Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
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D.O.C.









domenica 6 dicembre 2009

UNA STRANA COINCIDENZA

Non vedo molto la Tv, se mi capita è casuale e sporadico il mio contatto. A volte rimango colpito dalle coincidenze … come ieri, nel mio zapping, ho trovato un tema costante e ripetuto, nell’arco della giornata, manco a farlo a posta: tre storie di uomini che hanno saputo vedere più lontano degli altri, ma che sono stati inascoltati o messi da una parte perché ritenuti inaffidabili dal potere.

Italo Balbo, fu fascista dai tempi della marcia su Roma, violento ma non per il gusto di esserlo … era forse l’unico che potesse rivolgersi a Mussolini dicendogli quello che francamente pensasse e dandogli del Tu.
Nel 1933, dopo la trasvolata atlantica con 24 idrovolanti, Balbo era forse l’italiano più famoso nel Mondo. Agli americani piacque molto e lui stesso si rese conto delle immense potenzialità di questo giovane gigante dormiente … ma Mussolini non amava essere messo in ombra e così lo promosse da Capo di Stato Maggiore dell’Aereonautica a Governatore della Libia … una promozione dal sapore di Esilio. Da uomo intelligente seppe fare buon viso a cattivo gioco, e seppe trarre da quell’incarico molto di più dei suoi predecessori … giungendo perfino a piacere ai libici e a non essere odiato come Graziani.
Cadde il 29 Giugno 1940, abbattuto dalla contraerea italiana per un tragico errore … Si pensò da subito ad un complotto italiano … ma gli alti vertici militari sdrammatizzarono facendo circolare la barzelletta che se la nostra contraerea avesse avuto quell’ordine avrebbe sicuramente fallito e quindi non poteva che trattarsi di una fatalità.
Ci vollero più di trecento colpi sparati da navi e svariati colpi di mitraglia per abbattere quell’aereo, un trimotore caccia bombardiere della SavoiaMarchetti … gli inglesi non avevano trimotori … così dopo l’euforia e l’eccitazione per aver colto il bersaglio … cadde un gelo di mestizia.

Giorgio Gaber,nel 1972 all’apice del successo televisivo … il Signor G., uomo timido impacciato ma estremamente lucido ed intelligente da cogliere con ironia le contraddizioni dei nostri tempi, decise di lasciare definitivamente la Tv … “Non mi piace se qualcuno mi impone che cosa dire o non dire … non mi piace che qualcuno ponga dei limiti alla mia creatività … non mi piace se qualcuno considera il pubblico televisivo molto limitato intellettualmente non in grado di recepire messaggi troppo complicati e sottili”. Tutto questo la dice lunga sul concetto di Democrazia e di Libertà di certi burocrati della Tv di allora e sulle evoluzioni successive fino ad oggi.

Isoroku Yamamoto, colui che organizzò e condusse l’attacco a Pearl Harbour. Trascorse da giovane, diversi anni negli Stati Uniti. Comprese le enormi potenzialità di questo giovane Paese, nulla a che vedere con la vecchia Europa e lo stesso Giappone.
Criticò l’invasione della Manciuria e della Cina, anche se questa scelta era per sopperire alla carenza di materie prime. Fu contrario all’alleanza con la Germania e l’Italia e soprattutto contrario alla Guerra, tanto da essere inviso dalle alte sfere dell’esercito, aspettandosi di essere eliminato fece testamento. Forse per evitare questa ingloriosa fine, venne nominato Capo di Stato Maggiore della Marina Imperiale Giapponese, poco prima dell’entrata in guerra … convinti che tutto durasse pochi mesi o poco più. L’Ammiraglio ubbidì, secondo il codice di Onore dei Samurai, facendo del suo meglio … ma fu l’inizio della Fine.

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