Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









giovedì 1 aprile 2010

UNA BELLA BISTECCA

Liberamente tratto da un racconto di Jack London

Con l’ultimo pezzetto di pane Tom King ripulì accuratamente il piatto dalle ultime tracce del denso intingolo, e masticò lento e pensieroso. Alzandosi da tavola, si sentì oppresso dalla sensazione di essere ancora notevolmente affamato. Eppure lui solo aveva mangiato. I due bambini nell’altra stanza erano stati mandati a letto. Sua moglie non aveva toccato cibo ed era rimasta seduta a guardarlo con occhi ansiosi …
Era un uomo massiccio, dall’aria stolida …. ma era la faccia di Tom King che non lasciava dubbi su cosa fosse: la tipica faccia da pugile, di uno che ha passato anni sul ring e ha con ciò acquistato e sviluppato tutti i segni caratteristici di un animale da combattimento … nel complesso la faccia di un uomo che non si vorrebbe incontrare in un vicolo buio o in un posto solitario. Eppure, Tom King non era un delinquente, né aveva mai compiuto alcunché di criminale … non era mai stato un tipo loquace … ora in un silenzio cupo si fissava le arterie delle mani … grosse e gonfie, di cui sapeva il significato … il suo cuore aveva pompato attraverso di esse troppo sangue alla massima pressione … Mancavano di elasticità e con ciò sapeva di non avere più la resistenza di un tempo.
“Accidenti, potessi avere una bella bistecca!” … per il macellaio, lo sfidante avrà la meglio stasera, e il conto è già abbastanza così com’è. Tom King stava invecchiando; e i vecchi, ingaggiati da club di second’ordine, non possono aspettarsi credito dai fornitori.
... Non si era allenato abbastanza per quest’incontro. Erano tempi duri in Australia, ed era difficile trovare lavoro, anche saltuario … Avrebbe dovuto mangiare meglio e non avere preoccupazioni. Oltretutto, a quarant’anni è più difficile essere in forma che a venti.
… “Buona fortuna, Tom” disse la moglie “Fallo fuori”
“Certo” Sorrise con aria falsamente allegra, mentre lei lo abbracciava più forte. Dietro le sue spalle Tom guardava la stanza nuda. Era tutto ciò che aveva al mondo, insieme con la pigione arretrata, lei e i ragazzi.
“Se vinco, sono trenta sterline, e ci posso pagare tutti i debiti; in più, mi avanza pure qualcosa. Se perdo, non becco niente, neanche i soldi per pagarmi il tram per tornare a casa. Arrivederci vecchia mia. Torno subito a casa se vinco”.
Si avviò a piedi, c’erano due miglia di strada da fare, e mentre camminava rimuginava ai tempi d’oro, a quando era stato campione dei massimi del New South Wales … Era vecchio, e il mondo non tratta bene i vecchi. L’unico posto dove poteva lavorare era il cantiere … Avrebbe dovuto imparare un mestiere, ma nessuno glielo aveva mai detto, e comunque sapeva nel suo intimo che non gli avrebbe dato retta. Era stato così facile. Soldi in quantità, incontri fulminei, gloriosi, riposo e dolce far niente negli intervalli, entusiasmi, ammiratori pacche sulle spalle, strette di mano, sconosciuti allegri pronti ad offrirgli da bere in cambio dell’onore di parlargli cinque minuti.
Quelli si che erano tempi!
… Un uomo può reggere cento duri incontri, un altro solo venti; ciascuno secondo il suo tipo e la qualità della sua fibra ne ha a disposizione un numero limitato, e quando li ha combattuti, è finito. Sì, lui ne aveva avuti più degli altri, e aveva avuto molti incontri duri e sfibranti, di quelli che fanno lavorare cuore e polmoni fino a scoppiare, che tolgono elasticità alle arterie e trasformano gli agili scattanti muscoli della gioventù in duri nodi, che consumano nervi e resistenza e distruggono nell’eccesso dello sforzo cervello e ossa. Lui aveva tenuto più duro degli altri …


