Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









mercoledì 7 luglio 2010

ESSERE ED ESISTERE

L'essere delle cose che incontriamo nel Mondo si riduce alla loro utilizzabilità. L'esserci, l'esistere, si prende cura di ciò che incontra, e tale prendersi cura è il nostro modo di coesistere con l'altro, nel nostro modo di essere nel Mondo (essere dice cosa siamo, esistere è la scelta del modo con cui ci rapportiamo all'esterno) :
Possiamo prenderci cura ponendoci al loro posto (dell'altro), sottraendo loro il proprio prendersi cura (condizionandoli) e quindi dominandoli e rendendoli dipendenti da noi, oppure aiutandoli nel loro prendersi cura, in modo che divengano trasparenti a se stessi e liberi nella propria cura (autoconsapevolezza e liberi di scegliere come esistere) .
Nella prima si ha una coesistenza inautentica dove gli altri non appaiono come tali in ciò che effettivamente sono: tutto si livella in modo impersonale, dove ci si trasforma in un yes-man, allontanandosi dal prendersi cura autentico (siamo estranei a noi stessi e di conseguenza non autentici verso gli altri) .

La Morte riporta al senso delle cose. Anche nel quotidiano avvertiamo la presenza della Morte e anche se abbiamo accettato di non essere più noi stessi ma di uniformarci agli altri come yes-man, comprendiamo che la Morte non appartiene al mondo impersonale, ma è parte della nostra Vita del nostro essere... anche se la sua angoscia, come sentimento della nullità dell'esistenza, è annebiata e stordita dalle distrazioni offerte dal quotidiano.

La voce della coscienza richiama l'uomo alla Morte come sua possibilità ineluttabile, che lo riguarda direttamente al di fuori di ogni impersonalità e gli apre il suo essere:
l'importanza dell'attimo fuggente ossia la profonda relazione che lega l'esistenza umana alla temporalità (il senso dell'essere).

Heidegger comprende in un secondo momento che la storia dell'essere è innanzitutto concepita come un manifestarsi-nascondersi sia nel linguaggio che nel pensiero: una condizione umana sua propria di inautenticità(un approccio differente dal prendersi cura, dall'esistere) per giungere a formulare il concetto di essere presente.
Possiamo immaginare l'essere presente un occhio di bue (la luce) che individua la possibilità di darsi nell'essere autentico quale si è a prescindere dalla presenza, da cui ci si può sottrarre pur in evidenza (sono sulla ribalta in evidenza e posso decidere di essere me stesso o tutt'altro nascondendomi) e calarsi alla stregua dell'ombra, dell'oblio, dell'oscurità. La quarta dimensione del tempo, concepita in termini di darsi e sottrarsi dell'essere (l'evento).

3 commenti:

  1. Dio, come parli complicato oggi!
    Meglio che rileggo il post, va!
    :))

    RispondiElimina
  2. Se ti capita di vedere in dvd il film "Tutta la Vita davanti" di Paolo Virzì...diventa tutto chiaro ed evidente, non solo concetti apparentementi astratti.

    RispondiElimina
  3. devo proprio vedere questo film di Virzi'

    RispondiElimina