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D.O.C.









domenica 28 marzo 2010

“WIN- WIN” UN ACCORDO CHE AVVANTAGGI TUTTI

Il 27 Marzo 1985 era una bella giornata primaverile, questo lo ricordo nitidamente. In quel giorno ero alla facoltà di Economia e Commercio ed assistevo ad una lezione, non ricordo quale, ma ha poca importanza, quando in tarda mattinata dal trambusto nel parcheggio antistante all’istituto di merceologia, si seppe dell’assassinio, per mano delle BR, del Prof. Ezio Tarantelli ordinario di Politica Economica.

Non ho mai assistito ad una sua lezione, di questo oggi me ne rammarico, ma allora non lo conoscevo e le dispute sulla “scala mobile” mi giungevano come qualcosa di molto lontano, sebbene in casa potessi palpare con mano lo stato d’animo di mio Padre preoccupato, perché buona parte del suo stipendio, come tutti, era costituito dagli scatti di contingenza.

Aveva, il Prof. Tarantelli, poco più di quarant’anni, idee innovatrici e un sogno a cui vi dedicò anima e corpo:
diffondere la cultura economica nel sindacato in modo da fornire ad esso gli strumenti essenziali per contrattare, per comprendere meglio e superare i conflitti, le ottuse contrapposizioni ideologiche; tutto nell’interesse esclusivo dei lavoratori, delle famiglie e di tutti coloro che un lavoro non avevano ancora trovato.
In sostanza comprende che l’Italia, non può seguitare ad essere un Paese in cui tra disoccupati, sottoccupati, ed emarginati c’è più di un terzo di gente che se la passa malissimo, e anche quelli che hanno un lavoro vedono il proprio salario e i propri risparmi divorati da un’inflazione che tocca punte del 25 per cento per anno. Di qui l’idea che, quando la spiega, tutti, a partire da sua moglie, gli dicono che è fuori di testa: bisogna fissare una soglia prestabilita per l’inflazione, e regolare di conseguenza la scala mobile.

E’ chiaramente dalla parte dei più deboli.
Fa appello alla concertazione tra Governo, Imprese e Sindacato in una logica di “do ut des”, di scambio che avvantaggi tutti più dello scontro o della contrapposizione, in un circolo virtuoso innescato dal dialogo e dalla necessità di ognuno di accettare di rinunciare a qualcosa nell’interesse di Tutti, non solo perchè è giusto che sia così, ma perchè si è sulla stessa barca e perchè si vuole raggiungere una meta condivisa e desiderabile per Tutti .

Oggi più che mai quelle idee dovrebbero essere applicate. La fatica di ricercare soluzioni comuni tra soggetti che hanno interessi diversi, nell'interesse esclusivo e predominante della Comunità e non solo a vantaggio di questi o quelli, mistificando la realtà.
Da dove partire?
Da ciò che è più desiderabile e conveniente per Tutti, nessuno escluso.
Riconsiderare il problema con nuovi occhi e trovare soluzioni creative ed innovative, uscendo dai soliti schemi e limiti della dottrina.
Questa è l'eredità e l'estrema sintesi del pensiero del Prof. Ezio Tarantelli .
In fine una considerazione del tutto personale:
A volte la piazza è mobilitata per ragioni apparentemente giuste ma sostanzialmente sbagliate, come fu allora per il referendum abrogativo del decreto che tolse alcuni punti alla scala mobile (accordo di San Valentino 1984), scelta coraggiosa ed antipopulista che divise la sinistra e i sindacati... ma nei fatti, dopo pochi mesi l'inflazione scese al 7 / 8% e continuò a migliorare portandoci a pieno titolo in Europa. In quell'occasione, con il senno del poi, e mi dispiace dirlo, il PCI dimostrò un' ottusità e una miopia che anticipò di cinque anni la sua fine.
In quanto alle BR, ancora una volta andavano a colpire, come in altre occasioni, chi, in ogni strato della società, era portatore di nuove idee e di progresso, chi si proponeva di cambiare le cose migliorandole o quanto meno cercando di superare lo stallo di quegli anni, chi dimostrò integrità morale e senso del dovere:
ma questi, delle BR, erano, e forse non lo sapevano, conservatori della peggior specie altro che rivoluzionari armati!

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