Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









martedì 22 giugno 2010

CONSIDERAZIONI SPICCIOLE

Devo confessare che da un pò di tempo sono affascinato ed attratto da documentari storici relativi al periodo tra le due guerre ed in particolare sull'ultimo conflitto mondiale. In Tv li seguo con molta attenzione e rimango sorpreso come lo stesso avvenimento possa essere visto da più prospettive, e si possa sviscerare confrontando documenti, filmati, testimonianze provenienti da diversi luoghi, da differenti fonti. Inoltre col passare degli anni vengano divulgate notizie che un tempo, per ragioni di opportunità di varia natura, erano tenute nascoste o che pur note in qualche modo non erano confermate in modo ufficiale.
Il mosaico assume nell'insieme contorni sempre più nitidi, precisi, oggettivi; forniscono un quadro completo delle situazioni quali erano in quegli anni ed è più agevole comprendere, non giustificare; ma di certo guardare con altri occhi gli avvenimenti e la loro evoluzione.
E' inevitabile traslare questo metodo conoscitivo alla vita personale, più precisamente familiare, cercando di ricostruire un periodo di vita per capire di più delle persone vicine e del proprio vissuto, ma sono giunto ad una conclusione o meglio ho preso coscienza di un limite oggettivo:
la mia sarebbe in questa sede (nel blog) una ricostruzione parziale degli avvenimenti, mancherebbe il quadro d'insieme, le più voci ed i diversi punti di vista. Il rischio è di avere un risultato ridotto nel suo valore ricostruttivo perchè proviene,da una sola campana ossia dalle mie sensazioni, dai miei ricordi, dalle mie impressioni, deduzioni e la cosa che più mi spaventa è di essere ingiusto... nel trarre delle conclusioni errate.
Questo non significa che non abbia un'idea su fatti e persone della mia storia personale, ma ritengo che sia doveroso muoversi con cautela prima di arrivare ad affermare qualcosa per vero in modo definitivo ed inappellabile. Questo spiega in parte il mio modo di essere nei confronti del prossimo: pronto a lasciar correre, a perdonare prima che a condannare o mettere sotto accusa con astio e risentimento qualora ve ne fossero.
Nel dire questo non intendo mostrare il volto buono a tutti i costi, ma è una mera presa di coscienza sulla fallibilità ed umana debolezza che ci accomuna tutti e quindi consiglierei nei limiti di questo piccolissimo palco, agli altri bloggers, di considerare questi aspetti e di regolarsi di conseguenza senza drammatizzare più del necessario gli avvenimenti del proprio vissuto e qualora fosse possibile, senza farsene condizionare più del dovuto.

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