Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









martedì 26 ottobre 2010

PENSIERO FLASH

Ho rivisto una vecchia intervista ad Enrico Mattei ... paragonava l'Eni ad un gattino e le sette sorelle a dei possenti cani da caccia ... raccontava la fatica per ritagliarsi uno spazio in nome e nell'interesse primario dell'Italia ...
nei suoi occhi brillava una luce, lo sguardo tradiva un'emozione, il suo era un fare concreto e come imprenditore di un' Azienda di Stato ...sentiva ancora di più l'esigenza di garantire al Paese energia a costi davvero vantaggiosi, necessari per il nostro "indipendente" sviluppo economico industriale.
Sono rimasto incollato alla Tv e pur rendendomi conto con il senno di poi... quelle parole mi sucitavano una sferzata di concreto ottimismo e di volontà di fare per il bene di Tutti.

Che dire... l'altra sera ho visto l'intervista a Marchionne... d'accordo non sono poche le differenze da considerare ma ... era tutt'altra musica ...  un Requiem ai lavoratori a cui si fanno ricadere pesanti conseguenze a causa di scelte rivolte ad acquisizioni all'estero, piuttosto che ad investire nella progettazione di nuovi modelli o scommettere su scelte innovative ... come l'auto ad idrogeno (che per altro già esiste come prototipo) o l'auto elettrica.

Forse è solo una mia impressione, ma non credo che aumentando la produttività si risolvano i problemi ... se mai si aumenta lo stoccaggio di veicoli invenduti nei piazzali antistanti gli stabilimenti ... se la domanda ristagna si può solo intervenire sulle politiche di vendita ... la progettazione di nuovi modelli richiede anni di studio e cospique risorse finanziarie , scelta non attuabile in tempi brevi ... dunque sono sempre gli "stracci ad andare all'aria".

Non so se Marchionne sia antipatico di suo e questo non può e non deve essere una colpa ... si può piacere per ragioni giuste o per ragioni sbagliate, così come si può non piacere per ragioni giuste o sbagliate ... ma quello che indispone è una malcelata posizione pregiudiziale nei confronti dei lavoratori italiani ... come se questa è l'origine del problema o la sola variabile su cui agire per migliorare le cose... riducendo i tempi di pausa o eliminando la mensa ... limitando il dialogo a solo monologo, senza diritto di replica ... rendendo ancora più pesanti i turni di lavoro. Ovviamente non tutte le colpe sono di Marchionne che è solo l'Amministratore Delegato, ma soprattutto della proprietà che appoggia certe scelte piuttosto che altre ... e determina cosa sia più desiderabile di altro, costi quel che costi ... comunque sia chi vivrà vedrà ...

1 commento:

  1. Forse, al fondo della differenza tra i due, c'è solo la differenza dei tempi, di quelli più definiti di Mattei in cui chi eravamo "noi" era chiaro e che il futuro, lavorandoci, poteva essere migliori, e quelli di oggi, che viviamo tu, io e Marchionne ...
    Chi siamo "noi"? Gli Italiani, il mondo, gli uomini? Cosa vuol dire migliorare? Lo si può misurare, alla Marchionne (ma come fanno un pò tutti oggi), solo economicamente, addirittura come miglioramento economico di una società multinazionale? Ma che me ne viene ? Ma che ce ne viene?
    Io tempo fa sono rimasto basito a vedere un servizio in TV in cui si parlava della Brembo che aveva portato la produzione nei paesi dell'Est ... c'era un Tremonti a cui giravano palesemente a visitare uno stabilimento chissà dove, e il giornalista pappagallo a snocciolare un bel discorsetto preparato da un ufficio stampa che, in soldoni, diceva che siccome la Brembo era (di origine) italiana e si stava espandendo, allora questo era un bene ....
    Ma per chi? Per noi? Per l'Italia? Per il fisco?
    Ecco, oggi forse il problema è che non sappiamo più chi siamo "noi", per cui va bene tutto e il contrario di tutto .... tanto da qualche parte la si può vedere positiva ...
    I tempi di Mattei erano tutt'altra cosa. Era chiaro chi eravamo, era chiaro cosa voleva dire migliorare, e spesso voleva dire qualcosa di più di avere la pancia piena. E' sopratutto un problema di prospettiva, di futuro atteso, che allora c'era e adesso non c'è più ....

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