… I due uomini si vennero incontro, al suono del gong. Tom King, che osservava, vide un’immagine di gioventù incarnata: torace profondo, possente, muscoli lisci e guizzanti sotto la pelle. Tutto il corpo di Sandel emanava un’eccezionale vitalità … si fece sotto due volte piazzando un sinistro agli occhi, un destro alle costole, schivando un colpo d’incontro, spostandosi saltellando agilmente e tornando all’attacco con passi di danza. Era bravo e veloce. Ma King non si fece impressionare, riconobbe i colpi per quello che erano: troppo veloci e troppo d’impeto per essere pericolosi. E’ lo stile della gioventù che spreca la sua superiorità in attacchi selvaggiamente furiosi, per affrettare i tempi travolgendo gli ostacoli … Tom King pazientemente subiva … non c’era niente da fare finché l’altro non si fosse scaricato un po’ …
Il primo round fu tutto di Sandel … aveva travolto Tom King sotto una valanga di pugni, e King non aveva colpito neanche una volta. Tutti i movimenti di King erano studiati e metodici, anche se i suoi occhi lenti e semichiusi lo facevano sembrare istupidito.
Il gong suonò e i due uomini avanzavano dai rispettivi angoli. Fu una ripetizione del primo round, con Sandel sempre all’attacco e King in difesa, mentre il pubblico si spazientiva domandandosi perché King non combattesse.
Al terzo round gli occhi ed il braccio di King guizzarono nello stesso istante. Era il primo colpo, un gancio assestato con l’arco del braccio piegato perché andasse bene a segno e tutto il peso del corpo semiruotato all’indietro. Sandel, colpito alla mascella, stramazzò . Il pubblico trattenne il respiro mentre l’uomo assestava il colpo come una martellata dimostrando di che tempra era ancora fatto.
Sandel crollò. L’arbitro gli contava nelle orecchie. Al nono si rialzò pronto per attaccare, ma si fece più cauto e rispettoso, anche se Tom King ritornò ad essere lento ed addormentato …
Al settimo round la forma di Sandell non era più perfetta, egli si rese conto di trovarsi impegnato nell’incontro più duro che gli fosse mai capitato. Tom King non perdeva mai la testa, abilissimo nella difesa, i suoi colpi sembravano assestati con una mazza ferrata, in grado di mettere a KO tanto con il destro che con il sinistro … Ma all’inizio del decimo round King risentì quel velo di nero che gli annebbiava ed intorpidiva le mente. Per un attimo l’avversario ed il pubblico sparirono dal suo campo visivo, per poi riapparire riprendendosi all’istante dallo stordimento, affondando il mento nell’incavo ella spalla sinistra …
All’undicesimo, King con una finta di sinistro, evitò il gancio di risposta, poi fece un mezzo passo all’indietro che fece precipitare Sandel al tappeto, con un montante al viso. Dopo di questo non diede tregua a Sandel che si ritrovò chiuso alle corde. L’avversario non reagiva praticamente più e cadde. Ma si rialzò … Tom King, in un lampo di amarezza, ricordò la bella bistecca rimpiangendo che non fosse dietro i pugni che doveva ancora sferrare … la spossatezza cominciava a farsi sentire e i colpi non andavano più a segno, mentre Sandel si riprese e sferrò il colpo. King pur vedendolo arrivare non poté pararlo, le sue braccia non rispondevano alla sua volontà … il pugno giunse diretto al suo mento, come una scarica elettrica e contemporaneamente fu offuscato dalle tenebre.
Quando riaprì gli occhi nel suo angolo, qualcuno gli appoggiava una spugna fredda sulla faccia, mentre gli gridava nelle orecchie, in sottofondo l’urlo bestiale della folla. Gli avevano tolto i guantoni e Sandel venne a stringergli la mano. King non nutriva alcun risentimento verso chi lo aveva battuto e ricontrocambiò con calore …

... Mancava poco per la vittoria, ricordò quando Sandel era sull’orlo del crollo. Gli era mancato solo quello per il colpo decisivo. Con quella bistecca ce l’avrebbe fatta. Tutta colpa di quella bistecca .
Tornando a casa si sedette all’improvviso su una panchina. Si sentì debole e indolenzito. Pensò che se anche avesse ritrovato subito il lavoro, ci sarebbe voluta una settimana prima di poter tenere in mano piccone o una pala. I morsi della fame alla bocca dello stomaco lo facevano star male. Sopraffatto dalla disperazione, sentì gli occhi inumidirsi. Si coprì il viso con le mani e piangendo ricordò Stowsher Bill e la sconfitta che gli aveva inflitto in una notte come questa tanti anni prima. Povero vecchio Stowsher Bill! Solo ora King poteva capire il perché del suo pianto.

2 commenti:

  1. Grazie Guernica:-))
    Ti Auguro una
    Buona e Serena
    Pasqua.

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