Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









sabato 28 agosto 2010

CUORE SACRO


FILM DI FERZAN OZPETEK (del 2005)

Il Film in se può piacere o non piacere ma al di là di questioni soggettive vi è trattato un tema molto delicato ed attuale quale la nuova povertà.

Da un rapporto della Caritas italiana si denuncia che gli utenti dei centri di sostegno ai poveri sono per lo più persone che hanno perso il lavoro e non sono ricollocabili, che hanno perso il sostegno famigliare o non sono inserite in una ragnatela di rapporti interpersonali, persone “borden line”, un tempo si diceva, oggi più frequente di quanto si possa immaginare, a causa delle nuove abitudini del vivere quotidiano … non per scelta romantica o bohemienne o a causa di malattie mentali ma costretti da una dura situazione economica finanziaria e da spietate logiche di mercato, sempre più diffuse, in nome della globalizzazione e con la scusa di dover sopravvivere a loro volta in un mercato fortemente competitivo ed aggressivo. Chi impone queste regole è anche incline a scelte conflittuali o a comunicazione a senso unico, a dictat, dove sul tappeto si elencano i problemi e la necessità di richieste di adeguamento, in altri termini “o mangiare la minestra o saltare la finestra”. In base a questa logica non è ammesso diritto di replica o di discussione perché o si è dentro o si è fuori alla globalizzazione.
Senza rendercene conto anche il superenalotto è adeguato alle regole oggi imperanti: si accetta l’idea che una ricchezza esorbitante possa finire nelle mani di un singolo. La stessa idea è lo stimolo alla spasmodica ricerca della combinazione vincente che porta non poco denaro all’erario. Nulla da eccepire solo un innocuo sogno da coltivare e la Speranza di un cambiamento epocale nella vita di un individuo.

Se accettiamo passivamente questa idea perché non accettare l’idea che pochi fortunati o privilegiati hanno in mano ricchezze inimmaginabili, mentre ci sono milioni oserei dire qualche miliardo di persone in condizione di povertà per noi impensabili … questo è il vero nodo dei prossimi decenni si chiama: Ridistribuzione del Reddito.

La “Giustizia Sociale” è il pilastro su cui costruire una comunità globale e politiche dirette a pacificare e migliorare le condizioni generali del nostro Pianeta e delle persone che vi coabitano. Non è solo Utopia ma necessità imprescindibile.

Siamo stanchi di sentire ripetere questo termine “globalizzazione” neanche fosse il nuovo dio a cui sacrificare quanto di più caro abbiamo ereditato dal passato e che spesso, non dobbiamo dimenticarlo mai, è costato sangue, coraggio e determinazione per la loro conquista. Perché non spendere altrettanto per la loro difesa? Perché lasciarsi convincere che la strada praticabile è una sola, quella che ci viene imposta con subdola persuasione ... perché non dare retta a ciò che sentiamo nelle viscere, che c'è molto altro da fare o da scoprire?

Vorremmo sentire molto di più ad esempio parole come: Microcredito, Microfinanza, Finanza etica; Responsabilità sociale dell’impresa ; non profit ; Terzo settore ; economia civile e di comunione; sussidiarietà, collaborazione e cooperazione.

Di questi giorni un’ intensa e bella enciclica di Papa Benedetto XVI “Caritas in Veritate in re sociali ”:

ma che società è la nostra se produce così tante disuguaglianze e ingiustizie? Ragiona l’enciclica, se produce povertà intollerabili e lascia soli i poveri? La crisi economico-finanziaria sarà un’opportunità per ripensare un modello di sviluppo che ha “mostrato tanti limiti”? Questo è l’invito dell’enciclica. Ma perché questo accada bisogna che l’impresa, la politica, l’economia, la tecnica rimettano al centro la persona protagonista nella sua libertà e responsabilità cioè, cioè la persona al lavoro. Perciò la dimensione sociale deve diventare spazio pubblico di relazione con l’altro in una logica di fraternità e reciprocità così da riscoprire la dimensione della comunità e della comunione fra uomini e fra Stati nella prospettiva di una società che diventi vera famiglia umana . Perciò il mercato deve diventare spazio plurale in cui anche il dono e la gratuità informino l’economia nel perseguimento del bene comune , vera declinazione dell’etica, parola troppo spesso vuota. Gli strumenti? Una logica di sussidiarietà anche per il governo della globalizzazione (Tratto da Vita.blog.it).

Si badi bene sono necessità imprescindibili e non solo belle parole... a maggior ragione vorremmo un atto di buona e possibile volontà, proprio dalla Santa Romana Chiesa, magari rinunciando a qualche ricchezza materiale e di inestimabile valore per atti di altrettanto valore ... in questo modo realizzerebbe il più bel miracolo del XXI secolo (parole di Don Enrico).

Chi ha detto che dobbiamo essere regolati in base a logiche conflittuali e di competizione: il mercato? allora è giunto il momento di ripensarlo, di trovare nuove risposte a problemi ancora oggi irrisolti ... intanto nel nostro piccolo, cominciamo a decidere a che cosa non siamo disposti a rinunciare e per cui saremmo pronti a batterci, una nuova resistenza passiva, non violenta ma che non sa e non vuole arretrare alle nuove logiche e che ricerca altre soluzioni possibili e praticabili... probabilmente non vinceremo, ma altri verranno dopo di noi, sempre più numerosi e decisi ... allora le regole cambieranno!
Meglio accettare una sfida ... anche se non facile, ma che ci ridia il Senso e la Dignità, la Ragione e la Speranza ... piuttosto che la rassegnazione, il disinteresse ... il nulla nelle nostre coscienze.

2 commenti:

  1. Paolo, le parole dell'Enciclica sono belle...ma i fatti? Io dal Vaticano purtroppo non vedo fatti concreti...
    Eh...

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  2. Ciao Guernica:-)
    Salutami Parigi
    in particolare Saint Germain des Pres ovvero il quartiere latino.

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