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domenica 13 giugno 2010

PRINCIPALI DITTATURE DEL XX SEC

Stime delle vittime delle delle principali dittature del mondo che si sono avute dal XX secolo da Wikipedia
(NB- sono riportate diverse fonti e si riferiscono a diversi periodi, in alcuni casi sono somme volutamente esagerate dalla propaganda avversaria, ma il dato reale anche se fortemente sottostimato è sempre impressionante).

Cina
(1861-1908): Cixi
12 milioni di morti nella repressione delle rivolte
(1926 - 1949): Chiang Kai-shek
Rummel: 10.214.000 per democidio.
Stime dell'attuale governo cinese: 3 milioni di esecuzioni
(1949 - 1976): Mao Zedong
Daniel Southerland: da 40 a 80 milioni
Jung Chang e Jon Halliday: 70 milioni (3 per la riforma agraria, 38 per il Grande balzo in avanti, 27 per i laogai, 3 per la Rivoluzione Culturale)
Libro nero del comunismo: 65 milioni
Chen Yizi: da 43 a 46 milioni per il Grande balzo in avanti
Rummel: 35 milioni (di cui circa 7,5 per il Grande balzo in avanti e 7,7 per la Rivoluzione culturale) [7]
Judith Banister: 30 milioni per il Grande balzo in avanti
John King Fairbank: da 20 a 30 milioni per il Grande balzo in avanti
Marie-Claire Bergère: 13 milioni da fonti cinesi e 16 - 28 milioni da fonti occidentali, per il Grande balzo in avanti
Daniel Chirot:: da 830.000 a 3 milioni per riforme terriere; da 20 a 40 milioni per il Grande balzo in avanti, da 1 a 20 milioni per la Rivoluzione Culturale.
Wang Weizhi: 19,5 milioni per il Grande balzo in avanti
Stime degli oppositori: da 70 a 161 milioni di morti di cui da 30 a 50 per il Grande balzo in avanti, da 15 a 30 per uccisioni e esecuzioni, da 20 a 53 nei laogai e da 5 a 20 nella Rivoluzione Culturale (Taiwan ha riferito di 37 milioni di giustiziati e 18,1 milioni morti nella Rivoluzione Culturale, ma questi dati sono da prendere come esagerati).

Unione Sovietica
Stime complessive 1917-1991
Il libro nero del comunismo: 20 milioni
Lenin: (1917-1922)
stime più basse[senza fonte]: 30.000-50.000 giustiziati per controrivoluzione
Robert Conquest: 200.000 esecuzioni
stime più alte[senza fonte]: 1.860.000 esecuzioni di cui 28 di vescovi, 1.200 di preti, 6.000 di professori e insegnanti, 8.000 di dottori, 54.000 di ufficiali, 260.000 di soldati, 103.000 di ufficiali di polizia, 48.000 di poliziotti, 12.800 di lavoratori civili, 350.000 di altri intellettuali, 192.000 di operai e 815.000 di contadini (riconosciute come stime esagerate[senza fonte])
Guinness World Record 2005: 939.755 soldati e oltre 8 milioni di civili per la guerra civile (segnalata come la guerra civile con più morti)
Alan Bullock: 13 milioni morti per la guerra civile e per la conseguente carestia
Stalin (1924-1953)
Deportazione dei kulaki: almeno 650.000 (260.000 morti tra il 1929 e il 1932, 390.000 tra il 1932 e il 1940)[senza fonte]. Bernard Bruneteau (Il secolo dei genocidi): 600.000
Altre deportazioni: da 232.000 a 4 milioni[senza fonte]
Carestia: da 2 a 10 milioni - vedi Holodomor ("infliggere la morte attraverso la fame")
Morti nei gulag: da 1,6 a 39 milioni (alcuni[senza fonte] portano i morti a 70 milioni, ma tale cifra è stata smentita[senza fonte]); Robert Conquest: 7 milioni; Anne Applebaum: oltre 2,7 milioni
Esecuzioni: da 786.098 (cifra degli archivi sovietici [3]) a 8 milioni[senza fonte]
Stime totali (approssimative): da 8 a 60 milioni di morti

