Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









lunedì 4 gennaio 2010

UN SALTO NEL TEMPO

Nel 1982 ero una delle tante matricole che entrava nella facoltà di Economia e Commercio. Spaesato e perso come tutti giravamo per i locali alla ricerca dell’aula, per assistere alla prima lezione … Piano di studi, sessioni, esami, corsi, stage … tutte parole avvolte da una nebbia … esprimevano necessità da adempiere o possibilità d’aggiungere.
L’accoglienza nell’Aula Magna (poi Aula Ezio Tarantelli) fu la sensazione di essere una goccia in un piccolo mare di persone … eravamo più di mille assiepati come meglio si poteva … c’erano persone in piedi, altre su sedie pieghevoli che i più previdenti si erano portati da casa. Fortuitamente ero riuscito a rimediare un posto tra le prime file, grazie ad una ragazza di Orvieto, una piccola mora dal sorriso rassicurante e da una determinazione di acciaio che potei apprezzare da lì a pochi mesi. Il padre operaio e la madre casalinga, altri tre fratelli più grandi e Lei l’unica ad avercela fatta ad arrivare all’università e non aveva alcuna intenzione di cedere alle difficoltà. Sguardo chiaro, voce forte e modi apparentemente un po’ maschili, capello corto … occhi vivaci … si distingueva in quella massa di replicanti di Suellen e J.R con valigette al seguito … per fortuna non usavano i cappelli alla Texana ma se avessero potuto … Facemmo da subito amicizia … ricordo il profumo di sapone e la semplicità … il suo arrossire quando gli sussurravo “ma quanto sei Bella!”, il sorriso e i suoi occhi nei miei .
Quel giorno c'era confusione. La massa vociante e caciarona di ragazzi e ragazze alle prese con la prima esperienza universitaria, tutti indaffarati a sistemarsi, a collocare i registratori sul lungo piano del bancone sollevato da una grossa e lunga pedana … al centro la sedia ed il microfono … dietro una lunga lavagna nera … con su scritte varie … tra dichiarazioni di amore … turpiloquio … e appelli per ritrovarsi … Ad un certo punto entrò lui … Paolino … si dice che era stato uno studente di Ingegneria che per vicissitudini familiari e per il troppo studio, sia letteralmente impazzito … vagava in genere tra i corridoi della facoltà … dove trovava facilmente qualche spicciolo, qualcosa da mangiare ed un riparo tranquillo … aveva bisogno di affetto … e noi studenti, la maggior parte gli volevamo bene … non so quanto sia vera la storia che circolava, a volte c’era chi raccontava versioni più fantasiose. Vedendolo solo, ubriaco e sotto la pioggia faceva una pena profonda ... altre volte preso a raccontare una barzelletta in cambio di una sigaretta, oppure lo vedevi attorniato dalle ragazze che con spirito materno rimediavano qualcosa per farlo stare caldo d’inverno … così quel giorno si presentò con il pezzo migliore del suo repertorio canoro … Centomila Baci! lasciandoci stupiti e divertiti … smorzando anche l’ansia di quel primo giorno di università.
Poi arrivò il grande Alighiero Naddeo, Professore di Statistica … Paolino smise di cantare e con fare riverente ed impacciato salutò con rispetto il Professore, che affettuosamente rispose con un sorriso e tutti noi studenti applaudimmo creando un clima di amicizia e simpatia, in un giorno di novembre destinato a rimanere indelebile nella memoria.

12 commenti:

  1. Le piccole grandi storie e leggende dell'università...

    RispondiElimina
  2. che bel racconto, paolo! sembra l'auspicio a non gelarsi sempre di più tra noi esseri complicati.
    buon anno!

    RispondiElimina
  3. E poi alla fine ti sei laureato?

    RispondiElimina
  4. Sciuscia
    già che sono parte inscindibile
    di ciò che siamo:-)
    Auguri Buon anno

    RispondiElimina
  5. Grazie Maria Rosaria
    in fondo il calore è la sola cosa che veramente ci appartiene totalmente e che nel donarla non ci rende mai poveri anzi tutt'altro, ma dirti questo è come parlare di crema pasticcera ad un pasticcere:-)
    Bacio e Buon Anno

    RispondiElimina
  6. Antonellina,
    dieci anni di dure battaglie e nel durante ho fatto il milite, poi ho lavorato come lavapiatti in alberghi e ristoranti e il traslocatore...poi è arrivato il fatidico
    Tesi day:-))) e quel giorno mi sono sentito ...
    di aver scalato il K2:-)))
    Baci e Buon 2010

    RispondiElimina
  7. ma gennaio è anche tempo di progetti e buoni propositi vero? io ancora sono al secondo buon proposito da compilare, e tentenno. il primo ovviamente è "dieta"!

    RispondiElimina
  8. flash di vita e di ricordi... ma poi la brunetta di Orvieto...persa?

    RispondiElimina
  9. Metropoleggendo,
    meglio non fare buoni propositi;-)
    ma magari fare qualche piccolo passo, poi un altro e ancora un altro ...senza accorgersene nemmeno che si tratta di un "buon proposito":-)

    RispondiElimina
  10. Signora in rosso,
    Buon 2010
    mia Curiosona:-) allora
    Carla si è laureata, ha lavorato a Roma per una impresa import export, si è sposata con un italo-americano e vive negli Stati Uniti, ha due figli.Condivide la Tua stessa passione per la fotografia e la pittura.
    Bacione

    RispondiElimina
  11. BELLISSIMO POST!
    Baci Paolino ;)

    RispondiElimina
  12. Ciao Zoettina,
    Ti mando Centomila Baci:-))))
    buon Anno Cara

    RispondiElimina