si tratti di un retaggio culturale, o di una empatia che nella donna è maggiore.
    Comunque, come donna, ti ringrazio.
    Buona giornata!
    Lara

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  2. Ciao Lara,
    grazie per esserci, con i tuoi commenti gentili e pacati

    Buona giornata

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  3. Ha ragione Lara , la donna. sia per retaggio culturale, ma io credo principalmente per sua natura e' piu' portata al sacrificio ed alla disponibilita' verso gli altri , gli uomini sono piu' distratti e piu' fragili per cui naturalmente sono portati a delegare
    Siamo laureate, impegnate in lavori di responsabilita', ma non ci spaventa nessun tipo di lavoro....
    Ti ringrazio per questo post

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  4. Avete ragione entrambi,sulle qualità delle donne, abbiamo molto da imparare, e quando capita davvero, non si può che averne rispetto e grande considerazione.
    Vi ringrazio per i vostri commenti.

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