Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









giovedì 11 marzo 2010

UNA STORIA NELLA STORIA

A volte capita, durante uno zapping, di venir catturati da un'istantanea, un'immagine accompagnate da parole che non puoi far a meno di ascoltare... un volto, una situazione. Nel caso in questione, un giovane ragazzo che abbraccia sua Madre. Tutto normale...una festa di compleanno, legami forti ed indissolubili che diamo per scontati.
Questo vorrei raccontarvi oggi, senza alcun effetto, dispiacendomi di non aver potuto raccogliere maggiori dettagli, solo assicurandovi che quanto starò per dirvi è un fatto veramente accaduto.
E' la storia di uno dei tanti John o Mitch, ipernutriti e bamboccioni partiti dall'America con la convinzione di sistemare le cose prendendo a calci Hitler e ritornare al più presto a casa... Abituati a vederli in azione al cinema, abbiamo perso il senso di vunerabilità e di umanità di questi ragazzi, poco più che adolescenti, partiti per un non luogo...chiamato guerra che in sostanza voleva significare dolore e morte.
Nei primi mesi del 1944, una testa di ponte di soldati anglo americani sbarcarono ad Anzio, con il fermo proposito di prendere alle spalle i tedeschi saldamente arroccati a Cassino che davano gran filo da torcere a chiunque volesse proseguire per Roma.
Lo sbarco fu un mezzo disastro... gli alleati si trovarono in una situazione infernale praticamente esposti ai colpi degli obici e quant'altro da parte tedesca... dovettero subire molte perdite nell'impotenza più assoluta, senza poter far molto altro che cercare un impossibile scampo.
Furono organizzate diverse sortite di sfondamento senza alcun esito, ed il tritacarne mieteva giorno dopo giorno le giovani vite di quei soldati venuti dal nuovo mondo.
In tutto questo la straordinaria storia umana di un ragazzo di soli 21 anni, di origine italiana che si trovava tra quei poveri diavoli...
Le sue lettere, indirizzate alla Madre e alle Sorelle, non lasciava trapelare alcunchè di quell'inferno, ma sembravano scritte in una situazione di massima tranquillità, di routine da caserma che certo non poteva essere in quella situazione...
Erano del tipo:" Cara Mamma, qui non accade nulla di chè.... Siamo ben organizzati ma non abbiamo molto da fare, se non mangiare... proprio adesso devo andare a fare la fila per il rancio...mi devo essere ingrassato... quando ritornerò, mangerò come un leone, tanto mi sono abituato... ieri ho mangiato sette costolette... Tutto bene, Stai Tranquilla... Vi Voglio Bene".
Chiunque leggeva quelle lettere non poteva capire... e quasi quasi invidiava quel ragazzo, ancora una volta davvero fortunato! e Lui per diversi mesi scrisse solo lettere di questo genere, tanto che la Madre rispose con una in italiano da consegnare a dei loro parenti a Roma... " Lei capirà e Ti tratterà bene... salutala da parte mia e riguardati"... sembrava una situazione surreale in un contesto tutt'altro che idilliaco.
Quel ragazzo, sorriso largo e bonario, morì il 28 maggio 1944, nel giorno più nero per le truppe americane, quando diedero la spallata finale a Cisterna...mai una sola compagnia aveva,fino ad allora, perso 950 soldati in un giorno.
Un storia nella storia, che rende tutto più a misura umana... senza eroi, rambi, ammazza sette o superman... ma esseri umani in una situazione bestiale ed inenarrabile quale è la guerra.

1 commento:

  1. La guerra non ha alibi al dolore e alle storture che provoca e ferisce.

    Ciao, Paolo.

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