Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









martedì 19 gennaio 2010

UNA REDENZIONE DALL'OMBRA

"Una piccola, buona cosa"

di Raymond Carver


Protagonista del racconto è una famiglia il cui figlio di otto anni, Scotty, viene investito da un’auto nel giorno del suo compleanno. Il bambino, dopo aver attraversato uno stato comatoso, muore. Il fornaio presso il quale i genitori avevano ordinato la torta della festa senza poi ritirarla né pagarla si vendica, non sapendo nulla dell’incidente, telefonando in modo anonimo e minaccioso ai genitori del bambino ancora in ospedale, tormentandoli con inconsapevoli riferimenti alla sua sorte.

I genitori, alla fine, intuendo che l’autore di quelle telefonate potesse essere proprio il fornaio, si recano da lui, disperati e pieni di collera. Il fornaio, conosciuta la vicenda di Scotty, inorridito di sé, riesce a consolare i genitori, facendoli sedere e offrendo caffè e qualche dolce appena pronto, aprendosi infine in una confessione senza fronzoli e ricca di intensità:

«Lasciate che vi dica quanto mi dispiace. (...). Dio solo sa quanto mi dispiace. Sentite. Io sono solo un fornaio. Non pretendo di essere nient’altro. Forse una volta, forse anni fa ero diverso. Ho dimenticato, non ne sono sicuro. Ma non lo sono più, se mai lo sono stato. Adesso sono solo un fornaio. Questo non mi scusa per quello che ho fatto, lo so. Ma mi dispiace profondamente. Mi dispiace per vostro figlio e per la parte che ho avuto in tutto questo. (...) Io figli non ne ho, quindi posso solo immaginare quello che state provando. Posso solo dirvi che mi dispiace. Perdonatemi, se potete (...) Non sono cattivo. Non credo. (...). Dovete provare a capire che a un certo punto non so più come comportarmi, a quanto pare. Vi prego (...) permettete di chiedervi se riuscite nei vostri cuori a perdonarmi». E così «il fornaio cominciò a parlare della solitudine e della sensazione di dubbio e di limite che gli era venuta con la mezza età».

Qual è la dinamica di questa confessione?
Il fornaio è un uomo comune, probabilmente una persona in qualche modo segnata dalla vita fino a far crescere in sé un grumo di male e di odio che la mina sino dalle fondamenta. Ma il fornaio vive la sua vita, non se ne accorge, forse, preso com’è dai ritmi del suo lavoro e dalle necessità della vita. Deve avvenire qualcosa nella sua esistenza per fare verità su di sé. Deve giungere a toccare il fondo del suo male, deve arrivare a percepire il disgusto per una propria azione per poter cogliere in sé una speranza possibile, un’innocenza perduta, un’umiltà che porti a confessare il proprio errore e a chiedere il perdono.
Paradossalmente, grazie alla propria esperienza di fallimento e di "peccato", riesce a fare chiarezza sul proprio bisogno di salvezza, uscendo da una moralità borghese narcotizzante. Solo così infatti potrà accostarsi insieme ai genitori di Scotty, adesso in lacrime e riconciliati dalla consolazione del perdono, alla semplice condivisione dei prodotti del suo forno, quella "piccola buona cosa" di cui parla il titolo. La croce dell’innocente Scotty provoca nel fornaio – che è bene evidenziare si tratta del primo personaggio in ordine di apparizione del racconto – una reale conversione, generando un’immersione nel proprio male e una emersione a causa della grazia del perdono che giunge silenziosa, ma efficace. Si può giustamente parlare di una vera e propria "redenzione".
Va da sé un’interpretazione morale che aiuta chi legge a imparare a essere buono, umano, compassionevole. Ma forse si può andar oltre.

Un occhio teologico
Di Antonio Spadaro

Il fornaio, proprio lui che è il primo ad aver fatto l’esperienza del peccato e della propria miseria personale: una sorta di guaritore ferito che sperimenta in sé stesso l’abisso della morte e la potenza della risurrezione. La vicenda ha dunque un profondo significato cristiano, al di là del significato letterale. Il sacerdote in questa parabola eucaristica è un uomo qualunque, un fornaio borghese che, fatta esperienza del male, grazie al perdono, è salvato dall’abisso di una vita piatta e inutile, raggrumata nel rancore esistenziale. La conversione del cuore diventa fonte di riconciliazione e di comunione e così il fornaio può «spezzare un pane» e anche dire: «Mangiate». I genitori di Scotty sono "esausti e angosciati", come lo erano i discepoli di Emmaus, ma le parole creano un clima di ascolto e di accoglienza e i prodotti del forno sono "caldi e dolci". Nel cuore si avverte una sorta di risurrezione e infatti ecco sorgere «il primo mattino, con la luce alta e pallida che si proiettava dalle vetrine».

5 commenti:

  1. Post intenso che fa riflettere...quando si cade occorre avere forza per rialzarsi.

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  2. Che nulla accade per caso è vero caro Paolo!:)
    Anche se spesso non è semplice rintracciare le ragioni o magari non le si comprendono.
    Bello questo post, grazie.

    P.S. Ecco, ora va meglio!E non fare più scherzi!

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  3. Caro Paolo, un ritorno alla grande con un bel post riflessivo.
    Certe situazioni vissute scuotono talmente tanto che è impossibile non uscirne cambiati e magari migliori.

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  4. Che bello trovare persone con lo stesso intento, non ci conosciamo ma abbiamo in comune una cosa importantissima e leggere anche dai commenti che siamo non pochi, è molto molto confortante.
    Grazie Paolo per questo post, e non fare scherzi, che mi sento ancora un po' sc-orfanella, e non vorrei sentenziare che sono sempre i migliori che se ne vanno...
    Un abbraccio virtuale, Tea

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  5. Un post davvero emozionante e soprattutto veritiero!!
    Basta un attimo, una situazione, un evento per rendersi conto di quanto troppo spesso perdiamo contatto con il valore dell'umanità. E la maggior parte delle volte ciò succede durante la continua ricerca di beni materiali...
    Bravo cmq, complimenti!!!
    un abbraccio Luce

    ps: Ps. da ieri il mio blog si è spostato a questo indirizzo www.vitadastragista.it Posso chiederti di metterlo nel tuo blog roll al posto di quello vecchio e magari in quel post che avevi scritto sul mio blog tempo fa? grazie mille e scusami per il fastidio :-)

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