Germania
Genocidio degli Herero (1904-1907): 80.000 morti
(1934 - 1945): Adolf Hitler
Maggioranza delle stime: tra 14.412.000 e 20.627.000 morti, di cui tra 5.100.000 e 6.000.000 di ebrei, tra 1.800.000 e 1.900.000 di polacchi non ebrei, tra 200.000 e 800.000 persone disabili, 100.000 comunisti, tra 10.000 e 25.000 omosessuali, 2.000 testimoni di Geova, tra 3.500.000 e 6.000.000 di civili slavi, tra 2.500.000 e 4.000.000 di prigionieri e tra 1 milione 1,5 milioni di oppositori politici.[senza fonte]
Stime più alte: 25-30 milioni di morti[senza fonte]


Spagna

(1939 - 1975): Francisco Franco
Stime ufficiali: 192.684 esecuzioni, 1939-44.[senza fonte]
Stime degli oppositori: oltre 500.000 tra giustiziati e scomparsi.[senza fonte]


Italia
(1922 - 1945): Benito Mussolini
Mark Mazower: 29 condanne a morte prima del 1939.
Rummel: 224.250 per democidio, di cui 200.000 in Etiopia e in Libia (in Libia si ebbero circa 13000 morti tra il 1922 ed il 1931 per la riconquista del territorio libico perpetrata dai militari italiani contro i ribelli Senussi di Omar al Mukhtar), 15.000 in Jugoslavia, 9.000 in Grecia (le morti in Grecia e Iugoslavia avvennero durante la II guerra mondiale) e 250 in Italia.

Partito Socialista Italiano: 3000 vittime degli squadristi al settembre 1922.

Nota personale: le cifre mi sembrano non tener conto degli scontri e rappresaglie nel periodo della repubblica di Salò...

Non sono un revisionista, non sono di parte e non ho interessi specifici per puntare il dito su questi dati. Di sicuro queste cifre non possono essere considerate complete e certe; ma non credo che si differenzino dal vero, per quanto riguarda l'Italia.

Che cosa me lo fa credere? Perchè siamo il paese degli Etruschi, della Repubblica Romana e dei suoi consoli, della Chiesa di Roma Santa e Cattolica, delle Repubbliche Marinare e dei Comuni, del Rinascimento, dei Moti Carbonari, dei Garibaldini, delle guerre d'Indipendenza, dei moti Socialisti, di Vittorio Veneto...

Tutto questo è sedimentato in noi e molto altro ancora, per questo siamo portatori di Pace e di Bene, mai disposti alla violenza gratuita o sadica. Il commercio e l'arte di arrangiarci fa parte del nostro DNA, sappiamo cavarcela e risorgere dalle tragedie...Questa è l'Italia.

E sapete qual'è la vera grandezza? è che non ci prendiamo mai troppo sul serio e così ci pare di essere italiani solo quando suona l'Inno e gioca la Nazionale di calcio.

Siamo Brava gente, abbiamo la fatica nel DNA e la saggezza dei nostri Genitori, per questo siamo previdenti ed oculati.

L'unico difetto è che siamo tra noi degli attagabrighe: Guelfi o Ghibellini, da Campanile a Campanile difendiamo ognuno un pezzo d'osso di Santo, Repubblicani o Monarchici, Rossi o Neri, Bartaliani o Coppiani, Polentoni o Terroni, Panettone o Pandoro, Albero o Presepe...sempre qualcosa ci divide; ma a dispetto di queste cose sono tantissime quelle che ci uniscono, e tutti proprio tutti quando si va all'Estero, ci sentiamo fieri di essere Italiani... anche troppo!

2 commenti:

  1. Ciao Paolo,
    bella carrellata di uomini che hanno seminato dolore e morte sul loro cammino.
    Ad ogni modo, io mi sento italiana sempre, fin nel midollo dell'anima.
    buona serata a te e a Roma.

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  2. Anch'io sono fiera di essere italiana anche se frequentando persone che vivono all'estero e che mi riferiscono come la loro stampa parla di noi......
    Comunque hai detto bene Paolo, noi siamo il paese degli Etruschi e tutto il resto.....

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